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Siccità, verso lo stato di emergenza: intanto l'acqua si spreca in reti colabrodo - Il Capoluogo
Ambiente

Siccità, verso lo stato di emergenza: intanto l’acqua si spreca in reti colabrodo

Le Regioni chiedono lo stato di emergenza per l'allarme siccità. Curcio: "Ragioniamo sui parametri". Ma intanto si continua a sprecare acqua. In Abruzzo dispersione idrica per le reti colabrodo dal 33 al 55%.

Le Regioni chiedono lo stato di emergenza per l’allarme siccità. Curcio: “Ragioniamo sui parametri”. Ma intanto si continua a sprecare acqua. In Abruzzo dispersione idrica per le reti colabrodo dal 33 al 55%.

“Stiamo ragionando sui parametri tecnici per andare incontro alle richieste” del territorio. Le Regioni “che hanno sollecitato lo stato di emergenza. Ricordiamoci che lo stato di emergenza serve a fare delle cose. Si sta lavorando per definire quali sono le attività che seguono allo stato di emergenza che non è un’idea ma consiste in una serie di azioni che vanno fatte. Insieme alla dichiarazione vanno verificate le azioni, ci stiamo lavorando”. Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, al termine dell’incontro con la Conferenza delle Regioni sull’emergenza siccità. Non c’è dubbio che c’è una criticità importante dovuta al fatto che non piove da settimane, i fiumi sono in grossa dismissione, il cuneo salino nel Po arriva addirittura a decine di chilometri. La situazione ha una sua complessità. Le tendenze non sono positive quindi per le prossime settimane: non ci attendiamo una inversione di tendenza dal punto di vista meteorologico. Ci attendono ancora periodi di siccità”.

Insomma, il clima non aiuterà a contrastare il problema, ma il paradosso che continua a permanere negli anni è rappresentato dall’enorme dispersione idrica delle reti. In Abruzzo tre capoluoghi di provincia su quattro superano la media nazionale per quanto riguarda le perdite idriche e Chieti è addirittura maglia nera d’Italia, con il 71,7% dell’acqua immessa che si perde nella rete. Seguono Pescara, 58,9% e L’Aquila, 50,7%. L’unico comune abruzzese al di sotto della media nazionale dei comuni capoluogo e città metropolitane, che è pari al 36,2%, è Teramo, con il 28,6%. È quanto emerge dai dati, relativi al 2020, pubblicati dall’Istat. Le perdite superano i cento metri cubi al giorni per chilometro di rete a Chieti e a Pescara. Nel capoluogo adriatico, nel 2020, tra l’altro, si sono registrati 74 giorni caratterizzati da misure di razionamento dell’erogazione idrica. All’Aquila, invece, la dispersione va dai 25 ai 39 metri cubi al giorni per chilometro di rete, mentre a Teramo il dato si ferma al di sotto dei 14 metri cubi. Dall’indagine, inoltre, emerge che, nel 2021, il 30,8% delle famiglie abruzzesi non si fida a bere acqua dal rubinetto, mentre il 18% lamenta irregolarità nell’erogazione di acqua. Tra i cinque problemi ambientali più preoccupanti, rileva ancora lo studio, per il 67,5% degli abruzzesi over 14 vi sono l’effetto serra o i cambiamenti climatici e per il 41,8% l’inquinamento di fiumi e mari.

Intanto il Consiglio regionale, lo scorso maggio, ha votato all’unanimità per l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sull’acqua, fortemente voluta da Sara Marcozzi (M5S). La Commissione avrà il compito di verificare lo stato di attuazione e il rispetto della normativa nazionale di settore e di tutte le disposizioni previste dalla legge regionale n. 9 del 2011 che disciplina la materia del servizio idrico. Inoltre farà indagini sullo stato delle infrastrutture e delle reti idriche abruzzesi, comprese fognature e servizi di depurazione delle acque reflue; verifica delle iniziative di monitoraggio e informazione disponibili da parte della Regione Abruzzo attraverso l’ERSI (Ente Regionale per il Servizio Idrico Integrato dell’Abruzzo) e gli antri enti pubblici nazionali e regionali; accerterà cause dei problemi di dispersione idrica e provvedimenti di razionamento dell’erogazione dell’acqua; verificherà sulla gestione di atti e provvedimenti di ERSI e delle quattro ASSI (Assemblea dei Sindaci per il Servizio Idrico Integrato) istituite a livello provinciale; farà ricognizione di atti e provvedimenti adottati dalle società operanti all’interno dell’ATUR, in particolare sullo stato delle infrastrutture, programma degli interventi, modello gestionale e piano economico; approfondirà l’adeguatezza delle leggi regionali in materia; ricognizioni sugli interventi finanziari di Regione Abruzzo dedicati al servizio idrico.

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