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UnivAq, gli studenti incontrano il candidato rettore Marco Valenti

Secondo confronto tra studenti e aspiranti rettori, è la volta di Marco Valenti. Al centro del confronto la denuncia delle condizioni del Blocco 11, il no condiviso al prorettore per gli studenti e il dibattito sui rapporti dell’Ateneo con le industrie belliche

Si è svolto nei giorni scorsi presso il Blocco 11 di Coppito il secondo confronto tra l’Unione degli Universitari (UdU) e Marco Valenti, uno dei quattro candidati alla carica di Rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila. Dopo l’incontro con Luca Lozzi l’assemblea ha proseguito il ciclo di confronti con l’obiettivo di rendere le rivendicazioni studentesche parte integrante del dibattito pre-elettorale.

Il confronto si è tenuto nell’Aula Rappresentanti a Coppito, uno spazio che per gli studenti rappresenta emblematicamente l’abbandono di alcune strutture: scatoloni accatastati, vecchi arredi e computer in disuso, e solo recentemente l’installazione della luce. “Abbiamo voluto parlargli lì per mostrargli da vicino la situazione che viviamo ogni giorno”, spiegano gli studenti.

Tra i temi discussi, sono tornati in primo piano trasporti, residenze, lo sportello antiviolenza, la mensa a Coppito aperta anche a cena e la situazione logistica della sede di Economia. Particolarmente sentita la discussione sulla proposta di nominare un prorettore con delega agli studenti. L’UdU ha ribadito la propria contrarietà: “Vogliamo l’opposto – affermano – non un intermediario, ma organi che tornino a essere luoghi di confronto reale, politico e decisionale”. Valenti ha sostenuto questa posizione, definendo quella del prorettore una figura “paternalistica” che finirebbe per svuotare le funzioni degli organi collegiali.

Infine, spazio al dibattito sull’orientamento dell’Ateneo nei confronti delle collaborazioni con le industrie belliche. Gli studenti hanno espresso la loro contrarietà ad accordi con realtà attive nel settore, ribadendo la necessità che l’Università assuma una posizione chiara su questo fronte. Una scelta in tal senso, se intrapresa, richiederebbe una riflessione attenta anche sulle possibili ricadute economiche per l’Ateneo, tema che resta aperto nella discussione interna.

Il ciclo di incontri proseguirà nei prossimi giorni con gli altri candidati, Roberto Carapellucci e Fabio Graziosi, nella convinzione che il confronto aperto sia essenziale per costruire una governance universitaria realmente partecipata.

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