Quantcast
Ah che bell’ o caffè: come è nata la passione di Claudio Calvisi - Il Capoluogo
Ah che bell'o caffe'

Ah che bell’ o caffè: come è nata la passione di Claudio Calvisi

Dai biscotti alle mandorle della nonna che hanno ispirato i Dolci Aveja alla passione per il caffè: Claudio Calvisi questa settimana ci porta nell’azienda di famiglia intervistato nel podcast Your Business.

Un altro appuntamento con la rubrica dedicata agli amanti del caffè: questa volta entriamo a gamba tesa nel mondo di Claudio Calvisi il nostro “guru” della torrefazione, che da 10 anni studia con passione il settore del caffè, tanto da aver creato un canale YouTube, 99 caffè, che conta quasi un milione di iscritti.

Nelle scorse settimane abbiamo scoperto con lui dove gustare un caffè a soli 30 cent, siamo stati al Sigep di Rimini, abbiamo visto quale acqua usare per la macchinetta di casa… Questa settimana Claudio Calvisi si racconta con la sua solita allegria e lo fa attraverso un podcast, “Your Business”, condotto da Simone di Nino, fondatore dell’agenzia di marketing Scoout (scoout.it), e Manuel Rosini, docente di computer grafica e poadcaster.

caffè Calvisi

“Per me – spiega Calvisi – è stata una occasione per raccontare come è nato 99 Caffè, il mio marchio che produco a L’Aquila. Ho raccontato la storia di una famiglia, quella di Dolci Aveja, la storica azienda che da oltre 40 anni produce dolci, liquori, torroni e cioccolati della tradizione abruzzese, tra cui il digestivo più potente al mondo, la genziana, ma anche la ratafia di amarene. Ovviamente non può mancare il tipico torrone aquilano, una bella varietà di biscotti alle mandorle e nocciole”.

Spinel Ciao, la macchina per un caffè perfetto

“L’azienda di famiglia è iniziata con mia nonna – ha ricordato Calvisi – Aveja è la necropoli di Fossa, una antichissima civiltà, la mia famiglia paterna viene da lì. La nostra storia nasce più di 50 anni fa. Mia nonna in paese era famosa per i suoi dolci, fatti con le mandorle e con le nocciole, di cui il territorio è ricco. A Fossa mia nonna era diventata un punto di riferimento: quando c’era un’occasione, quando un figlio si sposava, non poteva mancare nel ‘complimento’ che si offriva ai vicini e ai parenti un nostro biscottino. Mio padre è cresciuto tra questi aromi, tra il profumo della vaniglia, del burro e dello zucchero. In onore di questa grande donna ha deciso di fare di quei biscottini una produzione, con semplicità, senza stravolgere le ricette originali”. Partiti con i dolci come si è arrivati al caffè? “È stato facilissimo, noi produciamo oltre ai dolci anche i liquori, fatti ancora come una volta: genziana, ratafià, insomma dei fine pasti a cui abbinare anche i nostri biscotti. Cosa manca per un fine pasto perfetto? Il caffè! Che è stato quindi il giusto completamento”.

Andando avanti sorge una domanda spontanea: perché il caffè va bevuto senza zucchero? “Il caffè è qualcosa di personale e soggettivo, se hai bisogno mettilo, ma sappi che neutralizza gli aromi e la complessità della bevanda, per questo motivo io scelgo di non usarlo. Poi se lo si ama con lo zucchero va bene ugualmente, perché quando si cerca di rendere tutto complesso e sofisticato poi si perde l’essenza. Il mio compito è diffondere la cultura del buon caffè, non dettare regole”.

Non vogliamo darvi troppe anticipazioni: il video di questa settimana di Claudio è tutto da scoprire. Inoltre, a questo link, le indicazioni se volete assaggiare il caffè di Calvisi prodotto nella sua micro torrefazione:

leggi anche
caffè v60
Ah che bell 'o caffe'
Caffè V60, un’esperienza mistica
Claudio Calvisi caffè
Ah che bell'o caffe'
Dessert al caffè a 1.49: sarà buono davvero?
caffè Calvisi
Ah che bell'o caffe'
Caffè, perchè tutti vogliono la Faber Deluxe mini
Andrej godina, calvisi
Ah che bell 'o caffe'
Andrej Godina svela i falsi miti sul mondo del caffè
caffè calvisi
Ah che bell 'o caffe'
Ah che bell’o caffè: la storia del bar che vende il caffè a 30 cent
caffè
Ah che bell o' caffe'
Caffè, quale acqua scegliere per una resa perfetta
caffè calvisi
A che bell 'o caffe'
Ah che bell o’caffè: quale acqua scegliere per avere un caffè perfetto