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Baby gang a L’Aquila, ancora una rissa in centro storico

L’AQUILA – Nell’ultimo fine settimana ancora una rissa in centro storico. Ragazzini in fuga prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

L’AQUILA – Nell’ultimo fine settimana ancora una rissa in centro storico. Ragazzini in fuga prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Ancora un episodio di violenza nel tardo pomeriggio di sabato nel centro storico dell’Aquila. Poco dopo le 18, infatti, diverse segnalazioni alle forze dell’ordine sono partite dalla zona di San Bernardino, dove alcuni ragazzini se ne stavano dando di santa ragione, nei pressi della nota scalinata. Secondo quanto riporta Il Messaggero, ad affrontarsi nella rissa un gruppo di giovani albanesi e un gruppo di ragazzi marocchini. Immediatamente è scattato l’intervento di polizia e carabinieri che si sono portati sul posto. Al loro arrivo, però, i ragazzi erano già fuggiti, probabilmente spaventati dall’arrivo delle auto con le sirene. Ad ogni modo, gli investigatori potranno vagliare le eventuali registrazioni delle telecamere della zona.

L’episodio di sabato riporta alla mente altri dello stesso tenore che si sono succeduti durante tutta l’estate e che poi hanno portato all’operazione congiunta di polizia e carabinieri coordinata dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, con arresti e Daspo Willy emessi dalla Questura.

Baby gang L’Aquila, sotto esame i telefoni degli indagati

Per quella vicenda, lo scorso 28 ottobre, il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha nominato il perito per l’analisi dei telefoni cellulari sequestrati ai giovanissimi indagati nell’ambito dell’operazione condotta da polizia e carabinieri contro una presunta baby gang ritenuta responsabile di episodi di violenza e spaccio. In alcuni casi, contestata anche l’estorsione. La gravità dei reati contestati ha portato all’esecuzione di sei custodie cautelari in carcere e sette collocamenti in comunità per altrettanti giovanissimi difesi dagli avvocati Mauro Ceci, Francesco Valentini, Giulio Agnelli e Chiara Camponeschi. Dei sei arrestati, uno è stato collocato ai domiciliari, mentre gli altri cinque sono ancora sottoposti a misura cautelare in carcere. Al di là delle custodie cautelari, sono oltre 30 gli indagati minorenni e neomaggiorenni, accusati di reati gravi quali atti persecutori, violenze, estorsioni, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, anche vicino alle scuole, risse che hanno afflitto il territorio aquilano negli ultimi mesi. Si è trattato di episodi che hanno destato clamore pubblico, verificatisi all’interno del centro storico, con conseguente allarme sociale nella cittadinanza e con profili di elevata pericolosità anche per la sicurezza e l’incolumità degli stessi minori coinvolti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le violenze avvenivano anche all’interno dello stesso gruppo, nei confronti di persone che non obbedivano agli ordini o provavano a rifiutarsi di spacciare.
Essendo coinvolti minori, naturalmente le informazioni sul procedimento in corso sono limitate all’essenziale. Gli inquirenti cercano ora conferme alle accuse dai telefoni dei giovani indagati. Si tratta ancora della fase di indagine, al termine della quale il procedimento giudiziario si svilupperà attraverso meccanismi diversi da quello del classico codice penale, riguardando appunto minorenni. Il tribunale, infatti, potrà valutare soluzioni alternative al processo, come la sospensione con la messa in prova. Il tutto sarà valutato alla chiusura delle indagini.