Cronaca

Baby gang smantellate a L’Aquila, la scuola riparte con più sicurezza

L'AQUILA - Operazione congiunta contro le baby gang: "Importante portarla a termine prima dell'inizio della scuola".

L’AQUILA – Operazione congiunta contro le baby gang, il Questore De Simone: “Importante portarla a termine prima dell’inizio della scuola”.

La scuola a L’Aquila può ripartire in un clima di maggiore sicurezza, dopo l’operazione congiunta di Carabinieri e Polizia che ha portato all’esecuzione di 13 misure cautelari a carico di minorenni o neomaggiorenni riuniti nelle cosiddette baby gang e che sono accusati a vario titolo di atti persecutori, violenze, estorsioni, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti e risse che hanno afflitto il territorio aquilano, soprattutto il centro storico, negli ultimi mesi. “Era fondamentale chiudere l’operazione prima dell’avvio delle attività didattiche – ha sottolineato il Questore dell’Aquila, il dottor Enrico De Simone – anche perché alcuni reati venivano commessi anche in prossimità delle scuole”.
“Si tratta di misure forti – ha confermato il colonnello Nicola Mirante, comandante provinciale dei Carabinieri – ma necessari a causa di episodi particolarmente gravi, con attività di spaccio che avvenivano anche davanti alle scuole. Sicurezza ed educazione dei giovani devono essere una priorità”.
A destare particolare allarme, però, durante l’estate erano stati i numerosi episodi di aggressioni e risse tra giovanissimi, soprattutto in centro storico. Una situazione attentamente monitorata dalle forze dell’ordine: “Abbiamo dato una risposta importante alla città, anche perché spesso non c’è l’esatta percezione delle attività messe in campo. Le attività investigative non consentono di comunicare tutto subito, ma non abbiamo mai abbassato la guardia. Già dall’insediamento mi sono state rivolte diverse domande sulla questione movida e ho sempre detto che avremo evitato a tutti i costi di limitare la libertà di tanti giovani che dopo il lockdown avevano il legittimo desiderio di tornare a vivere la città. Allo stesso modo, ho assicurato che non avremmo fatto sconti per quanto riguarda legalità e sicurezza”. In questo senso, quindi, si inquadra l’attività della Procura finalizzata da Polizia e Carabinieri.

Le immagini delle intercettazioni video

Un’attività che non si conclude con le misure cautelari di ieri, ma prosegue, sia nei confronti degli altri indagati, circa una trentina, che per il vaglio di ulteriori provvedimenti. “Anche se l’azione repressiva di magistratura e forze dell’ordine è stata puntuale ed esaustiva, – ha quindi ricordato il procuratore del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, il dottor David Mancini – trattandosi di minori e neomaggiorenni si impone un forte richiamo all’esigenza di lavorare insieme agli enti preposti ed alla società civile per creare le condizioni di aiuto e prevenzione delle forme di disagio che generano questi fenomeni criminali, riguardino essi minori italiani, stranieri o stranieri non accompagnati. Questa è la chiave dell’intervento della giustizia minorile. La repressione e intervenuta per evitare conseguenze estreme e più gravi, ma l’obiettivo primario deve tendere al reinserimento dei giovani nel circuito sano della società. Alla eventuale sanzione deve affiancarsi la riabilitazione, come traguardo finale, per il benessere del minore e di conseguenza dell’intera comunità civile”.
Un richiamo a non lasciarsi ingannare da facili chiavi di lettura errate, infine, dal colonnello Mirante: “In questi casi, parliamo in generale a livello nazionale, si tratta di minori di diversa estrazione sociale e nazionalità, alcuni che provengono anche da famiglie benestanti, da sarebbe un errore cercare di inquadrarli esclusivamente tra le fasce più marginali. Per questo sicurezza ed educazione devono essere le priorità, per le istituzioni ma anche per le famiglie”.

La conferenza stampa

Gli episodi di violenza in centro e a scuola.

Diversi gli episodi di violenza collegati alle indagini sfociate nell’operazione che ha smantellato baby gang a L’Aquila. Il Questore De Simone ha anche ricordato l’episodio particolarmente inquietante registrato poco più di un mese fa, quando i carabinieri, sorprendendo giovanissimi a compiere atti vandalici sono stati accerchiati da una quindicina di loro. Un episodio grave, culminato con l’arresto di due persone, nel caso specifico però maggiorenni, che avevano dato man forte ai giovanissimi che evidentemente – nel lungo periodo – non l’hanno fatta comunque franca. “Per fortuna – ha spiegato il Questore – siamo organizzati in maniera sinergica, per cui quando qualcuno è fuori in servizio di controllo, è possibile mandare colleghi a supporto. Anche l’operazione in oggetto dimostra che la capacità di fare squadra tra Polizia e Carabinieri può dare risposte importanti alla sicurezza”.

Altri episodi di violenza si sono inoltre registrati a primavera, uno dei quali sventato dall’intervento delle forze dell’ordine nella centralissima piazza Santa Maria Paganica. Ma prima che le belle giornate richiamassero alla vita in centro, risse si sono registrate nelle vicinanze delle scuole. In particolare, a Collesapone era spuntato perfino un coltello.

Numerosi gli episodi che hanno allarmato l’opinione pubblica, ma che già erano sotto la lente discreta di procura e forze dell’ordine, che naturalmente per esigenze investigative dovevano tenere riservate le attività in essere. Insomma, l’operazione contro le baby gang dimostra che a L’Aquila “lo Stato c’è”, anche se non sempre può “mostrarsi”. La risposta, anche nel breve periodo, arriva sempre, ben rappresentata dalle parole del Questore: “Nessuna demonizzazione della movida e del divertimento giovanile, ma quando si commettono reati non facciamo sconti a nessuno”.

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