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Danni da fauna selvatica, il grido di dolore degli agricoltori abruzzesi

La protesta degli agricoltori abruzzesi davanti al Consiglio regionale per politiche più efficaci contro i danni da fauna selvatica

Danni da fauna selvatica, il grido degli agricoltori abruzzesi è rivolto alle istituzioni: si faccia di più e si faccia presto, c’è un intero settore, vitale per l’economia regionale, che rischia di finire in ginocchio a causa delle incursioni di cinghiali, lupi, cervi.

Gli agricoltori abruzzesi hanno manifestato oggi 13 maggio davanti all’Emiciclo, sede del Consiglio regionale. A seguire l’incontro con l’assessore al ramo Emanuele Imprudente, con il presidente dell’Assemblea Lorenzo Sospiri e i capigruppo delle forze politiche.

L’imponenza dei trattori schierati davanti al Consiglio regionale, a testimoniare visivamente la necessità che i due mondi, quello del lavoro nei campi e delle azioni istituzionali, si saldino e remino assieme, secondo le richieste di Confagricoltura, Cia, Copagri e Liberi Agricoltori, promotori del presidio. Per fare fronte ai danni da fauna selvatica, si legge nel documento cardine della protesta, “le nostre organizzazioni chiedono con forza l’attuazione di politiche strutturate, coordinate e basate su evidenze scientifiche, in grado di riequilibrare il rapporto tra uomo, attività agricola e fauna selvatica”. Vogliono un modello di gestione della fauna selvatica che sia efficace, equilibrato e duraturo”. Lanciata una petizione a sostegno delle dieci proposte cardine del documento.

Chiedono: realizzazione piena e immediata del piano di contenimento dei cinghiali, per arrivare all’obiettivo ad ora lontano dell’abbattimento di 28mila capi; attuazione del piano di gestione dei cervidi, per arrivare a 3500 “prelievi”; uno studio per la corretta gestione del lupo; limitazioni delle specie fossorie e dei volatili nocivi; un monitoraggio adeguato; risarcimenti dei danni adeguati e tempestivi; finanziamenti efficaci per l’installazione di recinzione fisse e mobili; il coinvolgimento dei Parchi; la chiamata in causa operativa dei cacciatori; la partecipazione alle scelte.

Tra gli interventi alla manifestazione c’è stato quello del presidente del Parco Sirente Velino, Francesco D’Amore, che ha illustrato i passi compiuti: “Tra le funzioni del Parco c’è la garanzia dell’equilibrio dell’ecosistema, perciò quando una specie aumenta di consistenza in modo eccessivo il Parco interviene per attuare il riequilibrio. Questo è tanto più importante se consideriamo che l’economia che regge i nostri territori è tradizionalmente quella di matrice agricola. Abbiamo messo in campo un piano di gestione dei cinghiali, formano 100 selettori controllori. Da quando è stato avviato, sono stati eliminati 220 esemplari e dagli agricoltori raccogliamo testimonianze che questo ha permesso di riseminare territori che erano stati abbandonati. Poi ci facciamo tramite con la Regione per i ristori per i danni da fauna selvatica, e abbiamo distribuito 320 recinzioni”.

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Sono quasi 10mila le firme che questa mattina gli agricoltori hanno consegnato al presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri. Un gesto compiuto durante l’audizione in Conferenza dei Capigruppo, alla presenza dell’assessore all’agricoltura, Emanuele Imprudente. Le quattro associazioni di settore, Confagricoltura, CIA Abruzzo, Copagri e LiberiAgricoltori, sono state ascoltate per presentare le istanze legate alla gestione della fauna selvatica in Abruzzo. Davanti all’Emiciclo, per tutta la mattinata, ha stanziato un un presidio di lavoratori del settore, con tanto di mezzi agricoli, che chiede si proceda ad un abbattimento selettivo di quelle specie faunistiche autoctone che sono considerate un danno per le colture e che incidono sulla sicurezza di strade e proprietà private. Il documento, oggetto della raccolta firme, è composto da dieci punti. Le richieste spaziano dall’accelerare i tempi dei risarcimenti, alla realizzazione definitiva del piano di contenimento dei cinghiali, dai problemi legati a cervi e lupi, alla richiesta di riformare le leggi regionali del 2003, sulla disciplina dei danni causati dalla fauna selvatica, e del 2004 sull’esercizio dell’attività venatoria. All’audizione erano presenti tutti i Capigruppo delle forze politiche rappresentate nell’Assemblea Legislativa, e tutti hanno condiviso le preoccupazioni del mondo agricolo regionale. Sospiri si è fatto garante del percorso di ascolto del settore, mettendo a disposizione tutte le risorse professionali e normative del Consiglio regionale, affinché si arrivi ad una ridefinizione delle politiche che regolano il delicato equilibrio tra uomo e natura. L’assessore Emanuele Imprudente si è detto disponibile ad una revisione della normativa, chiedendo però maggiore unità tra le rappresentanze della categoria. Ulteriori incontri si sono svolti nel corso della mattinata. In maniera riservata, infatti, la delegazione di agricoltori si è confrontata con il consigliere regionale, Nicola Campitelli, delegato per la Giunta alla tutela del paesaggio e territorio, e per le opposizioni, con i consiglieri Dino Pepe (PD) e Giovanni Cavallari (Abruzzo Insieme).

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