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Il ricordo delle missioni in Perù di Papa Leone XIV, “Ci ha insegnato ad avere speranza”

Rodolfo Arrojo si è trasferito dal Perù a Villetta Barrea con il sogno di una vita migliore. Tra i ricordi più belli, l’incontro con Papa Leone XIV che in quella terra aspra e difficile ha portato sorrisi e umanità. “Sempre vicino alla povera gente, aiutava tutti”

Papa Leone XIV è uno di noi, un santo dal cuore peruviano. Per noi ha fatto tanto e chiunque lo ha incontrato ha solo un buon ricordo”. Sempre vicino alla povera gente, Papa Leone XIV ha trascorso in Perù circa 20 anni della sua vita. Robert Francis Prevost, il Pontefice missionario, ha lasciato un buon ricordo in chi ha avuto la fortuna di incontrarlo o di essere aiutato. Tra loro c’è Rodolfo Arrojo che dopo una vita di lavoro e sacrifici, ha scelto di lasciare il suo Paese per trasferirsi con la famiglia nel cuore dell’Abruzzo interno Aquilano, a Villetta Barrea.

La notizia della nomina del cardinale Robert  Francis Prevost a Pontefice è stata accolta con calore anche dai tanti peruviani che vivono tra Villetta Barrea e Barrea. Una piccola comunità ben inserita nel contesto sociale e lavorativo. Persone perbene, umili, che in Abruzzo stanno cercando la “seconda chance”. Papa Leone XIV arrivò in Perù che era un giovane sacerdote missionario agostiniano. Arrivava da Chicago, non aveva neanche trent’anni, ma nel cuore l’obiettivo di alleviare le sofferenze di un popolo dignitoso, laborioso, costretto dal caso a vivere in un paese come il Perù dove la povertà è, da sempre, un problema significativo, nonostante i progressi economici fatti e, nonostante, l’opera di persone come il Santo Padre. “Purtroppo – spiega Rodolfo sentito dal Capoluogo nel suo linguaggio allegro che mescola dialetto abruzzese, peruviano e qualche parola in inglese – Un terzo della popolazione peruviana vive in condizioni di povertà, con un’incidenza ancora maggiore nelle zone rurali e nelle regioni andine”.  Rodolfo ha solo 45 anni, ma alle spalle una vita di lavoro e sacrifici: ha iniziato a lavorare in giovanissima età e da allora non ha mai smesso, due anni fa la scelta di lasciare tutto e trasferirsi con la famiglia in Italia, in Abruzzo, dove altri connazionali avevano iniziato una nuova vita, tranquilla e serena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, tra abruzzesi forti e gentili che li hanno accolti con calore da subito facendoli sentire a casa. Lavora come operaio per una ditta e la sera presta servizio in una pizzeria del paese. La domenica il rito irrinunciabile della messa, come molti altri peruviani è profondamente cattolico, (in una recente inchiesta effettuata dalla Pontificia Università Cattolica del Perú, su una popolazione totale di 27 milioni di abitanti, il 79,21% si dichiara cattolico ndr), animato e sorretto da una fede incrollabile che la presenza del neo Pontefice nel suo Paese ha reso ancora più forte.

papa leone xiv missioni perù

Rodolfo quando ha incrociato il suo cammino con quello di Papa Leone XIV lavorava in un concessionario non lontano da Chiclayo, “la città dell’amicizia”, dove Prevost, allora fresco di nomina, prestò la sua opera come vescovo dal 2015 al 2023 (dal 2015 è stato naturalizzato cittadino peruviano). Si tratta di territori ancora oggi molto impervi, privi di vie di comunicazione, inefficienti, nei quali, in pochi chilometri, si passa dalla costa del Pacifico ai primi contrafforti delle Ande, praticamente desertici, e poi alle cime più alte. L’allora vescovo Prevost, arrivato da poco, aveva bisogno di una macchina e si recò nel concessionario per acquistarla. Spesso si spostava a cavallo, o a piedi, ma si tratta di zone molto difficili da raggiungere, specie se c’è bisogno di spostarsi più volte al giorno.

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“Ha benedetto tutti – ricorda ancora Rodolfo – si è fermato a parlare con alcune persone che erano lì e ha benedetto anche le macchine dicendo che sarebbero servite a fare tanta buona strada. Aveva un sorriso e una carezza per ognuno, si vedeva che era venuto per fare del bene. La sua priorità e che nessuno patisse la fame che ogni giorno ci fosse un pasto caldo e un letto per chi chiedeva aiuto o semplicemente aveva bisogno di tenere accesa la fiammella della speranza. Quando è andato via per noi peruviani che conosciamo bene le difficoltà è stato un dolore, ma sapevamo che il Signore aveva in servo per lui qualcosa di grande. Le sue celebrazioni erano sempre frequentissime, ha avvicinato alla cristianità anche gli scettici. È stato un costruttore di pace, siamo sicuri che con lui possiamo davvero sperare in un futuro migliore”. 

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Papa Leone XIV, prima messa da Pontefice con le vesti sacre legate a Collemaggio e Papa Francesco