I Papi abruzzesi nella storia, da Celestino V a Paolo IV
Giovanni Paolo II probabilmente è stato il Pontefice che, più di tutti, ha amato la nostra regione. 4 sono stati nella storia della Chiesa i papi abruzzesi. Celestino V il più famoso, c’erano anche il controverso Paolo IV, Bonifacio IV e Innocenzo VII e, a sorpresa, anche un Antipapa.
Celestino V, il Papa eremita, creatore della Bolla del perdono e del primo Giubileo della storia è sicuramente il più conosciuto. Ma non è stato l’unico Pontefice abruzzese. Quattro in tutto sono stati i Papi abruzzesi, uomini straordinari e in alcuni casi controversi che hanno lasciato importanti tracce del loro operato in periodi diversi. C’è stato anche un Antipapa, nato in provincia dell’Aquila che si elesse durante il pontificato di papa Giovanni XXII, nel periodo in cui la sede papale era stata spostata ad Avignone.
Nell’ultimo conclave tra i cardinali elettori c’era anche S.E. Giuseppe Petrocchi, Vescovo Emerito dell’Aquila, marchigiano, molto legato al capoluogo di regione, nel 2022 favorì la visita del compianto Papa Francesco in occasione della Perdonanza Celestiniana. Durante la toccante omelia dal sagrato del Duomo, il Pontefice aveva salutato il popolo aquilano con un caloroso “Jemo ‘Nnanzi”, frase simbolo della resilienza post sisma. Dalla storia “spunta” anche un antipapa abruzzese, Pietro Rainallucci da Corvaro – che faceva parte della provincia dell’Aquila all’epoca – che, con il nome di Niccolò V, esercitò la sua occulta funzione dal 22 maggio 1328 al 25 agosto 1330 durante il pontificato di Papa Giovanni XXII. Intorno al 1283 Pietro contrasse matrimonio con una sua compaesana Giovanna Mattei. Entrò nell’ordine francescano dopo essersi separato dalla moglie nel 1310 e divenne famoso come predicatore. Fu eletto papa, per altri antipapa, tramite l’influenza dello scomunicato imperatore Luigi IV il Bavaro, da un’assemblea di sacerdoti e laici e consacrato nella Basilica di S. Pietro in Roma, il 2 maggio 1328, dal vescovo di Venezia. Molti vescovi e cardinali seguirono Rinalducci e abbandonarono Giovanni XXII che risiedeva ad Avignone. Si formò quindi una curia pontificia romana in contrapposizione a quella francese di Avignone. Dopo aver passato quattro mesi a Roma si ritirò con Luigi IV a Viterbo e quindi a Pisa, dove veniva sorvegliato dal vicario imperiale. Il 9 febbraio 1329 Niccolò V presiedette una bizzarra cerimonia nel Duomo di Pisa, nella quale un fantoccio di paglia rappresentante Giovanni XXII e abbigliato con le vesti di pontefice, venne formalmente condannato, degradato e consegnato al braccio secolare. Niccolo V venne quindi scomunicato da Giovanni XXII nell’aprile 1329. Avendo ottenuto assicurazione di perdono, presentò una confessione dei suoi peccati, prima all’arcivescovo di Pisa e quindi ad Avignone, il 25 agosto 1330, a Giovanni XXII che lo assolse. Rimase nel palazzo papale di Avignone fino alla sua morte avvenuta nell’ottobre del 1333.
Il Pontefice più legato all’Abruzzo, in era moderna, è stato sicuramente Giovanni Paolo II. Una quarantina le visite in forma privata sul Gran Sasso e a Campo Felice dove amava andare per ritemprarsi e sciare e 6 furono le visite ufficiali dal 1980 al 1993. A maggio 2005, poche settime dopo la sua morte, gli venne intitolata una cima sul Gran Sasso, in ricordo di questo speciale legame con le montagne abruzzesi.

Tra i Papi abruzzesi o comunque il cui cammino è iniziato in Abruzzo, il primo è stato Bonifacio IV, papa dal 608 al 615. Nato a Valeria dei Marsi, nella zona che corrisponde all’odierna San Benedetto dei Marsi, conquistò il soglio pontificio con difficoltà perchè dovette aspettare 10 mesi prima che la sua elezione fosse convalidata dall’imperatore Foca. Erano anni difficili per la Chiesa, era il tempo delle eresie che cercò di combattere e fu lui a restituire a Roma il Pantheon, che da tempio pagano diventò una chiesa cristiana. Il “Liber Pontificalis” menziona che il suo pontificato venne segnato da carestie, peste e inondazioni. Ulteriori notizie sono molto scarse e frammentarie. Bonifacio IV morì l’8 maggio 615 e fu sepolto in San Pietro.
