La polemica

Teli neri in Piazza Duomo, Pietrangelo Buttafuoco: “L’arte ha valore, non va umiliata”

Teli neri protagonisti nei giorni dei Cantieri dell'Immaginario. Il presidente del TSA Pietrangelo Buttafuoco: "Si considera la produzione culturale come un rubinetto a disposizione di tutti. Ma l'arte ha un valore prezioso, non va trattata come una regalia".

Teli neri protagonisti nei giorni dei Cantieri dell’Immaginario. Da piazza Duomo la polemica divampa. Parola al presidente del TSA, Pietrangelo Buttafuoco, “Si tende a considerare la produzione culturale come un rubinetto a disposizione di tutti. Ma l’arte ha un valore prezioso, non va trattata come una regalia”.

Non usa mezzi termini il presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo, Pietrangelo Buttafuoco, interpellato sulla polemica che sta infiammando l’edizione 2022 dei Cantieri dell’Immaginario. Motivo di discussione, questa volta, l’installazione di teli neri a delimitare l’area del palco e del pubblico in Piazza Duomo, scelta come location per gli spettacoli in programma.
Queste le dichiarazioni che Buttafuoco ha rilasciato al Capoluogo.it“Questi teli neri servono a garantire il lavoro e la fatica degli artisti. C’è una comune scarsa considerazione per la produzione letteraria e culturale, come se fosse un rubinetto da aprire quando si vuole, a disposizione di tutti. Non si considera mai che l’intero indotto che costruisce uno spettacolo impegna fatica per farlo. Passa, invece, l’idea che la produzione artistica debba essere messa a disposizione di tutti, gratuitamente.
Ma non è così.
 La fatica deve essere sempre considerata per quello che è. Il lavoro artistico è un lavoro a tutti gli effetti e deve essere onorato e rispettato”. Parole che sembrano fare eco a quelle usate dal maestro Leonardo De Amicis, direttore artistico dell’evento dei Cantieri dell’Immaginario.

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“Forse qualcuno – continua Buttafuoco – ha l’idea dello spettacolo come ceste, farina e forca. L’arte, in realtà, ha un solo senso: essere proiettata all’edificazione, alla crescita, alla maturità di chi ha la possibilità di apprezzarla e coglierne i significati. E il modo che cancella e degrada il senso dell’arte è offrirlo come se fosse uno spettacolo circense, come se si trattasse di una regalia. È umiliante ed è, purtroppo, un tipico atteggiamento italiano”. 

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“Bisognerebbe ricordareche uno spettacolo non è solo l’attore in scena, ma è l’insieme di: costumisti, elettricisti, falegnami, ristoranti, alberghi, benzinai. È un indotto che porta beneficio alla comunità e al territorio. Ogni euro investito nella produzione culturale ne determina altri tre”. 
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