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L’Aquila 1927, tempo di bilanci: certezze, analisi e ipotesi per il futuro a #nonsolocalcio

Tempo di bilanci per L'Aquila 1927 e i colori rossoblù: a #nonsolocalcio i play off, l'ipotesi ripescaggio e le certezze dalle quali ripartire. Claudia Giannone ed Eleonora Falci in studio

Tempo di bilanci per L’Aquila 1927 e i colori rossoblù: a #nonsolocalcio i play off, l’ipotesi ripescaggio e le certezze dalle quali ripartire. Claudia Giannone ed Eleonora Falci in studio

“Non è bastato il cuore” hanno titolato tanti quotidiani locali e di carta stampata, dopo la sconfitta dell’Aquila 1927 con il Chisola che ha sancito la promozione dei piemontesi in serie D a scapito proprio dei rossoblù. Ma occorre anche dire che, a volte, gli errori si pagano a carissimo prezzo: e, come ha sottolineato mister Sergio Lo Re  a pochi minuti dal triplice fischio della finale di ritorno, la partita non si è persa a Vinovo, ma nel ritorno casalingo di altri playoff, quelli con i sardi del Taloro Gavoi.
I famosi “cinque minuti di follia” che, fra espulsioni e reazioni, hanno compromesso un cammino che, fino a quel punto, era stato perfetto. “Non si è fatto il massimo nel girone di ritorno: si è fatto più del massimo” sottolinea Claudia Giannone che analizza le parole di Lo Re.

l'aquila 1927 claudia giannone ed eleonora falci a nonsolocalcio

Soprattutto per un aspetto: quello legato alla necessità, per il prossimo anno, di “uomini”.
“E’ un discorso che nasce con l’arrivo del mister. “Servono uomini, non giocatori forti”. Il Chisola, così come il Taloro Gavoi, erano squadre a portata dell’Aquila. Il problema è stato nella testa: nel Chisola i giocatori ci hanno creduto e hanno dato tutto fino alla fine. A L’Aquila la situazione è stata molto complessa in questi mesi: è giusto che i panni sporchi si lavino in casa e ce ne sono stati tanti quest’anno. Qualche giocatore, nonostante sia fuori da mese, ha chiamato la società per chiedere comunque, in caso di vittoria, il proprio premio. C’è chi non giocava domenica ma era al mare, con tanto di storie Instagram. Ci sono giocatori che si sono rifiutati di prendere parte agli allenamenti o criticavano l’allenatore di turno” prosegue Giannone. “Alcuni credono che la corona spetti loro di diritto: così non è e con l’attuale mister non è possibile. Giocatori di questo tipo hanno vita difficile e questo ha inteso dire il mister con il suo “servono uomini”. Significa che ci sono giocatori che devono tutelare l’immagine, il patrimonio dell’aquila come città e squadra, prima del risultato, onorando la maglia e il nome della città e della squadra”

Archiviati i play off, sguardo al futuro: nel futuro imminente c’è anche l’ipotesi ripescaggio in serie D. Molte squadre, in crisi, potrebbero non inscriversi e lì gli aquilani potrebbero essere interessati, formulando la domanda, seppure i criteri siano molto stringenti. Ma nel futuro c’è anche e soprattutto, la ripartenza dalle certezze: un pubblico splendido, che non ha mai fatto mancare il proprio sostegno, sopratutto nella fase finale di questa annata. La società, da sempre vicina alla città e ai tifosi. E un allenatore che ha dimostrato di saper cambiare volto ad una stagione e ad una squadra, L’Aquila 1927, in 4 mesi.

l'aquila 1927 claudia giannone ed eleonora falci a nonsolocalcio

Nonsolocalcio, con Claudia Giannone. Conduce Eleonora Falci

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