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Pasqua in Abruzzo, la benedizione delle uova e le altre tradizioni contadine

La Pasqua è una delle feste religiose per eccellenza e può vantare una lunga storia di usanze di celebrazione

La Pasqua, assieme al Natale, è festa religiosa per eccellenza e può vantare una lunga storia di usanze di celebrazione. Vale naturalmente anche per l’Abruzzo, di solida, per gran parte del suo territorio, tradizione pastorale e contadina.

È vivo in molti paesi dell’entroterra pescarese e teramano, ma non solo, quello che si è consolidato come un vero e proprio rito: la benedizione delle uova (non quelle di cioccolato, si intende), il sabato santo, spesso decorate, in chiesa, assieme ad altri generi alimentari. La colazione della mattina di Pasqua , impone l’usanza, non si comincia senza avere consumato l’uovo benedetto. In passato a mo’ di augurio si soleva dare parte del cibo benedetto agli animali allevati. Si tratta di tradizioni che affondano le proprie radici persino oltre la Pasqua cristiana, che è stata a sua volta festività, in tempi antichi, di passaggio dall’inverno alla primavera. Una fase questa cruciale per il mondo rurale: benedire il cibo significa quindi auspicare un periodo di raccolti abbondanti e di prosperità.

Anche la cultura gastronomica di questi territori, che ha influenzato un’area più vasta dell’Abruzzo, nasce come spesso capita dal ritmo e dalle disponibilità della natura. Storicamente l’uccisione degli agnelli, immancabili sulle tavole pasquali – per valorizzarne anche le interiora sono state elaborate le celebri mazzarelle – produceva di risulta un’abbondanza di latte, visto che rende irrinunciabile la mungitura delle pecore. Diventava quindi inevitabile fare formaggio in quantità molto superiori rispetto al resto dell’anno, e l’ingrediente si è consolidato come centrale nei piatti di Pasqua. Si pensi ai fiadoni, salati, fatti con uova e appunto formaggio, specialità nata nell’Abruzzo contadino.

Lo chef William Zonfa presenta la sua coratella per la colazione di Pasqua

pizze di pasqua