Elezioni politiche

Rita Innocenzi, la sfida a Giorgia Meloni: “Lavoro e diritti”

Intervista a Rita Innocenzi, candidata all'Uninominale Camera L'Aquila Teramo: "Lavoro, salario minimo e diritti".

Intervista a Rita Innocenzi, candidata all’Uninominale Camera L’Aquila Teramo: “Lavoro, salario minimo e diritti”.

È Rita Innocenzi, aquilana di 52 anni, dal 1994 nel sindacato CGIL, a sfidare tra le fila di Italia Democratica e Progressista la candidata del centrodestra nell’Uninominale alla Camera L’Aquila Teramo, Giorgia Meloni, leader nazionale di FdI. Una partita importante, con uno scontro diretto, che lo schieramento del centrosinistra le ha affidato alle elezioni del 25 settembre.

Alle Elezioni politiche sfiderà direttamente Giorgia Meloni, sente una responsabilità particolare per questa sfida? Su quali temi verte questo confronto?
“Sento innanzitutto la responsabilità di dare voce ad un territorio come quello che attiene al mio Collegio, L’Aquila Teramo. Per me, infatti, ‘campagna elettorale’ vuol dire fare del proprio vissuto, dell’ascolto delle persone, del confronto con la gente, il motore per declinare i temi nazionali con lo sguardo dei nostri luoghi. La sfida consiste quindi prima di tutto nel rendere protagoniste le persone perché vivano l’importanza di questo voto e della scelta come un qualcosa di significativo e che inciderà nel proprio futuro. E nel dare protagonismo e risposte alle persone reali, più che ad un astratto elettorato, temi rilevantissimi sono quelli legati alle condizioni materiali di tante e tanti che vivono la fatica di una vita sempre più precaria e fragile che neanche un lavoro, persino quello stabile, riesce a mettere al riparo dal rischio emarginazione e povertà. Condizioni che sono gravi in tutto il Paese e che nelle aree interne impattano in misura più pesante per via di una diverso e minore livello di accessibilità a sanità – scuola – trasporti – infrastruttura digitale.”

Come ha influito l’esperienza nel sindacato nella sua formazione politica, sfociata ora in questa importante candidatura?
“Il sindacato, la CGIL, mi ha permesso di attraversare il mondo del lavoro, del non lavoro, del lavoro precario, e di impegnarmi nella rappresentanza sociale, di incidere nel cambiamento dell’esistente, nel miglioramento delle condizioni salariali e normative di lavoratrici e lavoratori, nella garanzia dell’occupazione in vertenze difficili a volte considerate persino impossibili e alle quali abbiamo dato soluzione. È un bagaglio bellissimo che fa parte della mia esistenza e che in questi giorni riaffiora nelle parole, nei sorrisi e nell’abbraccio dei tanti che rammentando il proprio vissuto mi manifestano stima e fiducia.”

Come giudica “l’esperimento” di unione tra le forze di centrosinistra avviato con Italia Democratica e Progressista?
“Trovo utile l’esperimento di Italia Democratica e Progressista, è fondamentale che ci si sia trovati con le altre forze che compongono la coalizione e mi spiace che non ci siano state le condizioni per costruire un campo più largo: credo che le cittadine e i cittadini abbiano bisogno di una rappresentanza politica che abbia come stella polare sempre e solo gli interessi del Paese.”

I sondaggi indicano un vantaggio del centrodestra, ma allo stesso tempo una larghissima fetta di indecisi o persone che non hanno intenzione di votare. Come convincere gli “stanchi della politica”?
“Questa tornata elettorale così improvvisa ed imprevista ha rischiato di accentuare il distacco dalla politica ed il clima di sfiducia, tuttavia si registrano segnali di un rinnovato interesse probabilmente dovuto al fatto che, benché inaspettate, queste elezioni sono molto significative non per il futuro dei singoli schieramenti o partiti, ma per l’Italia. Trovo fondamentale ribadire con forza che non è il sondaggio a determinare il nostro futuro ma la nostra scelta nell’esercizio del voto.”

Quali i temi principali della sua campagna elettorale?
“Tra i temi, nelle espressioni della mia campagna elettorale non può che ritrovarsi quello del lavoro a partire da quello invisibile ai più e che ha bisogno di salario minimo e di diritti, quei diritti essenziali da riconoscere a chiunque presti una attività a prescindere dalla tipologia di contratto, di settore o di dimensione di impresa in primis diritto alla salute e alla sicurezza nel proprio luogo di lavoro qualunque esso sia e ovunque si trovi. Ma il lavoro oggi è soprattutto sinonimo di paura di non farcela anche quando hai un lavoro stabile, organizzato e regolarmente remunerato e credo questa sua una delle cose più gravi da affrontare. Si tratta di paure che vivono le famiglie e di incertezze che colpiscono i nostri giovani che non amano essere presi in giro anche quando rispondono con un sorriso ad una barzelletta perché si aspettano da noi tracciati, opportunità, percorsi che concretamente diano loro la possibilità di impegnarsi e raggiungere la felicità.”

Infine l’appello al voto.
“L’appello che mi sento di fare agli elettori è andate a votare, non rinunciate a determinare le scelte, date un segnale, scegliete il territorio.”

rita innocenzi
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