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San Martino, è tempo di corna, castagne e…Vino!

“Pensati con le castagne!” È San Martino, patrono e simbolo del vino novello, castagne e…corna! Una ricorrenza antica che profuma di Abruzzo rurale.

Castagne vino, corna: oggi si festeggia San Martino, il Santo dell’abbondanza – infatti quando in una casa non manca nulla in Abruzzo si dice che “ce sta lu Sante Martino”), ma è ancora più famoso per essere il protettore dei mariti traditi (leggi cornuti). La leggenda narra che la sorella di Martino fosse ben poco devota al marito e così, come leggeremo in seguito, in un grazioso paesino sui monti abruzzesi la sera dell’11 novembre si celebra la festa dei cornuti.

Castagne, vino possibilmente novello e salsicce con le patate: questo il menù di San Martino a cui volendo si possono aggiungere anche i rigatoni al ragù o qualche zuppa di stagione, come quella con i ceci, i fagioli con le cotiche o la zucca. San Martino, il santo originario di Tours si festeggia l’11 novembre, ricordato non solo perchè donò metà del suo mantello ad un povero infreddolito, ma anche perchè è considerato il protettore “delle corna”.

san martino
glorie san martino

San Martino è uno dei santi più celebri fin dal Medioevo perché a lui sono connessi tanti detti, proverbi, riti, usanze e tradizioni gastronomiche in molti luoghi dell’Europa. Si racconta che Martino ebbe la visione che diverrà l’episodio più narrato della sua vita. Si trovava alle porte della città di Amiens con i suoi soldati quando incontrò un mendicante seminudo. D’impulso tagliò in due il suo mantello e lo condivise con il mendicante. Contento di avere fatto la carità, spronò il cavallo e se ne andò sotto la pioggia, che cominciò a cadere più forte che mai. Ma fatti pochi passi ecco che il vento si calmò, il cielo divenne sereno e l’aria mite, obbligando il cavaliere a levarsi anche il mezzo mantello. Da qui il detto “ecco l’estate di San Martino”, che si rinnova ancor oggi ogni anno. Durante la notte Martino sognò Gesù che lo ringraziava e gli restituiva la metà del mantello, significandogli che il mendicante incontrato era proprio lui in persona. Quando Martino si risvegliò il suo mantello era integro. In questo periodo molto importante per i contadini, si segna la fine del lavoro nei campi e l’inizio del travaso del vino dai tini, dove è stato messo a fermentare, nelle botti. In Italia il culto è legato alla fine dell’annata agricola e al principio della stagione invernale, fu l’origine di molte tradizioni legate all’attività proveniente dal mondo rurale. In questi giorni si completa la raccolta dei frutti, il mosto ribolle nei tini ed è prossima la svinatura. I boschi sono ricchi di selvaggina, di funghi, di castagne, di nespole. Celeberrima anche l’omonima poesia di Giosuè Carducci: “Gira su’ ceppi accesi lo spiedo scoppiettando: sta il cacciator fischiando sull’uscio a rimirar”, che profuma e fa pensare proprio al vino, alle castagne, al calore del fuoco. Nella nostra regione, la festa di San Martino ha un significato strettamente legato alle tradizioni agricole: una sorta di capodanno rurale celebrativo, a suon di vino novello e castagnate, dei contratti agricoli, da sottoscrivere a vendemmia conclusa, con le olive in frantoio e con la messa a riposo dei campi.

castagne

Passiamo adesso alle “corna dolenti” che rendono comunque a festa di San Martino decisamente più folkloristica. San Martino sarebbe infatti il protettore dei mariti traditi in base ad una leggenda che vuole la sorella di San Martino sottrarsi allo sguardo del proprio marito e del fratello religioso e commettere adulterio. Sembra che già prima dell’ ‘800, in questo giorno, si svolgessero feste in cui si faceva sfilare il bestiame con le corna per propiziare la fertilità. Ancora oggi la tradizione si rinnova, a San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pescara) con una processione in cui tutti indossano delle corna. In questo paesino, si porta in processione anche la “Reliquia”, una sorta di simbolo fallico coperto da un velo, accompagnato per le vie del paese dall’ultimo degli sposati dell’anno precedente. Durante il corteo, poi, la “reliquia” viene scoperta e passata in consegna allo sposo più recente.

san martino tutti i santi giorni

A Scanno, il giorno di San Martino, i giovani danno fuoco alle “Glorie”. Si tingono il volto con il carbone e improvvisano canti e balli, inneggiando alla propria contrada intorno ai “palanconi”, alte cataste di legna e sterpaglie costruite nelle alture a cui viene dato fuoco. Una volta bruciato, il palancone viene offerto alla sposa novella che offre vino e dolci a tutti. I falò sono così luminosi e così alti (anche 20 metri) che si vedono anche a distanza. Sempre a Scanno si possono mangiare, a San Martino, le pizze con i quattrini: proprio perché San Martino è il santo dell’abbondanza, si mangia questa tipica focaccia a base di farina gialla, miele, noci e fichi secchi e che nasconde una monetina al suo interno.

Buon San Martino a tutti!