Il Papa “del gran rifiuto”, il primo a lasciare volontariamente il soglio Pontificio è stato invece Celestino V , le cui spoglie riposano nella Basilica di Collemaggio, dove fu incoronato il 29 agosto del 1294. È stato il Papa della Bolla del Perdono, che elargisce l’indulgenza plenaria a tutti coloro che confessati e pentiti dei propri peccati si rechino nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dai vespri del 28 agosto al tramonto del 29. Fu così istituita la Perdonanza Celestiniana, celebrazione religiosa che anticipò di sei anni il primo Giubileo del 1300. Durante il suo pontificato ha creato 13 cardinali nel corso di un solo concistoro. Lasciò la carica per affermare il diritto a rinunciare al potere e alla gloria e perchè convinto che la Chiesa dovesse essere più vicina alla povertà evangelica e quanto più lontana possibile dai giochi politici. Al secolo Pietro da Morrone, di umili origini, nato nel 1215 in Molise, era un eremita molto venerato che scelse la pace delle montagne abruzzesi, non lontano da Sulmona, che aveva eletto a luogo dove conversare con Dio. Morrone è il nome della montagna dove visse per molti anni, dopo aver ottenuto, giovanissimo, forse da Papa Gregorio IX, il permesso di consacrare la sua intera vita alla meditazione e al silenzio. Viaggiava molto, ma le sue montagne erano il luogo dove riusciva a pregare e ritrovare se stesso. Questo stile di vita ascetico venne interrotto nel 1294 in un momento storico travagliato per la Chiesa cattolia: il soglio pontificio era vacante da due anni, dopo la morte di Papa Niccolò IV. Le fumate nere si susseguivano senza sosta, perchè non si riusciva a trovare il nome che mettesse d’accordo tutti. Da un lato c’erano i fedelissimi della casata Colonna, dall’altra quella degli Orsini, in ogni caso il risultato era che la Chiesa non aveva una guida spirituale, con tutte le conseguenze annesse. Il 29 agosto del 1294 Pietro da Morrone venne eletto Papa, vestito di un manto rosso e messo in sella a un cavallo bianco, lui che aveva sempre scelto l’asino per i suoi spostamenti. Scelse il nome di Celestino, che richiamava a pensieri spirituali, ma nel giro di pochi mesi capì che quella vita non faceva per lui. Una volta abbandonato l’incarico venne arrestato dal successore, Bonifacio VIII e trascorse gli ultimi anni in una rocca a Fumone dove morì nel 1296.

Successivamente c’è stato Cosimo Gentile Meliorati, Papa Innocenzo VII, nato a Sulmona nel 1336. Di nobili origini, si trasferì giovane a Roma per iniziare la carriera ecclesiastica. Già rettore dell’Annunziata, fu arcivescovo di Ravenna, vescovo di Bologna nel 1389 e, sempre nello stesso anno venne nominato cardinale da Bonifacio IX. Fu eletto Papa alla soglia dei 70 anni, il 17 ottobre 1404, durante lo scisma d’Occidente. Secondo alcune fonti storiche dopo la sua elezione a Sulmona si fece festa per diversi giorni, anche perchè si era diffusa la notizia – non completamente verificata – che era stato eletto praticamente all’unanimità. La bolla più significativa che emise annunciò la riorganizzazione dell’università di Roma.
Non era nato in Abruzzo, ma si era stabilito a Chieti giovanissimo, Gian Pietro Carafa,Papa Paolo IV. Arcivescovo di Chieti, cardinale decano del Sacro Collegio, salì al soglio pontificio dopo il conclave del 23 maggio 1555. Fu lo zio cardinale a introdurlo nella Curia romana. Fondò l’Ordine dei Teatini, che si proponevano uno stile di vita ascetico. Da molti storici viene definito come un pontefice controverso. Alcune fonti riportano che, alla sua morte, i romani avevano decapitato la sua statua in Campidoglio e dato l’assalto al carcare di Ripetta dove erano rinchiusi eretici e avversari politici imprigionati dal tribunale dell’inquisizione da lui creato. Persecutore di ebrei, acerrimo nemico degli Asburgo, fino al punto da dichiarargli guerra, Paolo IV incarnava l’anima più reazionaria della Controriforma.






