Camere con vista

Berlusconi torna in campo e rianima Forza Italia, tregua tra Conte e Letta

Berlusconi torna in campo e rianima Forza Italia. Tregua Conte-Letta. Il centrodestra incalza Draghi sul fisco. Nuovo appuntamento di "Camere con vista", a cura dell'editorialista Giuseppe Sanzotta

Berlusconi torna in campo e rianima Forza Italia. Tregua tra Conte e Letta. Il centrodestra incalza Draghi sul fisco

È tornato. Ringiovanito dal quasi matrimonio, c’è stata la festa ma non l’atto ufficiale, Berlusconi torna in campo.
Si riprende la sua Forza Italia, si candida a riunificatore del centrodestra in vista delle prossime elezioni.
Vorrebbe essere la guida, dettare l’agenda, stabilire i limiti e la collocazione internazionale. Il fatto è che se la Lega dopo l’exploit  del 2019 è  data ormai in forte calo, c’è invece la crescita di Giorgia Meloni, che, stando ai sondaggi, guida il più forte partito italiano. Difficile che la leader di Fratelli d’Italia si faccia imporre i temi dal Cavaliere. Del resto, con la guerra in Ucraina Giorgia Meloni non ha fatto strappi e ha saldamente schierato il suo partito sul fronte occidentale. Semmai era proprio Berlusconi che poteva vantare una consolidata amicizia con Putin.
Così, tornato alla ribalta nell’assemblea del suo partito, Berlusconi ha criticato senza incertezze il comportamento dello “Zar”, ha condannato l’invasione russa, ha confermato la scelta europeista. Ma, soprattutto, ha cercato di rilanciare la coalizione battendo su un’antica battaglia, rispolverando quel vecchio slogan sulle tasche degli italiani.
Contesta la riforma del catasto e si oppone alla prospettiva di nuove imposte.
Pur non contestando Draghi, si fa portavoce di una battaglia parlamentare. Gli avversari sono ancora a sinistra, sono quel partito delle tasse sempre vivo. Basterà questo per riportarlo al centro della scena?

silvio berlusconi

È la speranza di Forza Italia che, senza il suo leader indiscusso sembrava condannata a un inevitabile declino. Difficile dire se  i partiti maggiori della coalizione concederanno a Berlusconi questo ruolo. Non a caso Salvini ha già sbandierato il suo prossimo incontro con Draghi per discutere di tasse e di delega fiscale. Fratelli d’Italia approva questa comunanza di vedute, ma, stando all’opposizione, può giocare di rimessa e non ha bisogno di fare mediazioni. Quelle le debbono fare i partiti che sostengono il governo. Comunque il centrodestra, sia pur in previsione elettorale, cerca di presentarsi unito. La prima prova di questa unità saranno le amministrative di  giugno, una prova generale in vista delle politiche.

Ucraina, tra Draghi e Conte è guerra sull’invio delle armi

In ogni caso a sinistra si allarmano. Tra Pd e 5Stelle era calata freddezza e diffidenza dopo l’alzata di scudi di Conte, che aveva alzato il tiro su Draghi. Una posizione che non era per niente piaciuta a Letta, che aveva rinfocolato le polemiche di quanti hanno sempre visto con sospetto una alleanza con i grillini.  Così a Letta e Conte non è rimasto che incontrarsi. Nessun annuncio ufficiale, ma sembra che il chiarimento ci sia stato. Nel senso che se sarà il centrodestra a bersagliare alcune scelte del governo, non ci sarà alcuna sponda nella parte progressista. In qualche modo ci si sta preparando al confronto elettorale. Confronto che in altri tempi avremmo chiamato battaglia, ma ora, purtroppo, non lontano da noi si svolgono battaglie vere. Così meglio parlare di confronto.
Pd e 5Stelle se divisi andranno incontro a una sconfitta sicura, così non solo devono trovare un modo per stare insieme, ma dovrebbero smussare gli angoli per favorire l’alleanza con l’arcipelago di piccole forze di sinistra e di centro. La sola strada per essere competitivi. Così archiviata, per ora, la polemica sulle spese militari, raggiunto un debole compromesso sulla riforma della Giustizia, si può guardare avanti.
La guerra, la crisi energetica, l’inflazione e i timori per l’economia riducono gli spazi di dissenso.
Si può dire che la campagna elettorale per le elezioni politiche muove i primi passi. La notizia è il ritorno in campo di Berlusconi, ma con un dubbio: sarà ancora il primo attore? Oppure rischia di essere relegato a un ruolo di comparsa?
Come primo attore potrebbe ancora far convergere quelle forze centriste che lo avevano accompagnato in passato, spostando su posizioni più moderate la coalizione. Come comparsa invece rischia di mettere in libertà quelle stesse forze. Ancora una volta la partita si gioca al centro.

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