14 anni di ricostruzione, Dino Di Vincenzo: “L’Aquila e i paesi vicini sono ancora più belli, ora scuole e parcheggi”
I lampioni, la nuova pavimentazione, gli eleganti palazzi ricostruiti. La ricostruzione a L’Aquila (e nei Comuni del Cratere) vista dall’architetto Dino Di Vincenzo, già direttore regionale dei Beni Culturali. “L’Aquila sta tornando alla sua bellezza”
Ricostruzione post sisma, L’Aquila, il Cratere, le cose fatte e tutto quello che ancora manca. Dai parcheggi alle scuole, attraverso le numerose polemiche che accompagnano il lungo cammino di ricostruzione del capoluogo abruzzese. Ultimo, in ordine di tempo, l’acceso dibattito social sui lampioni di Piazza Duomo.
L’architetto Dino Di Vincenzo, già Direttore regionale dei Beni culturali, ospite della nuova puntata di Grandangolo. Intervistato dal direttore David Filieri, l’architetto offre la sua analisi sullo stato della ricostruzione, tra L’Aquila e il Cratere, a quasi 15 anni dal sisma del 6 aprile 2009.
“Quando ci fu il terremoto pensammo che sarebbero stati necessari una decina d’anni per terminare completamente i lavori di ricostruzione. Naturalmente, le cose sono andate diversamente e, dopo oltre 14 anni, si sta ancora lavorando”.
Ci sono diversi gradi di avanzamento della ricostruzione, in base al settore che si prende come riferimento. Se dal punto di vista della ricostruzione delle abitazioni private,“siamo sicuramente a buon punto – sottolinea Di Vincenzo – stiamo comunque assistendo ad un blocco riguardante la ricostruzione pubblica di determinati settori. In primis le scuole che mancano, poi gli edifici della cultura. O quelli religiosi in generale:se non fosse venuto il Papa a L’Aquila, si sarebbe sbloccato il cantiere del Duomo?“, si interroga l’architetto.
Frazioni dell’Aquila e Comuni del Cratere
“La ricostruzione – continua Di Vincenzo – si è inevitabilmente concentrata sul centro città, mentre le frazioni stanno ancora soffrendo. A parer mio, si trovano molto meglio i Comuni del Cratere che hanno potuto assumere autonomamente le proprie decisioni e sono, oggi, ad una fase più avanzata del processo”.
“Stiamo scoprendo una città che sta tornando alla sua bellezza. L’Aquila è una città che si sta imponendo per la sua bellezza storica al resto dell’Italia e non solo. La città sta tornando al ruolo che le spetta di diritto. È evidente come gli edifici stiano tornando a splendere e ciò grazie a soldi pubblici che sono stati ben spesi, lo dimostrano i risultati.
Certamente, qualche occasione l’abbiamo persa per strada, ma nella globalità è evidente come si stia ricostruendo bene. E ciò è ancor più evidente per i paesi nei dintorni del capoluogo, dove le case erano ormai in stato fatiscente, a causa dello spopolamento. Questi paesi stanno rinascendo, come autentici gioielli dalla bellezza senza tempo”.
Tra le criticità connesse anche al contesto aquilano della ricostruzione, c’è quella relativa alla carenza dei parcheggi in centro. È stato recentemente inaugurato il nuovo parcheggio di Porta Leoni: 90 posti per le auto, ma a pagamento. Un parcheggio che, tuttavia, resta quasi sempre vuoto.
Qual è la sua idea in merito? “Il problema parcheggi è annoso. Io consigliai a questa amministrazione, al momento del suo primo insediamento, di affrontare il prima possibile questa criticità, perché una volta consolidato il processo di ricostruzione non si sarebbe potuto più fare molto. Credo che pagare due euro per l’auto sia un po’ caro e lo dico anche facendo un confronto con le tariffe che si trovano a Roma. Quel parcheggio, di per sé anche bello, resta quasi sempre vuoto e i cittadini si riversano a cercare parcheggi nei dintorni, non sempre rispettando la segnaletica. Credo che l’opera, comunque, possa essere funzionale solo se rientrerà in un sistema complessivo di parcheggi: poiché da solo non potrà assolvere ai problemi attuali che gravano sul centro.L’Aquila del domani dovrà avere parcheggi da ogni parte della città, permettendo ai cittadini di poter posteggiare senza avvicinarsi troppo al centro storico con l’auto“.
L’architetto Di Vincenzo si esprime anche sulla rinnovata pavimentazione del centro, anche questa spesso oggetto di critiche relative alle macchie segnalate in più di un caso. Sottolinea Di Vincenzo: “Concettualmente l’uso della pietra è corretto. La pietra è tradizionalmente un nostro materiale, tipico di una città che si trova in un ambiente vicino alla montagna. Il fatto che la pietra si sporchi è normalissimo e non è certamente colpa di chi ha progettato di utilizzarla. Rientra nel modo di vivere gli ambienti e dovremo comprenderlo con il tempo…tra l’altro credo che, in alcune zone in particolare, come Piazza Chiarino e, a breve, anche Piazza Palazzo, ci siano e ci saranno delle correzioni opportune in fase di adozione“.














