Logo
25 Aprile, Nove Martiri e le guerre di oggi, Fulvio Angelini: La storia per capire da dove veniamo e dove vogliamo arrivare

Il significato del 25 Aprile, la storia dei Nove Martiri e le guerre nel mondo.

Il Coordinatore ANPI Abruzzo Fulvio Angelini ospite della rubrica Grandangolo. Dal 25 Aprile alla storia dei Nove Martiri aquilani, fino alle guerre contemporanee: “La storia ci serve per capire da dove veniamo e dove vogliamo arrivare”.

Chi erano i Nove Martiri Aquilani? Si parte da qui nello spazio di Grandangolo dedicato alla storia, a pochi giorni dal 25 Aprile. E si inizia riaprendo pagine di storia aquilana che tanti giovani ancora non conoscono a fondo.
“Erano la meglio Gioventù aquilana – esordisce Fulvio Angelini, Coordinatore ANPI Abruzzo Sono stati l’esempio dal quale è rinata L’Aquila dopo la Guerra e l’occupazione nazifascista. Erano 9 giovani dei circa 45 ragazzi che, dopo l’armistizio, decisero di andare via dall’Aquila per sottrarsi all’obbligo di arruolarsi nell’esercito tedesco. Scelsero la libertà. Se n’è discusso tanto, anche storiograficamente, ma erano semplicemente dei resistenti, poi purtroppo incappati in una retata che li vide morire fucilati”.

In loro ricordo all’Aquila una piazza porta il loro nome: quella che prima si chiamava Piazza XXVIII Ottobre, ora è intitolata ai Nove Martiri Aquilani. Quando ricordiamo il 25 Aprile non vogliamo solo ricordare questa e altre storie, ma capire da dove veniamo e dove vogliamo arrivare. La storia ci serve proprio per questo, altrimenti si ridurrebbe a mero esercizio di memoria. Oggi ci sono terribili similitudini rispetto a quanto accadde in quegli anni, quando scoppiò la prima guerra mondiale. Ci sono i risorgenti nazionalismi, ci sono tentativi di inibire le libertà in alcune aree del mondo, ci sono forme di razzismo e discriminazioni, ci sono tante guerre e c’è un grande riarmo che preoccupa, in quanto assomiglia a quello che precedette la seconda guerra mondiale, quando tutti volevano armarsi per difendersi, ma si riarmarono per fare la guerra”. 

Fulvio Angelini David Filieri

“Il 25 Aprile cambia ogni anno perché si adegua a ciò che sta accadendo nel mondo. È una data che deve aiutarci a capire cosa vogliamo fare”.

“Noi siamo pacifisti, ciò non vuol dire che quando parliamo di disarmo intendiamo una strategia unilaterale. Una forma di disarmo potrebbe consistere nell’azione di spendere meglio. Nello specifico, l’Europa dovrebbe attuare un ‘riarmo’ condiviso per avere una sua politica estera, una sua politica di difesa. Cosa che, in questi anni, l’Europa non ha avuto. Anzi, è stata vergognosamente assente da alcuni scenari, quali ad esempio la guerra in Ucraina. Tuttavia, è fondamentale iniziare ad intraprendere una via di pace, partendo dal messaggio che ci dava Papa Francesco e non limitandosi al solo messaggio etico, ma politico.
Il disarmo per noi è spendere meno, fare un’unica politica di difesa e costruire un sistema completo di sicurezza. Perché le guerre si fanno non sono con le armi, ma anche con la tecnologia, con la cybersicurezza, con gli equilibri ambientali. Le grandi guerre del futuro saranno quelle climatiche e l’Europa dovrebbe avere questa visione politica”. 

L’intervista completa