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Eccidio di Celano, un premio per ricordare i 2 braccianti uccisi - Il Capoluogo
Cronaca

Eccidio di Celano, un premio per ricordare i 2 braccianti uccisi

Eccidio di Celano: la commemorazione e un premio nel ricordo di Antonio Berardicurti ed Agostino Paris, uccisi senza un colpevole.

“L’Eccidio di Celano – Festa del Lavoro – Premio Berardicurti-Paris” è l’evento che intende celebrare e ricordare la memoria dei due braccianti uccisi nel 1950 che che si svolgerà sabato 30 aprile 2022 dalle ore 10:30.

Il Comune di Celano, intende celebrare e ricordare la memoria dei due braccianti agricoli, Agostino Paris e Antonio Berardicurti, che persero la vita la sera del 30 aprile 1950, in Piazza IV Novembre a Celano, durante una manifestazione organizzata per rivendicare il diritto al lavoro. Entrambi lasciarono due figli molto piccoli. Per l’occasione, 62 anni dopo, l’amministrazione comunale ha organizzato un programma di commemorazione.

“Nell’attuale scenario globale, sempre più caratterizzato da divisioni e diseguaglianze, tutti siamo chiamati ad uno scatto culturale in avanti, procedendo ad una rilettura profonda e riflessiva degli eventi storici, non in chiave discriminatoria, bensì inclusiva”.
Con queste parole il Sindaco di Celano Settimio Santilli, traccia le linee guida delle celebrazioni che il Comune di Celano ha organizzato per Sabato 30 aprile a ricordo delle vittime dell’evento tristemente noto alla cronaca come “L’eccidio di Celano” avvenuto nel 1970 dove persero la vita Antonio Berardicurti ed Agostino Paris.

eccidio di celano

“Conoscere il passato è necessario per comprendere meglio il presente ed affrontare con coraggio il futuro, evitando di ripetere gli stessi errori – continua il Sindaco Santilli -. In questo contesto, si inserisce la data del 30 aprile 1950 che rappresenta uno spartiacque decisivo per la storia di Celano, della Marsica e della nostra Nazione. Non solo perché il ricordo è legato ad una drammatica vicenda, ma perché questa rappresenta, nell’immaginario collettivo, anche un monito da tramandare alle future generazioni, sempre più sensibilizzate e sensibili su un tema, quello del lavoro, che proprio in quel periodo post bellico era al centro di dibattiti e di confronti accesi. Erano gli anni della ricostruzione e della ripresa economica. Era l’epoca della nascita delle grandi aree industriali, ma anche della profonda trasformazione e riorganizzazione che stava interessando il mondo agricolo. La conca del Fucino in questo scenario occupava un posto di primo piano. I fatti accaduti la sera del 30 aprile 1950 hanno come snodo principale proprio la richiesta di lavoro. In quella data i due nostri concittadini Agostino Paris ed Antonio Berardicurti persero la vita per rivendicare proprio il diritto a lavoro. É grazie soprattutto al loro sacrificio e alle conquiste dei braccianti agricoli del Fucino che poi si ebbe la Riforma Agraria e il riscatto di tanti lavoratori di cui l’economia della civiltà contemporanea locale gode ancora oggi. La perdita della vita di Agostino Paris e Antonio Berardicurti ci deve avere insegnato che nulla ci è dovuto e nulla ci è stato regalato, ma che tutto va conquistato col sacrificio, la passione e l’abnegazione. Per non rendere dunque la ricorrenza del 30 Aprile scontata e ancora più dolorosa per chi quel giorno ha perso tutto e non ha mai più potuto, o peggio mai avuto il conforto di poter pronunciare la parola “papà”, e lasciarne al contempo la memoria storica alle giovani generazioni, abbiamo pensato di proporre una forma di ricordo dell’Eccidio di Celano, incentrata sul messaggio positivo che questo ci ha lasciato, ovvero la conquista del lavoro: un lavoro libero, dignitoso e gratificante, che può essere rappresentato dal “PREMIO BERARDICURTI-PARIS”, il giusto riconoscimento ai lavoratori che si sono distinti per particolari meriti di perizia, laboriosità e per impegno e qualità professionali nella propria vita lavorativa a sostegno dell’economia locale”.

