Libri e cultura del territorio

Infinito Restare, sul belvedere di Molina Aterno per parlare del futuro delle aree interne dell’Appennino

Presentato a Molina Aterno Infinito Restare, il libro del giornalista Savino Monterisi: una occasione per parlare di aree interne, di scelte, di restare... o di tornare.

Presentato a Molina Aterno “Infinito Restare”, il libro del giornalista Savino Monterisi: una occasione per parlare di aree interne, di scelte, di restare… o di tornare.

Le aree interne costituiscono il 30% del territorio italiano, ci vivono 13 milioni di persone che spesso, spessissimo combattono per far rimanere i servizi essenziali o per riconquistarli: impresa dura, una volta andati via. Parliamo di scuole, trasporti, servizi postali e tutto quello che può servire per chi nelle aree interne ci vive… e non ne parla solo nei convegni.

presentazione infinito restare

La presentazione di questo volume, alla presenza del sindaco di Molina Aterno e referente dei sindaci Area interna Gran Sasso – Valle Subequana Luigi Fasciani e del coordinatore assistenza tecnica Area interna Gran Sasso – Valle Subequana Sergio Natalia, è stata l’occasione per discutere, con il Sirente sullo sfondo, di paesi, delle difficoltà e anche delle opportunità che comportano il vivere in paese, toccando inevitabilmente anche il concetto, emerso improvvisamente e in maniera impropria, di “Borghi“: una tendenza a imporre sui paesi un marchio turistico, un brand che vorrebbe appiattire, uniformare, congelare tutte le sfaccettature delle comunità delle aree interne, tutte le loro fragilità, che ne costituiscono anche la ricchezza.
La Vita vera, nei paesi, tra tradizioni e spinte per rinnovarsi, è tutt’altro che piatta: le aree dell’Appennino sono vive, sono comunità resistenti, sono esempi nei quali le istituzioni locali stanno mettendo in pratica la strategia delle aree interne, per fare in modo che la qualità della vita dei residenti dei paesi aumenti. Che quella di restare sia una scelta. Che anche quella di andare via sia una scelta, ma consapevole e non forzata.

PRESENTAZIONE LIBRO MOLINA ATERNO INFINITO RESTARE

Infinito restare è, apparentemente in maniera contraria al titolo, cronaca di… un viaggio. Il viaggio del ritorno alle proprie origini, ma continua scoperta di sé nella valorizzazione del proprio paese, delle proprie radici. “Noi abitiamo i luoghi ma anche i luoghi ci abitano”: lo stesso Savino, dopo essere stato fuori dal suo paese, notando e vivendo la “mancanza” parla del “paese che mi abitava”.

Chi ama camminare, chi ama perdersi nella natura, sfidarsi nelle ascese in montagna, amerà questo libro. Perché ci sono delle descrizioni minuziose, vive, attente, di quanto questo nostro Abruzzo interno sia ricco di vita nei suoi silenzi, nelle sue vette, nei suoi passaggi lungo fiume. Perfino nei nomi delle erbe e delle specie vegetali e animali. E c’è tanto di vissuto, non solo nelle esperienze esterne, a contatto con la natura, ma anche e soprattutto di persone, di parenti, di ricordi di vita, spaziando dalle influenze dell’antropologo calabrese Vito Teti ai racconti di Erri De Luca.

PRESENTAZIONE LIBRO MOLINA ATERNO INFINITO RESTARE

Quale futuro per le aree interne?
Non c’è una ricetta o una risposta unica. Ma abbiamo bisogno, suggerisce Savino, di una “costellazione“: un insieme di parole, esperienze e concetti che tengano conto della complessità della tematica senza sminuirla, senza voler giungere a soluzioni affrettate. Magari, con la collaborazione dei restanti – coloro che sono rimasti e non se ne sono mai andati – dei ritornanti – di chi è tornato dopo essere stato altrove – e degli arrivanti, coloro che arrivano senza esserci nati o vissuti prima. Prendendo le pluriattività tipiche dell’Appennino – tema ripreso ed evidenziato nel bell’intervento di Sergio Natalia – e riportandole alla luce: valorizzare il bosco, l’acqua, l’agricoltura che son oricchezze dell’Appennino e sui quali le comunità possono contare. “Le aree interne hanno bisogno di tecnologia e competenze” suggerisce Natalia:  “Le tecnologie stanno iniziando ad arrivare , le competenze dobbiamo fare in modo di attrarle o di non farle fuggire”, ricordando che in Abruzzo c’è la percentuale più alta di emigrazione intellettuale d’Italia.

PRESENTAZIONE LIBRO MOLINA ATERNO INFINITO RESTARE

“Non trasformare i paesi in “Borghi” bellissimi capaci solo di attrarre turismo, ma dare risposte concrete alle esigenze di chi in questi paesi resta o torna a vivere, questo è l’obiettivo primario che stiamo perseguendo con la Strategia Nazionale per le Aree Interne”, aggiunge il sindaco Fasciani. Che ironizza: “Quando si parla di un paese con pochi abitanti, li si chiama “anime”: ecco, noi ci batteremo finché non avremo la dignità di essere chiamati “abitanti” come i residenti di ogni città italiana”. L’area Gran Sasso – Valle Subequana è la più interna fra quelle interne, spiega: “8mila abitanti in 24 comuni: il comune più popoloso è Castelvecchio Subequ, che conta su circa 850 residenti. Ma da soli non si va da nessuna parte e i problemi esistenti, legati a servizi e marginalità, non si risolveranno. Per questo proponiamo la creazione di una struttura sovracomunale: una unione dei comuni montani che ci consenta di fare  rete e fornire servizi e  opportunità a tutti gli abitanti, nessuno escluso”.

Perchè è pur vero che la marginalità in sè è una ricchezza: un confine che raccoglie identità e saperi, cultura e peculiarità. Ma l’isolamento è altro, la mancanza di servizi è altro. Nessuno si salva da solo e c’è bisogno di una, più costellazioni.