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Montagna abruzzese, oltre mille famiglie contro lo spopolamento

La legge contro lo spopolamento della montagna abruzzese ha prodotto, in due anni, circa 1400 domande di trasferimento di nuclei familiari nei piccoli comuni. I dati

Montagna abruzzese, poco meno di 1400 famiglie in due anni, all’incirca 1900 persone, trasferite nei piccoli comuni a rischio spopolamento. È il bilancio della legge regionale approvata sul finire del 2021. Alla chiusura dell’avviso (rinnovato nel 2023, e quindi su due annualità), le domande presentate, relative a nuclei familiari, sono 1383: 513 nel 2022, 870 nel 2023.

La relazione che ricapitola gli effetti della legge sarà discussa domani venerdì 11 ottobre presso il Comitato per la legislazione del Consiglio regionale. Si esaminerà la parte che riguarda lo spostamento della residenza nella montagna abruzzese a rischio spopolamento. Il provvedimento ne prevedeva anche un’altra che stanziava incentivi per i nuovi nati. Per quanto riguarda il trasferimento della residenza, l’incentivo è pari a 2500 euro all’anno, raddoppiato in caso di impianto di una nuova attività imprenditoriale. I Comuni beneficiari sono quelli abruzzesi classificati come montani secondo i dati Uncem che abbiano meno di 3000 abitanti e che registrano in cinque anni un calo demografico superiore alle media regionale o in alternativa i Comuni montani con meno di 200 abitanti pur in assenza di calo demografico.

I dati dettagliati sono disponibili solo per quanto riguarda il 2022, quindi all’incirca relativamente alla metà delle domande: da segnalare nella provincia dell’Aquila 38 nuove famiglie residenti a Scurcola Marsicana, 13 a Scanno, 10 a Cagnano Amiterno e a Vittorito, 9 a Ocre, 8 a Barisciano, 7 a Montereale e a Navelli, 6 a Rocca di Mezzo. Poi 16 a Cermignano, 11 a Torricella Sicura, 9 a Bisenti in provincia di Teramo, 7 a Corvara in provincia di Pescara. Il dato per provincia fa segnare che una famiglia su due nel 2022, sfruttando gli incentivi della legge, si è trasferita in un piccolo comune di montagna in provincia dell’Aquila. Il 60 per cento delle domande sono arrivate dall’Abruzzo, il 18 per cento dal Lazio, ma ce ne sono anche 19 dalla Campania, 12 dalla Lombardia, 14 dall’estero. Comuni di provenienza? Roma in testa con 57 richieste, L’Aquila segue a quota 35, poi Teramo a 34, Pescara a 27, Avezzano a 24, Sulmona a 23. Nel 2022 gli incentivi ai neoresidenti sono costati un milione e 300mila euro, che diventano circa 4 nei tre anni di durata. Per quanto riguarda la possibilità, raddoppiando il beneficio economico, di installare una nuova attività imprenditoriale nel Comune di nuova residenza, si sono contate nel 2022 13 richieste. Due di queste sono a Navelli, altrettante a San Benedetto in Perillis.

L’intenzione della Giunta è pubblicare l’avviso anche per il 2025, a inizio anno, stanziando i fondi nella legge di bilancio.

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