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Il professor Niko Gentile, l’ingegnere abruzzese della luce fa scuola in Svezia

Il Professor Niko Gentile, da Giulianova, illumina i cieli della Svezia. La storia di un cervello in fuga e la sua "illuminotecnica" all'attenzione dal Parlamento svedese

Il Professor Niko Gentile, da Giulianova, illumina i cieli della Svezia. La storia di un cervello in fuga.

Articolo e considerazioni a cura di Sergio Venditti.
All’ interno dell’esodo dei talenti abruzzesi nel mondo, l’ingegner Niko Gentile ha trovato l’algida Svezia per illuminare i suoi studi, nell’Università di Lund. La più antica del Paese, fondata nel 1666 dal Re Carlo XI, risulta tra le più avanzate di Europa, (in tanti Programmi come l’Erasmus Mundus o relativi al Gis), con oltre 40mila iscritti ed una colonia di studenti stranieri, inseriti in facoltà considerate tra le prime cento del mondo. “La Città” di Teramo ha riportato la sua storia esemplare di ricercatore, che lì ha trovato una prestigiosa cattedra. Il Professor Gentile ha avuto inoltre il grande onore d’illustrare tali ricerche avanzate davanti allo stesso Parlamento svedese, assurgendo alla notorietà della sua opinione pubblica.
“L’Illuminotecnica” è una disciplina unica ed affascinante, che lui stesso ha spiegato: Unisce l’ingegneria per la parte tecnica, all’architettura per la parte d’integrazione con la luce naturale, fino alla psicologia ambientale, per valutare i fenomeni percettivi e l’interazione tra utente e sistema d’ illuminazione“. Così il giovane trentasettenne giuliese, laureatosi in Ingegneria Ambientale all’Università degli Studi dell’Aquila, ha trovato quasi per caso la sua strada verso le terre nordiche, sui temi da sempre al centro dei suoi interessi, con la sostenibilità e l’economia circolare, anche prima che diventassero priorità assolute dei decisori politico-istituzionali.

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Un filone di studi altamente strategico, che in molti Paesi è stato da tempo posto nella loro agenda di priorità, rilanciato dai nuovi programmi europei, ora ancor più accelerati dalla corsa alla diversificazione e risparmio delle varie risorse energetiche, dopo l’esplosione del conflitto russo- ucraino. In tal senso l’esperienza specialistica di Gentile si è sommata alle altre maturate precedentemente, anche sul fronte della cooperazione internazionale in Mozambico. Poi il sistema universitario svedese, che investe risorse consistenti nella Ricerca e Sviluppo, ha creato molte più opportunità, con una maggiore sinergia tra pubblico e privato e con una seria programmazione. Così la decisione del Governo di Stoccolma di far costruire migliaia di nuove scuole, con tutti i requisiti di sicurezza e di ottimale sfruttamento della loro illuminazione ambientale.

La storia familiare di Niko sembra di altri tempi, con il sostegno della sua famiglia contadina, che con enormi sacrifici, anche emigrando all’estero, lo ha fatto studiare e salire su di un “ascensore sociale, ma “Made in Sveden”. Il punto di caduta diventa poi l’inserimento in un sistema produttivo italiano asfittico, che in Abruzzo da decenni è in una fase di ristagno, a partire dalla sua uscita formale dalle aree Ob1 del Mezzogiorno, nel 1996. Nella classifica degli investimenti in Ricerca e Sviluppo, applicati in tutte le fasi di innovazione di processo e di prodotto, la nostra Regione ha perso posizioni, anche con la presenza di multinazionali che però mantengono altrove i loro centri di comando e di studio. La stessa strategia di “Europa 2020” fin qui non ha colto appieno i suoi obiettivi prefissati – anche di riequilibrio – dopo la grande recessione del 2008/9, degli investimenti proprio in R&S. (Questi, in Italia restano modesti, meno della metà rispetto al 4% circa del Pil della Svezia e Finlandia). In Abruzzo si deve citare il declino stesso dei suoi distretti industriali (individuati dal Professor Carlo Carboni), ma anche dei Centri di Ricerca in agricoltura, (ex Crab di Avezzano e Cotir di Vasto) con il Parco Scientifico e Tecnologico di Chieti, indeboliti e depotenziati nei finanziamenti pubblici, ma anche nel ruolo di guida delle sue università.

Ora un segnale di speranza arriva dalla Ministra per il Sud e la Coesione Territoriale, l’Onorevole Mara Carfagna, che ha approvato nel 2022 nove progetti strategici, tra cui Il Campus del Gran Sasso Science Institute, il nuovo PS&T.d’A. ed il Parco della Transizione Ecologica e dell’Economia Circolare. Peraltro anche i lodevoli tentativi di riportare in Italia i tanti “cervelli in fuga”, dall’estero ristagnano senza una riforma del nostro sistema dell’alta formazione, che stenta a dare spazio al merito anche con i “Top Workers”, in atenei troppo appiattiti nelle sole gestioni burocratiche, talvolta opache ed ancora preda degli antichi mali del familismo e del vassallaggio. Per questo al nostro docente di punta in Svezia probabilmente non arriverà nessuna offerta di trasferimento, al di là della solita retorica stantia, tipica del paludato linguaggio italico. Intanto il Professor Niko Gentile ha allargato i suoi studi e la famiglia abruzzese – con moglie e figli – pubblicando articoli sulle migliori riviste scientifiche internazionali e anche presentando l’ultimo libro: “Illuminazione Diurna e Illuminazione sotto il Cielo Nordico”. In attesa magari di poter far luce negli scenari ancor più splendidi della nostra Terra.

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