“Lo scopo del premio che sarà portato all’attenzione del Consiglio Comunale di maggio per la istituzionalizzazione, dichiara il Presidente del Consiglio comunale avv. Silvia Morelli, è quello di gratificare chi si è distinto nel mondo del lavoro per dedizione, passione e lungimiranza e lasciarne memoria storica alle nuove generazioni. Nell’ambito della celebrazione del 72° anniversario de L’eccidio di Celano verranno assegnate medaglie e pergamene di merito ai lavoratori e alle imprese nei settori del commercio, dell’artigianato, dell’industria e dell’agricoltura, ai professionisti e ai giovani che hanno avviato nuove attività economiche nel territorio comunale”.

Eccidio di Celano: il programma della cerimonia

– Ore 10:30: Ricorrenza dell’Eccidio di Celano presso il Cimitero comunale con deposizione di una corona di fiori;

– Ore 11:00: Premio Berardicurti-Paris ai lavoratori presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale;

– Ore 12:00: Edizione del concorso “Opera settantesimo anniversario Eccidio di Celano-Riforma Agraria”: Premio agli alunni per il miglior disegno realizzato presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale;

– Ore 18:00-21:30: Musica lungo le antiche mura del Castello Piccolomini di Celano.

Eccidio di Celano: la vicenda

La sera del 30 aprile 1950, quando furono esplosi alcuni colpi di arma da fuoco contro un gruppo di braccianti del Fucino radunati in piazza IV Novembre a Celano, in provincia dell’Aquila; oltre a due morti ci furono diversi feriti. Il crimine rimase senza colpevoli.

Alle ore 13:00 del 30 aprile, si riunì nel palazzo comunale la commissione di collocamento che stabiliva i turni di lavoro per i braccianti che sarebbero stati impiegati il 2 maggio nel Fucino. Alle ore 18:00 la seduta fu tolta, perché tra il rappresentante del partito Comunista, le autorità comunali, gli esponenti della C.I.S.L. e i rappresentanti delle varie categorie sociali non fu raggiunto l’accordo. Alle ore 20:00 poiché molti tra cittadini e braccianti erano rimasti a discutere nella piazza IV Novembre, in attesa che uscissero gli elenchi dei primi chiamati al lavoro nei campi, il vice sindaco Angelo Tropea chiese al maresciallo dei Carabinieri di intervenire e questi sopraggiunse con quattro sottoposti. Senza alcun preavviso i carabinieri improvvisamente aprirono il fuoco sulla folla. I contadini inermi si gettarono a terra, cercando di evitare i colpi. Contemporaneamente, dal lato opposto della piazza, altri colpi d’arma da fuoco venivano esplosi da alcuni esponenti del M.S.I. locale e dalle guardie di Torlonia che sarebbero stati individuati dai contadini. La sparatoria si prolungò per qualche minuto.

Piazza IV Novembre fu sconvolta dagli spari e dalle urla. Il bilancio dell’agguato fu di due vittime: Agostino Paris, che si trovava in un gruppo distante non meno di settanta metri dai carabinieri e che cadde in una pozza di sangue ed Antonio Berardicurti. 

Quella sera del 30 aprile 1950, in piazza IV Novembre qualcuno sparò, per vendetta e rappresaglia contro questa conquista dell’unità dei lavoratori, così iniziò la ricostruzione a caldo dell’accaduto da parte di Luigi Pintor, giornalista de l’Unità. Il quotidiano uscì in edizione straordinaria il 2 maggio per testimoniare l’eccidio. Il 3 maggio 1950 a Celano si celebrarono solennemente i funerali dei due braccianti. La città fu invasa da migliaia di lavoratori provenienti da tutta Italia e furono proclamati scioperi in tutto il Paese. A Roma si bloccarono i trasporti e a Torino gli operai della Fiat si fermarono per quattro ore. Ad esprimere la propria solidarietà verso le famiglie dei defunti e verso il movimento dei lavoratori del Fucino, oltre ai dirigenti locali, vennero i deputati Bruno Corbi e Aldo Natoli. Una presenza significativa fu quella dell’onorevole Giuseppe Di Vittorio, allora segretario generale della CGIL, il quale pronunciò nella piazza celanese un discorso sulla dignità del lavoro e lanciò un appello per la democrazia e per la pace. Gli accusati furono prosciolti in istruttoria. I colpevoli dell’eccidio restarono ignoti

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