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Caro bollette, così le piscine rischiano di affondare

"17 mila euro l'ultima bolletta della luce: così per le piscine sarà il collasso". L'intervista a Gianni Benevieri, Asd Rari Nantes L'Aquila.

“Le piscine rischiano concretamente di affondare sotto il peso del caro bollette. Stavamo ripartendo dopo tutte le difficoltà legate alla pandemia. Adesso il rincaro delle utenze ci sta creando non pochi problemi. La volontà di andare avanti, di non chiudere c’è, ma navighiamo a vista, sperando che si trovi una soluzione definitiva perchè così sarà a breve un bagno di sangue”.

Tempo ne è passato dalla riapertura post pandemia, ma la situazione è cambiata solo in peggio. Il costo dell’energia colpisce più duro del Covid”, a lanciare il grido di allarme è ancora una volta Gianni Benevieri, responsabile dell’Asd ‘Rari Nantes’ L’Aquila, l’associazione che gestisce una delle piscine storiche della città, quella di proprietà del Comune, intitolata a Ondina Valla, costruita negli anni ’20, per volontà del podestà Adelchi Serena, che immaginò in quell’area a ridosso del centro storico una città dello sport che esaltasse la sua città natale. Inaugurata nel 1933, la Piscina Comunale – con vasca olimpica m.25 x m. 4,6 – era la seconda piscina coperta in Italia. Con il rigoroso funzionalismo dei suoi impianti, è subito diventata uno dei luoghi nevralgici della vita cittadina. Oltre la pratica sportiva, negli anni la piscina ha sempre ospitato negli spazi esterni spettacoli, esposizioni e concerti. Un’attività intensa, brevemente interrotta dopo l’aprile del 2009, ma subito ripresa a luglio dello stesso anno, nel vuoto di un centro storico in emergenza. Un’altra emergenza, quella pandemica, 11 anni dopo, aveva interrotto tutte le attività. Oggi, nonostante le difficoltà è di nuovo in funzione, con molti corsi ed attività, per tutti, ed è aperta tutta la giornata. Purtroppo quello che era accaduto con la pandemia, adesso sta succedendo di nuovo ora con il caro bollette. L’aumento dei costi dell’energia e del gas stanno mettendo in difficoltà e a dura prova i gestori degli impianti natatori come nel caso dell’Aquila.

Una situazione che rischia di creare l’ennesima falla in un momento storico già molto difficile. Dopo la paura generata dal Covid, dopo le riaperture, adesso lo “spettro” concreto che minaccia la tranquilla gestione dell’attività è il caro bollette. Siamo vittime di una crisi senza fine – ha detto Gianni Benevieri intervistato dal Capoluogo.it – noi che gestiamo impianti come le piscine paghiamo uno scotto troppo salato: non ci sono solo le utenze, ma tutta a manutenzione ordinaria e straordinaria, spese costanti, praticamente quotidiane a fronte delle entrate che sono sempre le stesse e che devono ancora coprire in parte il buco che si è creato da marzo 2020 in poi. Le piscine costano anche da chiuse, noi abbiamo continuato a fare manutenzione anche quando non potevamo aprire, sostenendo migliaia di euro di spese. Chi ha al suo interno attività agonistiche ha ricevuto ristori, altri impianti, come quelli piccoli destinati ai ragazzi e alle famiglie, non hanno avuto nulla. Il problema è uno solo: il caro bollente esiste e per degli impianti come quello dell’Aquila le spese sia per l’energia che per il gas stanno diventando insostenibili. Ad agosto, in media, pagavamo 6 mila euro di luce, adesso siamo arrivati a 17 mila. Quando cambierà l’ora, quando arriverà l’inverno, non oso nemmeno immaginare quanto troveremo in bolletta. L’acqua va riscaldata, la nostra piscina è molto grande e in alcuni punti anche molto profonda. Possiamo pensare di abbassare di mezzo grado, ma non risolviamo comunque il problema. Siamo stati costretti – a malincuore – a ritoccare leggermente i prezzi, di pochissimo, anche perchè aumenti troppo onerosi degli abbonamenti diventerebbero davvero insostenibili per le famiglie che ci frequentano”. 

Piscina comunale L’Aquila, tra bollette e covid è crisi senza fine: “Senza aiuti costretto a chiudere”

La volontà di resistere e andare avanti c’è, “Ma abbiamo bisogno di aiuti e soluzioni concrete non solo parole: reggere con questi oneri è impossibile, ma non solo per le piscine o le palestre, il problema è di tutti, è un girone ‘infernale’. Perchè come noi dobbiamo stare attenti, la stessa cosa vale anche per le famiglie e se devi pagare le bollette e non ce la fai, tagli dove puoi tagliare e la palestra e la piscina sono le prime voci a scomparire. Non ho paura, guardo solo in faccia la realtà, cercando comunque di continuare a lavorare con un pizzico di ottimismo, scacciando i brutti pensieri: anche perchè se io chiudo, resta a casa anche altra gente, ed è una grossa responsabilità. La mia volontà c’è, spero davvero che chi ci governa abbia a cuore anche la nostra situazione. Contiamo molto sugli aiuti governativi e sui contributi promessi e messi a disposizione dalla Regione Abruzzo per le associazioni natatorie che ci daranno almeno una boccata d’ossigeno“. 

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