E se domani fosse la blockchain ad eleggere il nuovo Papa?
In un mondo digitale, anche il Papa potrebbe essere eletto dalla Blockchain? Ma cos’è la Blockchain e come funziona? Lo spiega la rubrica “E se domani”
E se domani fosse la blockchain ad eleggere il nuovo Papa? Il nuovo appuntamento con la rubrica di Riccardo Cicerone, E se domani.
Viviamo in un mondo che, giorno dopo giorno, digitalizza ogni aspetto della nostra esistenza: paghiamo al supermercato con lo smartphone o l’orologio, sblocchiamo il telefono con il volto, chiediamo all’AI di aiutarci persino a scrivere articoli come questo. Quindi, vi sembrerebbe davvero così assurdo se un giorno anche l’esito del Conclave venisse registrato su blockchain? Forse non sarà il conclave del 2025 a fare questo salto ufficialmente.
Ma ufficiosamente? Beh, ragazzi, sta già accadendo.
Prima un passo indietro: cos’è la blockchain?
Immaginate un gigantesco libro mastro digitale condiviso tra migliaia di computer. Ogni volta che qualcuno scrive una nuova “pagina” (cioè una transazione), questa viene verificata da tutta la rete e non può più essere modificata: cambiarla significherebbe modificarla contemporaneamente in tutti i nodi del sistema.
Spoiler: è praticamente impossibile.
La blockchain è:
Trasparente
Immutabile
Decentralizzata (non ha un’autorità centrale)
Non ti fidi più della banca? Ti fidi del codice e della rete. Tutto è tracciabile, pubblico e automatizzato tramite gli smart contract. E sì, la blockchain è la tecnologia alla base di Bitcoin e delle altre criptovalute.
E quindi, cosa c’entra il Papa? Qui entra in scena Polymarket: una piattaforma lanciata circa 5 anni fa che gestisce scommesse predittive decentralizzate basate su blockchain. Su Polymarket non si scommette su partite di calcio. Qui si “investe” su eventi reali:
Elezioni politiche
Gossip
Finanza
Clima
E perfino… il nome del prossimo Papa.
Come funziona?
Ogni possibile esito (esempio: “Pietro Parolin sarà eletto Papa”) ha un prezzo, espresso in centesimi di dollaro. Quel prezzo rappresenta la probabilità percepita:
0,21 = 21% di possibilità
0,65 = 65% di possibilità ecc.
Gli utenti comprano e vendono quote, proprio come se fossero azioni in Borsa. Se alla fine l’evento si verifica, chi ha investito sulle quote giuste vince: 1 dollaro per ogni quota acquistata.
La filosofia dietro è semplice: “Il mercato ne sa più dei sondaggi.”
E a volte, incredibilmente, funziona: Polymarket ha anticipato correttamente i risultati di alcune elezioni importanti, più e meglio dei sondaggi tradizionali.
Questione etica: siamo al limite?
Scommettere sul futuro può sembrare cinico, soprattutto su eventi delicati:
Guerre
Malattie di personaggi pubblici
Elezioni papali
Ma diciamocelo:
anche prima di Polymarket, quante volte, davanti a un caffè, ci siamo lanciati in previsioni più o meno bizzarre con gli amici? La differenza è che adesso lo facciamo sulla blockchain, in modo tracciabile e potenzialmente… lucrativo.
Una domanda per te. Fino a che punto possiamo spingerci a “giocare” con la realtà?
Scrivimi la tua opinione a esedomani.blog@gmail.com.
Questa volta, niente previsioni: solo pensieri.











