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Balneatori contro Bolkestein, ombrelloni chiusi sulle spiagge abruzzesi

Ombrelloni chiusi fino alle 9:30 anche sulle spiagge abruzzesi contro la direttiva Bolkestein. I balneatori aspettano “Che il Governo batta un colpo”.

Sciopero degli ombrelloni anche a Pescara e in tutto l’Abruzzo venerdì 9 agosto: i balneatori non li apriranno fino alle 9.30. Un simbolico gesto di protesta con cui la categoria vuole esprimere tutta la contrarietà verso quello che ritengono il mancato impegno e soprattutto le mancate promesse del governo nazionale sulla direttiva Bolkestein.

La protesta dei balneatori non arriva solo dall’Abruzzo, ma in tutta Italia, da Nord a Sud, anche se l’adesione è a macchia di leopardo. L’applicazione della direttiva Bolkestein, secondo gli operatori, apporrebbe una seria ipoteca per il futuro degli chalet gestiti, per la maggiore, da piccole e medie imprese familiari.  All’orizzonte, vista la scadenza delle concessioni fissata al 31 dicembre e, dunque, le gare per l’aggiudicazione degli spazi, si addensano nuvoloni scuri.

Quindi, venerdì 9 agosto, “i titolari degli stabilimenti balneari delle nostre spiagge ritarderanno l’apertura degli ombrelloni in segno di protesta contro l’immobilismo del governo che non sta mantenendo gli impegni presi riguardo al tema delle concessioni demaniali marittime”, fa sapere, Riccardo Padovano, presidente Sib Abruzzo.

ombrelloni chiusi, diretiva bolkestein

“La categoria è esausta e, in passato, ha richiesto con insistenza una risposta che non è mai arrivata. Si sperava nell’istituzione di un tavolo di lavoro, anche prima delle ferie, per rasserenare gli animi dei titolari. Tuttavia, come recita un proverbio, “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. La manifestazione di domani provocherà un disagio sopportabile ma dimostrativo della determinazione della categoria, poiché l’80% delle 144 concessioni della provincia di Pescara aderirà alla protesta, organizzata dal Sindacato Italiano Balneari Nazionale, ritenendo che sia giusta e necessaria a portare avanti una discussione che la politica deve affrontare e di cui deve assumersi la responsabilità.

 Ora è tempo che il governo batta un colpo!”. 

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