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Attacchi hacker, in 18 mesi colpiti 40 ospedali italiani

40 ospedali italiani vittime di attacchi hacker in meno di 2 anni: l’ultimo è il Vanvitelli di Napoli. Il settore della sanità è tra quelli più nel mirino dei cybercriminali.

Quello sferrato ai sistemi amministrativi della Asl 1 dell’Aquila non è l’unico degli attacchi hacker ai danni della sanità. In 18 mesi sono stati colpiti 40 ospedali italiani. L’ultimo, in ordine di tempo, ha gettato nel caos l’azienda ospedaliera universitaria Luigi Vanvitelli di Napoli.

Anche l’ospedale Vanvitelli sta facendo fronte all’emergenza: “In questo momento il sistema informatico è ancora bloccato, siamo tornati a gestire le richieste di analisi su fogli di carta, come una volta”. Così Pasquale Di Girolamo, direttore sanitario dell’azienda ospedaliera universitaria Vanvitelli di Napoli, descrive all’ANSA la situazione dopo l’attacco degli hacker al sistema informatico dell’ospedale che si trova nel centro storico. L’attività del policlinico prosegue, anche se “tutto è più lento – spiega Di Girolamo – e non si riesce così a gestire al massimo la mole di indagini analitiche. I problemi– racconta il direttore sanitario – sono cominciati il primo luglio, pensavamo fosse un guasto del software e invece poi i tecnici dopo lunghe analisi hanno appurato che si trattava degli hacker. Abbiamo avvisato l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale che da Roma ci hainviato i propri esperti che sono al lavoro, ci dicono che dovremo aspettare più o meno altre 48 ore”. Una situazione che rallenta molto l’attività del policlinico: “Non possiamo trasferire i referti nelle cartelle elettroniche – spiega Di Girolamo – non riusciamo a far funzionare le firme digitali. Ovviamente i laboratori non riescono a lavorare al meglio, attualmente senza il sistema elettronico ci vuole il 30% del tempo in più per effettuare ogni analisi”.

attacco hacker asl1

Sembra evidente come il settore della sanità sia tra quelli più nel mirino dei cybercriminali. A maggio era stata colpita la Asl 1 Avezzano-L’Aquila-Sulmona, in Abruzzo. Ci sono volute settimane per tornare alla normalita . L’attacco di Napoli sui cui i tecnici dell’Agenzia stanno lavorando avrebbe impattato sui sistemi amministrativi, sulla contabilità, sull’attività dei laboratori di analisi.

“Il Csirt, la squadra operativa dell’Agenzia – ha detto il direttore generale, il prefetto Bruno Frattasista lavorando per comprendere le esatte dimensioni dell’attacco e dare ogni forma di supporto all’ospedale napoletano per un ripristino che ci auguriamo possa essere rapido ed efficace. Rinnovo, pertanto, l’invito a tutte le realta’ pubbliche del settore sanitario, i piu’ impattati nel nostro paese, a proteggere i propri sistemi informatici adottando le soluzioni tecniche ed organizzative del caso, anche attraverso il loro aggiornamento costante per non cadere vittima di questi attacchi. Conoscere in maniera chiara e approfondita i propri sistemi e le loro dipendenze, sia tecnologiche che organizzative, e il possesso di un solido backup – ha concluso Frattasi – è la strada primaria per far fronte a questo tipo di incursioni degli hacker criminali”. L’azienda Vanvitelli, a parte sua, ha rilevato che l’attacco risale allo scorso 1 luglio e che “sono in corso valutazioni per definire la portata dell’attacco, oltre che la natura dei dati oggetto della violazione”.  (FONTE SANITA’ E INFORMAZIONE)

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