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Cocaina L’Aquila, 12 rinviati a giudizio

Cocaina L’Aquila, nel 2021 l’operazione che aveva smantellato un’associazione che gestiva le piazze di spaccio in città: 12 persone rinviate a giudizio

Cocaina all’Aquila, 12 rinviati a giudizio per la roccaforte della droga a Pettino. Un’associazione per delinquere, come ritenuto dall’accusa, con a capo la famiglia Dashi.

Ad ottobre 2021 erano state arrestate 12 persone ritenute parte di un’associazione per delinquere che controllava le piazze di spaccio in città, gestendo il traffico di cocaina a L’Aquila e arrivando addirittura a gestire un giro di 2 kg di cocaina ogni 10 giorni. Ora, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i giovani coinvolti nell’operazione Magnetic Box, tutti di nazionalità albanese e kosovara.
Dalle indagini è emerso come la famiglia Dashi contasse su persone di fiducia, spesso familiari, che si occupavano per conto loro della custodia, del confezionamento e della vendita al dettaglio della cocaina, comunicando nella loro lingua e usando anche termini criptati. Come riporta Il Messaggero, le piazze di spaccio erano nelle vicinanze del distributore sulla statale 80, vicino al cinema, alla piscina, ad un supermercato e a un bar sulla Statale 17.

La banda contava su ben 26 automobili: mezzi che permettevano di confondere le forze dell’ordine. Le dosi di droga venivano confezionate all’intento di un garage sulla statale 80 e poi posizionate in punti nascosti.
Le intercettazioni, come ha scritto il gip Marco Billi, hanno evidenziato “un’estrema pericolosità degli indagati e la loro propensione a porre in essere atti di violenza o ritorsione nei confronti degli acquirenti al fine di impedirne la collaborazione con le forze dell’ordine”. Tra le molte intercettazioni ambientali, una in particolare ha sollevato l’attenzione degli inquirenti: nella registrazione alcuni componenti della banda parlano dell’ispettore ipotizzando un’azione punitiva nei suoi confronti, arrivando a sottolineare la necessità di “eliminare il problema”.