Il ricordo

Piero Angela, se n’è andato il mio quinto nonno

Piero Angela, il ricordo: "Non smetterò mai di essergli grato".

Piero Angela, il ricordo: “Non smetterò mai di essergli grato”.

Il Sommo non c’è più.
Ci ho messo un po’ per elaborare che se n’è andato il mio quinto nonno. Perché Piero Angela per me è stato proprio come ognuno dei miei nonni, una persona pronta a spiegarti qualsiasi “perché” ti venisse in mente. Lo faceva con pacatezza, con la consapevolezza di stare istruendo milioni di persone che, per età o estrazione sociale, ancora non avevano scoperto i segreti del mondo.
Da bambino dicevo spesso di voler fare l’archeologo, grazie a lui. Grazie alle puntate di Quark in cui parlava dei dinosauri, condusse anche una serie di episodi appositamente dedicata ai giganti del triassico, del giurassico e del cretaceo. Collezionai le videocassette e, con l’approvazione della maestra, le feci vedere in classe ai miei compagni di scuola. Anche la mia passione per gli animali la devo a lui, ai documentari che costituivano la parte principale di ogni puntata di Quark dopo cui c’era il consueto commento con Danilo Mainardi.
Poi c’erano gli approfondimenti scientifici, psicologici, antropologici e storici con Lorenzo Pinna, Giangi Poli, Alessandro Barbero e tanti studiosi di cui non ricordo i nomi.

I miei nonni ed i miei genitori apprezzavano moltissimo i programmi di Piero Angela; anche mia sorella più piccola iniziò a vederne alcuni con me, tanto che Piero divenne una presenza fissa a casa, una volta a settimana.
Sono cresciuto senza rendermi conto di quanto il suo lavoro mi abbia influenzato. Parecchi anni dopo, ho avuto l’onore di poterlo intervistare; rimasi sorpreso dall’energia dimostrata da un uomo così avanti negli anni, notai l’incrollabile volontà di diffondere la conoscenza e smuovere gli animi. Mi unii al coro di coloro che lo indicavano come ispiratore della loro vita. Non posso certamente dirmi degno di raccogliere un briciolo del testimone lasciato dal Sommo Piero, tuttavia non posso fare a meno di riconoscergli il merito di aver contribuito a fare accendere in me la sete di conoscenza.
Non smetterò mai di essergliene grato.
Quando lo intervistai, insieme ai colleghi della stampa aquilana, disse: “Ovunque vada ricevo manifestazioni di grande affetto, questo spesso mi fa commuovere. Per me che ormai sono un vecchietto, è particolarmente emozionante vedere quanto entusiasmo manifestino i giovani ogni volta che mi incontrano”.

I vecchietti che suscitano ammirazione nei più giovani sono i nonni, o persone davvero speciali.
Grazie, Maestro.

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