Cronaca

Siccità, i rifugi hanno sete. Il Sebastiani raziona l’acqua

La siccità e il rischio di chiusure anticipate dei rifugi di montagna o di ferree limitazioni. Il Sebastiani si organizza.

Siccità, estate difficile per i rifugi di montagna

SICCITA’ E RIFUGI – “Per garantire l’apertura del Rifugio Vincenzo Sebastiani questa settimana abbiamo provveduto a ricaricare le cisterne con 9000 litri di acqua fatta salire da valle con un grande impegno di persone, mezzi e, non ultimo, economico” – spiega Eleonora Saggioro che gestisce il rifugio di Colletto di Pezza sul Velino-Sirente.
“È la prima volta che ci troviamo costretti a farlo. Ricordiamo a tutti che noi abbiamo solo acqua piovana per il funzionamento dei servizi”.
E’ l’appello di chi si trova a fare i conti con la situazione causata dalla siccità e che si preannuncia ancora più complicata se nelle prossime settimane non arriverà pioggia.
I rifugisti chiedono quindi più accortezza e comprensione da parte delle persone che raggiungono le strutture in quota perché sembra essere “avanti di un mese”.
C’è chi ha le vasche per raccogliere l’acqua piovana, ma servono ben a poco se non piove, e c’è anche chi ha le centraline idroelettriche che si trovano ugualmente in difficoltà.
La parola d’ordine per i rifugi dell’appennino è sicuramente “meno acqua”.
Tutti cercano di resistere per senso di responsabilità e per passione perché il rifugio è un presidio sul territorio che dovrebbe rimanere aperto.
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Monte Bianco, chiude lo storico Gonnella

Emblematico è il caso del Rifugio Gonella (3071m) sul Monte Bianco che chiude ai turisti oggi, domenica 17 luglio, per l’impossibilità di captare acqua potabile sufficiente ai propri fabbisogni dal vicino nevaio che si è quasi del tutto esaurito. Ma la mancanza di acqua non è l’unico motivo, lo scioglimento accelerato del ghiacciaio Dome che sta perdendo quasi 30cm di ghiaccio al giorno ha reso impraticabili le vie di accesso allo stesso creando situazioni di potenziale pericolo per chiunque ci si avventuri. Il caso del Gonella in questo momento è il più eclatante perché colpisce un luogo molto simbolico delle montagne, ma riguarda tutti i rifugi alpini. “A rischio chiusura almeno un rifugio su quattro” -l’allarme del CAI.
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