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Roccaraso, sindaco e consiglieri prosciolti dalle accuse di abuso d’ufficio e falso

L’abuso d’ufficio non è più considerato reato per legge, per l’ipotesi di falsità ideologica non ci sono, invece, previsioni di condanna. Prosciolti il sindaco di Roccaraso e altri 16 imputati

Per il Tribunale di Sulmona non ci sono previsioni di condanna: prosciolti dalle accuse di abuso d’ufficio e falso il sindaco di Roccaraso e altri sedici imputati.

Per l’accusa di abuso d’ufficio il fatto non è più previsto dalla legge come reato,mentre per quella di falsità ideologica non ci sono ragionevoli previsionidi condanna a carico degli indagati. Lo ha deciso il giudice per
le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona, Marta Sarnelli, che ha prosciolto il sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato e altri sedici imputati tra cui sette consiglieri comunali.
La vicenda, che risale al 27 febbraio 2020, riguarda la vendita di una porzione di terreno che risulta nel piano regolatore adibito a parcheggio. Al sindaco di Donato e a sette ex consiglieri comunali, la Procura aveva contestato l’abuso d’ufficio e il falso ideologico, per aver espresso voto favorevole alla delibera, delineando l’alienazione del terreno e attestando falsamente che l’istanza di acquisto fosse meritevole di accoglimento.

Sostanzialmente, sempre secondo le accuse, sindaco e consiglieri avevano dichiarato una superficie di cubatura che non era quella reale per edificare. Accuse che non hanno trovato riscontro nel corso dell’udienza preliminare. Se per l’abuso d’ufficio il proscioglimento è arrivato per la depenalizzazione, per l’ipotesi di falso è arrivato nel merito: le figure tecniche avevano dato un parere di regolarità conferme alla legge e gli amministratori lo avevano recapito.