Pilloleabruzzo

Obesità e cuore: a #pilloleabruzzo il cardiochirurgo Ugo Minuti

Il cibo che diventa ossessione, necessità di riempiere dei vuoti interiori mangiando. Il cardiochirurgo Ugo Minuti a #pilloleabruzzo per parlare di obesità e rischi correlati.

Obesità, rischi cardiovascolari e i rischi legati a una cattiva alimentazione.  Ne parliamo a #pilloleabruzzo con il cardiologo e cardiochirurgo teramano Ugo Minuti, in forze presso l’ospedale Mazzini di Teramo.

Il dottor Ugo Minuti, originario di Civitella del Tronto (Teramo), dopo il Liceo, si trovò davanti a un bivio e alla fine scelse la facoltà di Medicina, frequentata all’Aquila, senza però mai abbandonare la musica, sua grande passione, che in qualche modo gli è stata di supporto, soprattutto emotivo, per cercare di diventare un buon medico. Avremo modo di parlare di questa grande passione; oggi invece con il dottor Minuti affrontiamo il problema dell’obesità, i rischi che la collegano alle principali malattie cardiovascolari e il cibo, fil rouge tra le due.

Ugo minuti

“La probabilità di sviluppare patologie del sistema cardiovascolare aumenta per ogni anno vissuto con l’obesità. Avere peso in grande eccesso per diversi anni può compromettere seriamente la salute di arterie e coronarie in età adulta, aumentando del 2-4% il rischio di aterosclerosi, infarti e ictus”, spiega il dottor Minuti.

Il legame tra obesità e malattie cardiovascolari, invece, è noto: “Ipertensione, ipercolesterolemia e trigliceridi alti sono alcuni fattori di rischio per l’infarto, frequentemente riscontrati in chi è sovrappeso”. È importante quindi intervenire da subito, fin dalla tenera età. “Bisogna arginare assolutamente l’obesità infantile. Un fenomeno sempre più dilagante. Il sovrappeso predispone a un continuo accumulo di chili che, in alta percentuale, sfocia nell’obesità con gli anni, per questo è importante intervenire tempestivamente. Un abbona dieta intesa come alimentazione equilibrata non fa bene solo al corpo”.

Malattie cardiovascolari: quando il cibo diventa ossessione

Il cibo come un compensativo, una “coccola” irrinunciabile come è stato in questi due anni caratterizzati dall’isolamento e dalle chiusure. Mangiare per riempire dei vuoti e non lo stomaco, senza pensare ai rischi collegati a una cattiva alimentazione.  “Spesso si mangia non per appagare la fame, ma qualche altro bisogno che abbiamo dentro e che sentiamo essere insoddisfatto. Dimagrire e stare in forma passa in primis dalla testa: quando non si riesce a iniziare una dieta bisogna innanzitutto fermarsi un attimo e cercare di capire perchè. In questo caso sarebbe fondamentale farsi aiutare da professionisti competenti e iniziare ancora prima di una sana alimentazione un percorso con un terapeuta”.

Come affrontare la propria relazione con il cibo? Lo scopriamo nell’intervista integrale a Ugo Minuti

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