Consiglio comunale, L’Aquila Protagonista e il vecchio che avanza
L’Aquila Protagonista rafforza Biondi, ma ripropone vecchi schemi portati avanti da volti nuovi. Lo scenario politico a Palazzo Margherita.
L’Aquila Protagonista nuovo gruppo comunale, vecchia politica: all’orizzonte la “tarantella” delle richieste di rimpasto, ma il sindaco Biondi è sempre più blindato.
“Non siamo interessati alle poltrone, ma alla buona amministrazione”. Quante volte avete sentito questa frase? Probabilmente ogni volta che qualche gruppo politico si è preparato a chiedere quelle poltrone che non voleva. Niente di nuovo sotto il sole, per carità, però quello che colpisce è che queste dinamiche abbiano “permeato” le giovani generazioni, che non si sottraggono al solito “iter”. Proprio qualche giorno fa avevamo sottolineato le “manovre” di Alessandro Maccarone, giovane consigliere ex Lega, che aveva preparato il campo all’adesione al nuovo gruppo L’Aquila Protagonista, con una serie di “sgambetti” proprio agli assessori leghisti Francesco De Santis e Laura Cucchiarella.
Sabato scorso, allo strano orario delle 21.48, quasi da far dire “nottetempo”, è calata la maschera: arriva alle redazioni la nota con cui si annuncia il nuovo gruppo L’Aquila Protagonista, con Maccarone “capofila” di sei consiglieri comunali (oltre l’ex leghista ci sono Maria Luisa Ianni, Luigi Faccia, Stefano Flamini, Laura Cococcetta e Guglielmo Santella).
Subito chiara l’intenzione: “Il nuovo soggetto politico si colloca stabilmente nella maggioranza di centrodestra e al fianco del sindaco Pierluigi Biondi, quale punto di riferimento istituzionale e politico. L’Aquila Protagonista intende rappresentare uno strumento di coesione, di proposta e di visione, per garantire un ulteriore slancio ai temi strategici dell’amministrazione comunale. La nuova formazione nasce con la volontà di contribuire in modo incisivo al buon governo della città, in un dialogo proficuo e rispettoso con gli autorevoli alleati del centrodestra“.
Insomma, Sindaco “blindato” anche in ottica di partite interne a FdI, ma la traduzione dal politichese qualche problema lo pone comunque: “Siamo in maggioranza di centrodestra, siamo col sindaco Biondi, ma siamo in sei. Che vogliamo fare?”. Una “traduzione” diretta agli “autorevoli alleati”. E sì, perché il “manuale Cencelli” applicato alle amministrative prevederebbe un assessore (o presidenze pesanti) ogni due consiglieri e posizioni nelle commissioni. Nel caso di L’Aquila Protagonista, quindi, quantomeno due assessori e una presidenza. Sì, se L’Aquila Protagonista fosse stata protagonista anche della contesa elettorale e non fosse un gruppo di nuova formazione post elezioni. Così, invece, è troppo facile, anche se “due conti” si possono comunque fare. Alessandro Maccarone alle comunali del 2022 ha raccolto 441 voti con la Lega, 292 voti per Maria Luisa Ianni con Forza Italia, 426 voti per Laura Cococcetta e 404 per Guglielmo Santella con L’Aquila Futura, 283 voti per Luigi Faccia con Civici e indipendenti con Biondi Sindaco e 199 per Stefano Flamini con L’Aquila al Centro. Totale, 2045 voti. Certo, per una comparazione corretta a questi voti si dovrebbero aggiungere quelli di altri eventuali candidati in una ipotetica competizione elettorale alla quale la nuova formazione politica avrebbe dovuto partecipare per “pesarsi” davvero. Ma non lo ha fatto. E quindi il “manuale Cencelli” va a farsi benedire. Il conto “un assessore ogni due consiglieri” è perciò fuori da ogni logica politica, ma “qualcosina” il nuovo gruppo se lo aspetta nel dialogo con il sindaco Biondi, che nel quadro complessivo consiliare acquisisce sostenitori.
Le proteste si possono già “sentire”: “Ma noi non abbiamo chiesto niente”. Certo, l’iter della “vecchia politica” che avanza sui nuovi volti prevede proprio questo: “Non siamo interessati alle poltrone, ma alla buona amministrazione” in pubblico e poi via alle trattative con gli “autorevoli alleati” che nel frattempo però sono stati “depotenziati” dal nuovo gruppo consiliare e si sentiranno dire: “Eh, ma noi siamo in sei… voi quanti siete?”. Come se quel “voi” non fossero amici di partito con cui si sono condivise battaglie elettorali e percorsi politici.
Tutto già visto, tutto già sentito. Peccato.
Rimane da verificare quale partito, nelle prossime settimane, pagherà “lo scherzo”.



