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Soprintendenza, cambia la visione: “Non più freno, ma aiuto nei procedimenti”

La Soprintendente Cristina Collettini alla presentazione del progetto per il collegamento tra Terminal e Viale Rendina: “Finalmente un cambio di visione, con una Soprintendenza non più considerata ente che blocca, ma che aiuta”.

L’AQUILA – La Soprintendente Cristina Collettini alla presentazione del progetto per il collegamento tra Terminal e Viale Rendina: “Finalmente un cambio di visione, con una Soprintendenza non più considerata ente che blocca, ma che aiuta”.

“Era il mio obiettivo al mio arrivo qui e sono contenta di averlo raggiunto in poco tempo”. Così la Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di L’Aquila e Teramo, Cristina Collettini, al microfono del Capoluogo.it, nell’ambito della presentazione del progetto definitivo del collegamento meccanizzato tra il Terminal di Collemaggio e Viale Rendina, accoglie con favore il riconoscimento al lavoro svolto dalla Soprintendenza.

Collegamento Terminal Collemaggio Viale Rendina, fine lavori estate 2023

Il riferimento è alla sinergia con Comune dell’Aquila, Consiglio regionale che ha portato all’approvazione del progetto che andrà a gara entro maggio, mostrando plasticamente il cambio di paradigma nella considerazione dell’Ente: “Noi, con il nostro staff – ha sottolineato la Soprintendente Collettini – lavoriamo con grande dedizione per dare un input forte alla ricostruzione, per una ricostruzione di qualità. Finalmente sto sentendo un riconoscimento alla Soprintendenza per l’impegno vero nell’accelerare i procedimenti e dare quel contributo che deriva dalla nostra esperienza. Quindi quel cambio di visione di una Soprintendenza che non blocca, ma aiuta. Era questo il primo obiettivo, al mio arrivo qui, e sono contenta di averlo raggiunto in poco tempo. È stato possibile grazie a uno staff che mi supporta quotidianamente”.

Per quanto riguarda lo specifico del progetto di collegamento meccanizzato tra Terminal e Viale Rendina, il lavoro della Soprintendenza non è finito: “In ogni fase della realizzazione eserciteremo la nostra alta vigilanza, per un progetto che rappresenta una prova di coraggio, nel senso che stiamo anche cominciando a dare attenzione al nostro modo di fare architettura e quindi qui andiamo a inserire degli elementi che richiamano sicuramente l’antico, perché si inseriscono nel contesto senza entrare in conflitto, o peggio in competizione, ma dimostrano tutta la loro caratterizzazione e tutta la loro bellezza. La bellezza anche dell’architettura moderna”.

L’architetto Antonio Di Stefano ha poi ricordato come il progetto si inserisca nel contesto delle mura urbiche, “patrimonio architettonico della città”. “Erano stati presentati 5 progetti, ma non erano meritevoli approvazione. Poi, grazie al rapporto sinergico tra gli enti, è stata trovata la quadra con un progetto meritevole e condiviso, nel quale sono state seguite tutte le indicazioni che avevamo dato”.

cristina collettini antonio di stefano soprintendenza

Il progetto