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Terremoto post elezioni, comincia la partita per le politiche - Il Capoluogo
L'analisi

Terremoto post elezioni, comincia la partita per le politiche

L'analisi di Giuseppe Sanzotta. "Nei 5Stelle è guerra, Pd tra Calenda e Letta, il centrodestra si divide a Verona, ma lo scontro sarà in Sicilia"

Post elezioni, terremoto politico: nei 5Stelle è guerra, Pd tra Calenda e Letta, il centrodestra si divide a Verona, ma lo scontro sarà in Sicilia

“Di Maio prima era inutile e dannoso, ora è solo inutile”. Le parole sono di Carlo Calenda che non vuole lasciare alcuno spazio politico al ministro degli Esteri che pure sembra lontanissimo da quello degli esordi. Di Maio è in guerra con Conte, ormai tra i due volano insulti, giura fedeltà a Draghi. Insomma con quei 5Stelle degli esordi è lontanissimo. Così nei centristi sparsi nel panoramico politico si è aperto il dibattito: se i 5Stelle cono quelli di Di Maio si può collaborare? Il no di Calenda è netto come quello di Renzi e la ragione è semplice: è la conseguenza della sfida al Pd. Deve scegliere tra i 5Stelle e l’area progressista moderata. E’ il dilemma di Letta. Come può fidarsi di Conte? L’ex premier ha avviato il rapporto con la sinistra, ma ha perso pezzi di partito. Ora cerca di recuperare scegliendo una linea di distacco dall’esecutivo a partire dalla questione degli aiuti militari all’Ucraina. Per questo si scontra con Di Maio e l’ala governista, ma inevitabilmente anche con il Pd che appare schiacciato sulle posizioni di Draghi. Nelle recenti amministrative i 5Stelle non hanno toccato palla. Hanno raccolto percentuali ridicole. Il  campo largo di Letta prevedeva l’alleanza con Conte e con i moderati.  Se sarà costretto a scegliere come deciderà?
Naturalmente tutti guardano alle politiche e non può sfuggire a Letta il fatto che l’arcipelago centrista è in evoluzione. Alle amministrative si è sparpagliato. L’area dei fuoriusciti da Forza Italia ha generalmente sostenuto i candidati di centrodestra. A Genova si è aggiunta anche Italia Viva di Renzi.  Ma alle politiche cosa accadrà? Oltre ai sondaggi, le amministrative hanno dimostrato che il centrodestra è ormai guidato da Fratelli d’Italia. E i cosiddetti moderati che faranno? Alcuni sondaggisti hanno provato a pesare  questa forza centrista ipotizzando un 10 per cento di consensi. Ma i conti vanno fatti con una frammentazione di sigle e partitini. Se dovessero riuscire a trovare una unione potrebbero avere un peso, in ordine sparso sono destinati a contare poco.
Se il centrosinistra è un cantiere aperto, con il maggior azionista, il Pd, alla affannosa ricerca di alleati, il centrodestra guarda con maggiore fiducia al futuro. La Lega perde voti e pezzi, ma  a vantaggio di Fratelli d’Italia. In teoria cambierebbe poco. In realtà non tutto fila liscio. Salvini è in difficoltà. L’ala governista del suo partito si fa sentire, come i governatori leghisti. Preoccupa l’emorragia di voti nelle roccaforti del nord. Salvini ha dato appuntamento a Pontida a settembre per rilanciare l’orgoglio del Carroccio, ma il “Capitano” è in difficoltà. La prima sfida è quella di Verona. Il mancato accordo con Tosi (ex sindaco leghista entrato in conflitto con Salvini) potrebbe favorire la vittoria del candidato del Pd, l’ex calciatore Tommasi. Sarebbe uno schiaffo. La Lega chiama in causa  Giorgia Meloni accusando quel partito di favorire di fatto la sinistra rifiutando un apparentamento con Tosi. Verona potrebbe essere solo un piccolo inciampo rispetto allo scoglio rappresentato dalle prossime regionali siciliane. Fratelli d’Italia è stata perentoria: il presidente Musumeci non si tocca, sarà ricandidato. Soprattutto Forza Italia vuole un cambiamento, la Lega ormai sembra legata a doppio filo a Forza Italia  (con l’eccezione di Verona) soprattutto per il rapporto sempre più stretto tra Salvini e Berlusconi tanto che era stata ipotizzata l’unione tra i due partiti. Una ipotesi basata forse dal tentativo di riequilibrare le forze con Fratelli d’Italia . Ipotesi per il momento archiviata: ci sono esponenti di Forza Italia  per nulla simpatizzanti di Salvini, poi c’è anche il timore di creare problemi a una coalizione che sembra a un passo dal successo.
La partita per le politiche comunque è appena iniziata. La prima tappa saranno i ballottaggi  con i riflettori puntati su Verona e Catanzaro, le città dove il centrodestra si è diviso, Poi ci sarà l’attività di governo. Salvini potrebbe passare all’offensiva a settembre. Stando attento però alla situazione interna e a Forza Italia, il principale alleato, che non vuole crisi di governo. Poi, come accade nella politica di oggi, a contare saranno i sondaggi.
A pochi mesi dal voto, sempre che qualche incidente di percorso del governo Draghi, non porti ad anticipare, molti giochi sono aperti. La fotografia della politica italiana oggi vede i centristi in cerca di un ruolo, 5Stelle in frantumi, centrosinistra da definire, centrodestra con rivalità interne, La lunga corsa è iniziata. Il centrodestra è in fuga (per usare un linguaggio ciclistico) ma il traguardo è ancora lontano.

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