Bullismo e cyberbullismo, il Governo accelera: Abruzzo in prima linea nella prevenzione
Nuove misure nazionali per il contrasto a bullismo e cyberbullismo. Percorsi obbligatori di educazione alla cittadinanza digitale e sanzioni scolastiche più severe: le novità
Bullismo e cyberbullismo, approvato il pacchetto nazionale di riforme. In Abruzzo due giornate di confronto: focus su formazione, progetti locali, nuovi servizi di psicologia scolastica e cittadinanza digitale.
Il Consiglio dei Ministridel 30 aprile 2025 ha approvato un importante pacchetto di riforme per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo, rafforzando l’impegno nazionale su un fronte che coinvolge sempre più giovani e scuole. Le nuove misure, che introducono percorsi obbligatori di educazione alla cittadinanza digitale e inaspriscono le sanzioni scolastiche per i casi più gravi, vanno nella direzione di una scuola più sicura e responsabile. Centrale sarà il ruolo dei docenti tutor e dei referenti per il bullismo, figure chiave nella rete educativa.
In perfetta sinergia con le direttive ministeriali, anche l’Abruzzo ha mostrato un forte impegno in merito al contrasto del fenomeno. Due giornate di confronto, il 29 aprile a Pescara e il 30 aprile a L’Aquila, hanno visto la partecipazione di istituzioni scolastiche, docenti referenti, animatori digitali, dirigenti scolastici e altro personale qualificato. A fare il punto sulle azioni regionali è stato il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo, Massimiliano Nardocci, che ha illustrato le “Azioni di accompagnamento dell’Ufficio Scolastico Regionale nel contrasto ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo”. L’intervento ha mostrato una rete articolata di iniziative formative, informative e di monitoraggio, che coinvolgono scuole, famiglie e istituzioni locali già attive sul territorio.


I dati ci dicono che il bullismo e la sua derivazione digitale, il cosiddetto cyberbullismo, sono fenomeni in costante crescita e per questo si stanno sperimentando sia azioni di formazione degli insegnanti, sia strumenti di intervento educativo, per esempio il progetto “Generazioni Connesse”, che nasce per dare informazioni, consigli e supporto a bambini, ragazzi, genitori, docenti, educatori circa le problematiche legate a Internet. Tutte le azioni intraprese per prevenire e combattere il fenomeno si inseriscono nell’alveo di quelle promosse dal MIM e dalle Istituzioni del territorio: formazione, monitoraggio e reti locali,
Nel corso dell’evento ospitato all’Auditorium del Gran Sasso Science Institute, il Direttore Nardocci ha evidenziato l’importanza della piattaforma ELISA, destinata alla formazione dei docenti referenti e al monitoraggio del fenomeno. I dati relativi al triennio 2021-2023 mostrano una partecipazione crescente, in particolare tra i licei, dove si è toccata una media del 66% di studenti coinvoltie una media che sfiora il 50% dei docenti partecipanti al monitoraggio. Tuttavia, permane uno scarto significativo tra la percezione dei docenti (6%) e quella degli studenti (fino al 18%) sull’incidenza dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo.
Tra i progetti regionali spiccano:
-SIA – Scuola Italiana Antibullismo per il tramite della piattaforma ELISA con percorsi di formazione e-learning dedicati a docenti referenti per il bullismo e cyberbullismo definiti in base alle indicazioni della Legge 71/2017;
-Generazioni Connesse, progetto coordinato dal MIUR con il partenariato di alcune delle principali realtà italiane che si occupano della sicurezza in rete: Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Polizia di Stato, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, gli Atenei di Firenze e “La Sapienza” di Roma, Save The Children Italia e Telefono Azzurro;
-Safer Internet Day, giornata europea sulla sicurezza online;
-DigitalCives, incontri formativi in collaborazione con il CORECOM Abruzzo;
-Il Protocollo d’intesa per l’educazione digitale firmato con la Prefettura di Pescara nel 2024.
