Sanità Abruzzo, quello scontro tra Regione e revisori dei conti
Sanità Abruzzo, lo scontro tra il collegio dei revisori dei conti e la Regione, in particolare l’assessore al Bilancio Quaglieri, è inconsueto e forte nei toni e nei contenuti
Sanità Abruzzo, altro che confronto tecnico: dopo il via libera con riserva del collegio dei revisori dei conti alla manovra per ripianare il deficit sulla sanità, emergono i retroscena e i dettagli di uno scontro che va oltre i semplici passaggi burocratici.
Non è andato proprio giù, all’organismo guidato dalla presidente Grazia Zeppa e composto anche da Valerio D’Amicodatri ed Emanuele Verini, il commento che l’assessore al Bilancio Mario Quaglieri aveva riservato al loro primo parere, negativo, al disegno di legge approvato dalla Giunta il 30 aprile . “Non hanno letto le carte, dovrebbero essere un po’ più attenti”, aveva detto Quaglieri.
Il secondo parere dei revisori è positivo con riserva, contiene alcune prescrizioni di peso sulla gestione della sanità in Abruzzo, ma anche una sorta di reprimenda all’assessore, decisamente inconsueta in uno scambio che dovrebbe poggiare esclusivamente su elementi tecnici: “Sentite le dichiarazioni rilasciate dall’Assessore al Bilancio agli organi locali di comunicazione offensive nei confronti del lavoro svolto dal Collegio, è costretto innanzitutto a segnalare un recepimento parziale e improprio del contenuto del verbale n. 22 del 07/05/2025, con il quale lo stesso ha espresso parere non favorevole al disegno di legge avente ad oggetto il ripiano del disavanzo sanitario regionale di cui alla DGR n. 267-C del 30/04/2025, sia da parte dei Dirigenti coinvolti, sia da parte dell’Amministrazione. Si sottolinea che il Collegio dei Revisori è un Organo tecnico di controllo: che svolge le sue funzioni in ottemperanza alle disposizioni normative vigenti; he svolge i controlli di legge in assoluta indipendenza soggettiva ed oggettiva nei confronti delle persone che determinano gli atti e le operazioni della Regione”.
Attraverso il disegno di legge del 30 aprile erano stati individuati per ripianare il disavanzo del sistema sanitario altri 30 milioni di coperture oltre agli 83 già reperiti in precedenza, di cui circa la metà grazie alla rimodulazione delle aliquote fiscali. Il tavolo interministeriale sulla sanità aveva infatti giudicato una parte delle coperture “incerte”: è stato quindi necessario un intervento supplementare. Il disavanzo della sanità è di fatto salito, quindi, a 113 milioni, anche se la speranza della Regione è che a luglio, al momento della cristallizzazione dei bilanci delle Asl, possa scendere rendendo quindi necessari solo una parte dei tagli e dei risparmi individuati.
Ma non solo la risposta piccata a Quaglieri: il documento dei revisori è pieno di vere e proprie stroncature dell’impalcatura costruita dalla Regione contro il disavanzo. Alcuni passaggi. “Le misure non sono risolutive e/o strutturali, ma tamponano momentaneamente una situazione d’urgenza”, oppure “non è espressa la benché minima volontà di mettere in atto azioni continue di monitoraggio della spesa 2025, da parte degli Assessorati e dei Dipartimenti coinvolti”.
Nel finale le citate prescrizioni agli organi regionali, che rappresenterebbero se implementate un cambio di approccio e sono quindi un “niet” a quanto fatto finora sulla sanità in Abruzzo. Servono “azioni continue di monitoraggio della spesa 2025, finalizzate a realizzare concrete economie da destinare a ridurre l’utilizzo delle entrate da eccedenze di gettito 2024 e, conseguentemente ridurre gli accantonamenti per le annualità 2026 e 2027, nonché l’impegno per l’anno 2028 del futuro bilancio 2026-2028”; “nuove misure finalizzate a migliorare la gestione del Servizio sanitario regionale nel suo complesso, con l’obiettivo nel medio termine di raggiungere risultati almeno in pareggio”; “azioni tempestive finalizzate al recupero di entrate afferenti esercizi pregressi”; “azioni continue di monitoraggio della spesa 2025, da parte degli Assessorati e dei Dipartimenti coinvolti, finalizzate a realizzare concrete economie da destinare a ridurre l’utilizzo delle entrate da eccedenze di gettito 2024 e conseguentemente ridurre gli accantonamenti per le annualità 2026 e 2027, nonché l’impegno per l’anno 2028 del futuro bilancio 2026-2028”.

Intanto, da oggi, venerdì 16 maggio, 150 addetti somministrati tra supporto amministrativo e tecnico della Asl1 L’Aquila resteranno a casa : per loro scattano le ferie forzate. Sono i primi effetti del buco della sanità abruzzese che lascia i lavoratori in bilico, con lo spettro del possibile licenziamento all’orizzonte.
Ieri sera sono rimasti in presidio davanti alla sede della Regione Abruzzo, per confrontarsi e cercare risposte. Una batosta per i 150 lavoratori: convocato con urgenza un tavolo tra Dipartimento Salute e Asl1
“La questione riguarda esclusivamente un confronto tra il dipartimento salute della Regione Abruzzo e la Asl1 in merito alla procedura del rinnovo di un servizio di supporto amministrativo che interessa appunto 150 dipendenti che da anni prestano la loro attività a servizio del nostro sistema sanitario. Bisogna ora solo risolvere un problema non facilissimo per gestire la fase di transizione tra la scadenza del contratto attuale e la conclusione della procedura concorsuale individuando il corretto percorso amministrativo. Oggi sarà il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, rientrato stasera da Bruxelles, a coordinare un incontro tra il dipartimento salute e la Asl1 per individuare una positiva soluzione, afferma Verrecchia , capogruppo Fdi








