Filippo Flocco, uno su centomila ce la fa: i segreti di un Direttore creativo
Disciplina, studio, talento. Sono alcuni dei segreti per farcela nel mondo della moda, parola di Filippo Flocco, ospite di Grandangolo
Seconda puntata di Grandangolo con lo stilista teramano Filippo Flocco: la moda al centro. Lo stimato professionista dell’haute couture, dalla personalità poliedrica e genuina, si racconta e svela i segreti del ruolo di Direttore creativo di una Maison.
L’ambasciatore della moda nel mondo, Filippo Flocco, come ha raccontato nella scorsa intervista nello studio di Grandangolo, nasce a Rieti da mamma ostetrica e padre Generale dell’Esercito italiano. Alla tenera età di quattro anni si trasferisce a Teramo, città a cui è molto legato e a cui sente di appartenere a tutti gli effetti. La sua vocazione per la moda e per l’affascinante mondo della sartoria si presenta fin da subito, tant’è vero che da piccolissimo ha iniziato a ricamare e cucire guidato da un profondo senso di bellezza, nel concetto più filosofico del termine.
Con grande successo svolge il ruolo di Direttore Creativo per alcune Case di moda di fama internazionale. Il suo è un ruolo di grande responsabilità. Si tratta, infatti, di saper coordinare e gestire una macchina creativa formata da collaboratori dalle molteplici qualità. “La figura tradizionale del Direttore creativo consiste nel ruolo di chi sta a capo di tutte le situazioni – spiega Flocco ai microfoni del Capoluogo – Il Direttore creativo si occupa del reperimento della scelta delle materie prime, dell’ufficio stile, del rapporto con il laboratorio creativo, fino alla realizzazione del capo. Ma non solo, infatti, il Direttore Creativo si occupa anche del rapporto con l’estero, delle fiere, dello shooting fotografico, della scenografia delle sfilate”… e così via.
Lo stilista non solo conduce il proprio lavoro elevando il nome dell’Abruzzo a un livello di prestigio, ma dimostra la sua attenzione quotidianamente per il benessere dei lavoratori, cercando di creare un ambiente sereno e armonico.
“Far vivere bene le persone che lavorano e collaborano con noi significa anche realizzare dei prodotti che raccontano di questa piacevolezza e danno soddisfazione sui mercati“.

In un mondo che, almeno dagli schermi, sembra essere stravagante e sopra le righe, si nasconde uno studio, anche sul fronte della comunicazione, serio e disciplinato.
“Io sono un secchione. Mi piace essere incuriosito da tutto. Studio qualsiasi cosa, dall’arte agli argomenti più comuni”.
Il mondo della moda permette di viaggiare e volare alto, ma bisogna sempre stare con gli occhi aperti e mantenere saldi i propri valori di umiltà e serietà. Lo sa bene Filippo Flocco, che ha scelto di non abbandonare il suo Abruzzo, vivendo – quando il lavoro lo consente – in piccoli borghi. Oltre alla sua città, Teramo, frequenta molto Atri, Scerne di Pineto e Atessa.
“Scelgo di essere altro, di non partecipare alla fiera delle vanità. Questo mi permette anche di concentrare tutta la mia energia rigorosamente sul lavoro“. Un mestiere, il suo, che implica anche sforzi, sacrifici e totale devozione. Della serie: uno su mille ce la fa. In questo caso, come afferma lo stilista, i numeri parlano e solo uno su centomila riesce a scalare la vetta del successo. Ma cosa permette ad un artista della moda di emergere senza perdere di vista l’obiettivo ultimo: il buon gusto e la classe?
“La bravura risiede anche nella sottrazione.La bellezza sta nel togliere e arrivare al concetto internazionale di eleganza. Le mie clienti devono essere eleganti sia quando partono da Dubai, che quando arrivano a New York. Non è possibile che una donna o un uomo che ho il piacere di servire si renda ridicolo quando scende da un aereo. L’eleganza è una ed è universale” sottolinea.
Filippo Flocco, come già evidenziato, è un uomo con i piedi ben ancorati a terra, ma con lo sguardo rivolto sempre al prossimo traguardo da raggiungere. Un professionista profondamente impegnato in ogni aspetto della sua vita, anche familiare. “Mio figlio è un bambino afghano che non aveva più una famiglia. Crescendo, si è innamorato dei miei racconti di Parigi ed ha deciso di trasferirsi lì, dove adesso vive felice con la sua fidanzata italiana e il loro cane. Ora lavora da un noto parrucchiere francese, conosciuto anche qui in Italia. Ci stimiamo molto, ci vogliamo molto bene e siamo orgogliosi l’uno dell’altro“.