Uno dei pilastri della strategia abruzzese è il Servizio di Psicologia Scolastica, istituito dalla Legge Regionale n. 34/2023 e finanziato grazie all’Avviso “Povertà Educativa Minorile” del Programma FSE+ Abruzzo 2021–2027. Il servizio prevede azioni mirate su tre fasce d’età: da 0 a 6 anni (supporto precoce), da 5 a 10 (prevenzione del disagio), e da 11 a 17 (contrasto alla dispersione scolastica e promozione del benessere).
“L’attivazione del Servizio di Psicologia Scolastica ha segnato un momento storico per il nostro territorio”, ha affermato il Presidente dell’Ordine degli Psicologi regionale, il Professor Enrico Perilli.
“Fino ad oggi, la presenza dello psicologo nelle scuole italiane è stata caratterizzata da iniziative episodiche e disomogenee. In molti casi i servizi psicologici sono stati introdotti grazie a progetti finanziati localmente, spesso legati a bandi temporanei o a iniziative autonome delle singole scuole o Regioni.Lo Sportello di ascolto è stata un’iniziativa relegata alle scuole che potevano recuperare finanziamenti per breve termine. In questo breve periodo, normalmente di 4 mesi, veniva preso in carico solo la punta dell’iceberg del disagio, per esempio il disturbo della sfera affettiva, i conflitti emotivi o relazionali, o le difficoltà di apprendimento”.
Oggi, con l’emendamento accolto nella Legge di Bilancio 2025, si apre una nuova fase: per la prima volta viene istituito un Fondo nazionale dedicato che rende la psicologia scolastica un elemento strutturale del sistema educativo.
“C’è anche una proposta di legge del ministro Valditara, in discussione in Parlamento, che prevede la presa in carico da parte dello psicologo di studente/famiglia/docente per un intervento globale e unitario, con finanziamenti che sono poca cosa rispetto al bisogno che c’è, ma testimoniano la determinazione a compiere passi importanti nella lotta al disagio giovanile e nella creazione di scuole inclusive e supportanti”.
“La scuola è l’unica struttura rimasta solida in una società liquida, caratterizzata da instabilità e precarietà, in cui le relazioni sociali e le istituzioni sono continuamente soggette a cambiamento” , ha ricordato Perilli citando Bauman. “Nella scuola l’alunno esperisce la vita sociale, la vita emotiva e affettiva. Conosce le passioni ma anche le difficoltà e le esperienze di isolamento. È lì che si formano i legami, che si conoscono le passioni, ma anche le fragilità. Ed è lì che bisogna agire con strumenti nuovi, con docenti preparati non solo a trasmettere saperi, ma a costruire alleanze affettive, a guidare nella crescita emotiva”, spiega il professor Enrico Perilli.
Il suo intervento ha toccato corde profonde. Ha parlato di empatia – quella vera, un sentimento che non si limita a ‘mettersi nei panni dell’altro’, ma implica sentire, connettersi, accogliere l’emozione altrui. Ha parlato di adolescenza come fase delicatissima, in cui un’emozione non espressa può implodere e diventare disagio, rabbia, solitudine, ansia. O può, al contrario, esplodere in reazioni violente verso gli altri.
Educazione emotiva e alleanze educative
Secondo il Professor Perilli, occorre andare oltre la semplice formazione.“Serve una scuola che educhi all’ascolto e alla connessione emotiva. L’empatia non è solo ‘mettersi nei panni dell’altro’, ma sentire con lui. È da questa alleanza tra docente e studente che si previene il disagio e si costruisce una crescita sana”.L’alfabetizzazione emotiva, infatti, è una chiave decisiva per prevenire comportamenti aggressivi, favorendo relazioni sane e consapevoli.
Un fronte comune per un futuro più sicuro
Il contrasto al bullismo e al cyberbullismo richiede interventi coordinati, continui e sistemici. La scuola, come sottolineato dal Direttore Nardocci, è un presidio educativo che non può essere lasciato solo. L’alleanza tra istituzioni, famiglie, psicologi e forze dell’ordine è fondamentale per costruire una rete di protezione e responsabilizzazione. L’esperienza dell’Abruzzo dimostra come sia possibile trasformare le direttive nazionali in azioni concrete e capillari, ponendo le basi per una scuola realmente inclusiva e capace di affrontare le sfide del presente.










