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Tutti i Santi giorni, 31 maggio: Visitazione della Beata Vergine Maria - Il Capoluogo
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Tutti i Santi giorni, 31 maggio: Visitazione della Beata Vergine Maria

Per la rubrica "Tutti i Santi giorni" del 31 maggio, la Visitazione della Beata Vergine Maria e il celebre dipinto di Raffaello Sanzio realizzato per la Cappella Branconio, nella chiesa aquilana di San Silvestro.

Per la rubrica “Tutti i Santi giorni” del 31 maggio, la Visitazione della Beata Vergine Maria e il celebre dipinto di Raffaello Sanzio realizzato per la Cappella Branconio, nella chiesa aquilana di San Silvestro.

Il 31 maggio ricorre la festa liturgica della Visitazione della Beata Vergine Maria. La festività ricorda la visita che Maria fece a Elisabetta, sua cugina, subito dopo avere ricevuto l’annuncio da parte dell’arcangelo Gabriele che sarebbe diventata Madre del Messia. All’obiezione della Vergine – “non conosco uomo” – l’angelo spiegò che il concepimento sarebbe avvenuto per opera dello Spirito Santo e le indicò come prova la maternità di Elisabetta, già al sesto mese di gravidanza, sebbene fosse anziana e sterile. L’avvenimento è narrato solo nel Vangelo di Luca (Lc 1,39-56) e non ha richiami in altri passi neotestamentari. Quando Maria giunse nella casa di Zaccaria, Elisabetta sentì nel grembo muoversi Giovanni e comprese di trovarsi di fronte a colei che avrebbe generato Cristo; espresse così un cantico di lode, rivolgendosi alla giovane con l’appellativo “madre del mio Signore” (Lc 1,43) e proclamando Maria “beata” per aver creduto alle parole del Padre (Lc 1,45). La Vergine rispose con un ringraziamento a Dio attraverso il Magnificat, colmo di rimandi all’Antico Testamento. Il Vangelo di Luca prosegue dicendo che le due donne rimasero insieme per circa tre mesi, fino alla nascita di Giovanni. Non viene indicato il luogo della dimora di Elisabetta se non con la generica indicazione di “una città di Giuda” (Lc 1,39); fu la successiva tradizione cristiana che lo identificò con Ain Karem, una cittadina che all’epoca della Visitazione distava circa 8 km da Gerusalemme e che oggi ne è inglobata.

La festa della Visitazione della Beata Vergine Maria fu istituita nel 1389 con un decreto redatto da papa Urbano VI ma promulgato, dopo la sua morte, dal successore Bonifacio IX, in occasione della supplica alla Madonna per la fine del grande scisma d’Occidente. Nel 1441 il sinodo di Basilea confermò la festività. Nel calendario romano era stata fissata alla data del 2 luglio, perché celebrata dai Frati Minori francescani fin dal 1263: essendo Maria rimasta per tre mesi da Elisabetta in Giudea, tale data cadeva esattamente otto giorni dopo la nascita di Giovanni Battista, proprio come riporta l’Evangelista Luca. Secondo alcuni teologi, invece, sempre tenendo in considerazione la fonte, sarebbe stato più logico collocare la festa della Visitazione il giorno successivo a quello dell’Annunciazione (il 25 marzo), ma questo avrebbe significato inserirla nel tempo di Quaresima. La riforma del calendario liturgico ha preferito spostarla all’ultimo giorno di maggio, tra l’Annunciazione e la nascita del Battista, adattandola meglio alla narrazione evangelica.
La Visitazione rappresenta il primo riconoscimento di Cristo Salvatore nel mondo: attraverso il movimento di Giovanni nel suo grembo, Elisabetta fu la prima a sapere che il Bambino di Maria era il Messia. Nelle raffigurazioni artistiche il soggetto è descritto sia autonomamente sia inserito nei cicli della vita della Vergine. La scena dell’incontro, raffigurato il più delle volte all’aperto, prevede delle varianti: le due donne possono onorarsi con un inchino formale, salutarsi da lontano, abbracciarsi, oppure santa Elisabetta è in ginocchio davanti a Maria. Nella composizione le cugine sono sole, accompagnate dai mariti o anche da altri personaggi, spesso dalle due levatrici che assisteranno la Vergine durante il parto. Santa Elisabetta è di norma effigiata come una donna anziana, in contrasto con la giovane Maria.

visitazione

Nell’immagine di copertina, il celebre dipinto della Visitazione della Vergine Maria, opera realizzata da Raffaello Sanzio per la Cappella Branconio, nella chiesa aquilana di San Silvestro. Per approfondimenti sul quadro, si rimanda all’articolo

La Visitazione, dalla Chiesa di San Silvestro al Prado: storia di un’amicizia tra Raffaello e Giovan Battista Branconio

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