Logo
Fumata bianca in Conclave, eletto il nuovo Papa

La fumata bianca ha annunciato l’elezione del nuovo Papa.

È arrivata l’attesa fumata bianca, eletto il nuovo Papa.

Il mondo cristiano ha un nuovo Papa. La fumata bianca c’è stata alle 18:08 di questa sera ed è arrivata dopo quattro votazioni, accolta da un fragoroso applauso dalle migliaia di fedeli radunati in Piazza San Pietro. L’elezione del nuovo Papa è arrivata quindi nel secondo giorno di Conclave. Alle 16.30 di ieri, mercoledì 7 maggio, l’ingresso in Conclave dei cardinali elettori e il giuramento prima dell‘Extra omnes, ovvero il momento in cui le porte della Cappella Sistina sono state chiuse per l’inizio delle votazioni.

Il fumo bianco fuoriuscito dal comignolo della Cappella Sistina è stato il segnale inequivocabile e atteso dell’avvenuta elezione, seguito dal suono delle campane che ha riempito l’atmosfera emozionata in Piazza San Pietro. Il conclave, durato due soli giorni, è stato in linea con i precedenti che portarono all’elezione di Benedetto XVI e Francesco I.
A breve il cardinale protodiacono si affaccerà dal loggione centrale di San Pietro per annunciare il nuovo Pontefice e il nome che ha scelto. Il Conclave ha eletto, dunque, il 267esimo Papa della storia della Chiesa cattolica. Ora i fedeli attendono di conoscerne il nome e di ricevere la sua prima benedizione Urbi et Orbi.

“Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Papam!“, Vi annuncio con grande gioia: abbiamo un Papa!. Questo l’annuncio del cardinale Dominique Mamberti, affacciato dalla Loggia delle benedizioni a Piazza San Pietro. Un momento solenne atteso dai credenti ma anche da persone lontane dalla Chiesa, proprio per il suo carattere di unicità al mondo, ed è la ragione per la quale tutte queste formule sono finite come modi dire nel linguaggio comune. Il saluto del nuovo Papa che nei tempi passati era solo una benedizione, ma che da Wojtyla in poi è divenuto una vera e propria, se pur breve, presentazione, è l’ultimo atto di ciò che è avvenuto prima nella Sistina, lontano dagli occhi del mondo.

Come avviene l’elezione

Dopo che uno dei cardinali ha superato gli 89 voti, i due terzi dei suffragi richiesti da questa elezione, scatta l’applauso dei confratelli, mentre nel frattempo la conta arriva fino alla fine. A questo punto, l’ultimo dell’ordine dei cardinali diaconi richiama il Maestro delle celebrazioni liturgiche e il segretario del collegio cardinalizio.

Il primo cardinale dell’ordine dei vescovi si rivolge all’eletto chiedendo: ”Acceptasne electionem de te canonice factam in Summum Pontificem?” (Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?). Sembrerebbe solo una domanda retorica, ma ci sono stati casi nella storia – anche se si contano sulle dita di una mano – in cui il Papa scelto ha rifiutato. Adriano II, per esempio, dodici secoli fa accettò solo al terzo conclave a suo favore. Se invece la risposta del nuovo Papa è affermativa, il cardinale designato chiede: Quo nomine vis vocari?” (Come vuoi essere chiamato?), domanda a cui il neo-eletto risponderà con il nome che ha scelto da Papa. Dopo l’accettazione si bruciano le schede nella stufa, mentre un’altra stufa viene utilizzata per i fumogeni in modo che da piazza San Pietro possa vedersi la classica fumata bianca.

Al termine del conclave il nuovo Pontefice si ritira, appunto, nella ”stanza delle lacrime”, la sacrestia della Cappella Sistina, perché si presume. Qui lo aspettano le tre vesti di taglie diverse: sarà aiutato ad indossare quella più vicina alla sua corporatura per presentarsi in pubblico dalla Loggia delle benedizioni della Basilica di San Pietro. Prima di questa presentazione al mondo, all’interno del conclave si tiene la preghiera per il nuovo Pontefice, e l’ossequio dei cardinali, viene quindi intonato il ‘‘Te Deum” che segna ufficialmente la fine del conclave.