L'intervista

Emergenza Marche, Pivec L’Aquila: tra fango e solidarietà

Storie di vittime, distruzione, fango e la luce della solidarietà. Così le Marche non si fermano e rispondono all'emergenza.

L’emergenza e i volontari abruzzesi che da sabato mattina sono stabili a Senigallia. L’intervista al presidente Pivec L’Aquila.

Emergenza Marche – Pivec, Aq 2009, Gran Sasso d’Italia, Carsoli, Novpc, Val Pescara, Pc Celano sono nomi e sigle che racchiudono il mondo del volontariato abruzzese, oggi in prima fila nell’emergenza che vede protagonisti diversi comuni marchigiani.
E’ un lavoro che non concede pause, fatto di partenze improvvise e di cuori grandi. E’ così che nelle emergenze di un’Italia che cade a pezzi si scopre una solidarietà sconfinata. Il Capoluogo ve lo sta raccontando in questi giorni segnati dal maltempo che ha messo in ginocchio il centro-nord delle Marche.
Nessun avvertimento particolare continuano a ripetere i marchigiani, “solo” un’allerta gialla che è diventata poi una grave alluvione. Ci sono vittime, sfollati, fango.
Questa è la fotografia nel cuore della tragedia. Da subito si è mossa la macchina dei soccorsi. Tra volontari, vigili del fuoco, forze dell’ordine, si contano circa 700 persone che lavorano sul territorio. La mobilitazione è stata immediata, anche da parte dei comuni limitrofi.
Grazie alla voce di Thomas Malatesta, presidente del Pronto Intervento Volontariato Emergenza Civile dell’Aquila, vi raccontiamo cosa sta accadendo a Senigallia in  queste ore.
“Siamo partiti sabato mattina alle cinque in punto, sosta a Mosciano Sant’Angelo dove insieme alle altre associazioni della regione è partita l’intera colonna mobile abruzzese fino a Senigallia”.
Com’è stata la prima giornata? Cosa avete trovato e quali sono le urgenze? “Ci sono esigenze pratiche: occorre ripulire ogni cosa dal fango che è in ogni angolo. Si procederà con lo svuotamento di garage, cantine e strade. Non è una alluvione semplice, ci muoviamo grazie all’utilizzo dei mezzi anche con difficoltà evidenti ed inevitabili come  pioggia e vento ancora forti e fiume sempre in piena”
Per quasi tutta la giornata di sabato nemmeno il meteo è dalla parte di questa regione. L’acqua così abbondante nel fiume sommata ai danni delle ore precedenti ha aumentato non di poco il lavoro da fare.
A livello pratico come vi state organizzando? “Dobbiamo tentare di pulire e sgomberare le strade, solo così acceleriamo il processo successivo che è quello di riavviare le attività produttive e riaprire le scuole. Siamo in stretto contatto con l’agenzia regionale di protezione civile che si interfaccia con il coc e coordina il volontariato”.
Fino a quando starete lì? “Fino a sabato, per ora, con un cambio turno ogni 48 ore”
Thomas dopo ore di lavoro, cosa ricorda di questa prima giornata?
“Come in ogni occasione di emergenza la forza della solidarietà. Alle 13 in punto, tra fango-acqua-mezzi-uomini è arrivata una signora che ha preparato la pasta per tutti i volontari. La solidarietà che dai con cuore e sentimento torna indietro, moltiplicata. Nei terremoti d’Abruzzo, a partire da quello del 2009 fino a quelli più recenti, i fratelli marchigiani ci hanno sempre supportato. Viva la solidarietà attiva, fonte inesauribile”.

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