Sanità Abruzzo, i revisori impongono riserve e restrizioni alla manovra
Sanità Abruzzo, l’ok dei revisori dei conti al disegno di legge per coprire il disavanzo contiene prescrizioni di peso
Sanità Abruzzo, l’ok dei revisori dei conti al disegno di legge della Giunta regionale arriva al secondo tentativo, con riserva e prescrizioni.
Il collegio dei revisori dei conti della Regione (presidente Grazia Zeppa, componenti Valerio D’Amicodatri ed Emanuele Verini) ottenuti i documenti la cui assenza aveva nella sostanza determinato la bocciatura dei giorni scorsi, ha dato il via libera al disegno di legge approvato dalla Giunta il 30 aprile scorso , predisposto dall’assessorato al Bilancio di Mario Quaglieri.
Attraverso il disegno di legge del 30 aprile erano stati individuati altri 30 milioni di coperture oltre agli 83 già reperiti in precedenza, di cui circa la metà grazie alla rimodulazione delle aliquote fiscali. Il tavolo interministeriale sulla sanità aveva infatti giudicato una parte delle coperture “incerte”: è stato quindi necessario un intervento supplementare. Il disavanzo della sanità è di fatto salito, quindi, a 113 milioni, anche se la speranza della Regione è che a luglio, al momento della cristallizzazione dei bilanci delle Asl, possa scendere rendendo quindi necessari solo una parte dei tagli e dei risparmi individuati.
L’ok dei revisori dei conti non è comunque “pieno”, nel senso che le riserve sono esplicitate in alcune prescrizioni inviate all’amministrazione regionale: occorrono nuove misure per migliorare l’efficienza del sistema sanitario, il recupero di alcuni residui attivi, un monitoraggio stringente delle spese e la predisposizione di nuove economie.
Dall’opposizione secondo Silvio Paolucci, capogruppo del Partito Democratico, c’è poco da stare allegri nonostante il via libera: “Il nuovo parere favorevole con riserva dei Revisori dei conti regionali sul piano di copertura del disavanzo sanitario approvato dalla Giunta Marsilio esprime chiaramente il rischio di un nuovo pesante deficit per il 2025 che denunciamo da mesi. Le preoccupazioni dei Revisori sono ancora più allarmanti di quelle espresse nel primo parere: perché il Collegio rileva che nel piano presentato non vi è alcuna traccia di un impegno concreto da parte degli Assessorati e del Dipartimento ad attuare un monitoraggio costante della spesa sanitaria nel 2025. È un’assenza che pesa, perché significa rinunciare in partenza a recuperare risorse attraverso azioni di razionalizzazione e quindi si traduce nel rischio concreto di esporsi a nuovi deficit futuri, da coprire con ulteriori accantonamenti fino al 2028 e al possibile ritorno dell’Abruzzo al commissariamento della sanità”. Per Paolucci i revisori rilevano “un piano opaco, che non risponde a criteri minimi di trasparenza e che non contiene misure strutturali, ma solo interventi tampone, incapaci di prevenire un ulteriore disavanzo anche per l’esercizio 2025”.









