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Ullasci a via Fortebraccio ucciso dal pugno, la consulenza dell’anatomopatologo al pm

Per l’anatomopatologo Giuseppe Calvisi la miocardiopatia dilatativa di cui soffriva Teodoro Ullasci ha reso il colpo fatale

Teodoro Ullasci, il 52enne residente nel progetto Case di Tempera ucciso il 27 marzo scorso a via Fortebraccio all’Aquila, secondo il consulente del pm è morto per il pugno subito al volto.

È questo l’esito della consulenza dell’anatomopatologo della Asl dell’Aquila, Giuseppe Calvisi, consulente del pm Guido Cocco. La miocardiopatia dilatativa di cui Ullasci soffriva ha reso il colpo fatale causando una fibrillazione ventricolare e il conseguente arresto cardiorespiratorio. In un soggetto non predisposto il colpo non sarebbe stato fatale.

Per Carlos Omar Morales, 24 anni, detenuto nel carcere di Pescara, il pm ha ottenuto il processo con le accuse di omicidio preterintenzionale e rapina con l’aggravante della disabilità della vittima. In concorso risponde degli stessi reati Alexandru Dumitru Balan, 37 anni, attualmente detenuto nel penitenziario di Chieti. Gli esami tossicologici hanno invece evidenziato nella vittima tracce di alcol, cocaina, Benzoylecgonina e Clonazepam, un farmaco usato per il trattamento di alcune forme di epilessia, sostanze che avrebbero ulteriormente indebolito le condizioni del fisico di Teodoro Ullasci. Lo riporta il quotidiano Il Messaggero.

La consulenza rileva “uno spandimento emorragico sul mascellare sinistro; un piccolo spandimento emorragico subaracnoideo in zona parietale sinistra; edema cerebrale di grado lieve. Tali lesioni sono state provocate dal pugno ricevuto al viso. Le lesioni encefaliche descritte non sono collegabili alla caduta”. La fibrillazione ventricolare comporta una sequenza di contrazioni rapide e inefficaci dei ventricoli cardiaci, impedendo al cuore di pompare sangue.