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Mario De Nardis e Pancrazio De Lauretis Giusti fra le Nazioni: “Chi salva una vita salva il mondo intero”

L'AQUILA - Cerimonia per il conferimento dell'onorificenza di "Giusto fra le Nazioni" alla memoria di Mario De Nardis e Pancrazio De Laurentis.

L’AQUILA – Cerimonia per il conferimento dell’onorificenza di “Giusto fra le Nazioni” alla memoria di Mario De Nardis e Pancrazio De Lauretis.

Si è svolta stamani presso l’auditorium del Parco all’Aquila la cerimonia di conferimento dell’onorificenza “Giusto fra le Nazioni” alla memoria di Mario De Nardis e Pancrazio De Lauretis, organizzata dal Comune dell’Aquila in collaborazione con l’Ambasciata di Israele. Presenti all’evento, l’ambasciatore di Israele, Dror Eydar, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, la Coordinatrice nazionale per la lotta all’antisemitismo, la prof.ssa Milena Santerini, la presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello, il Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Davide Jona Falco, l’Assessore ai Rapporti Internazionali del Comune dell’Aquila, Fabrizia Aquilio, il sindaco di Navelli, Paolo Federico, e il sindaco di Carapelle Calvisio, Rosella Galasso.
“Chi salva una vita, salva il mondo intero”, citando il Talmud l’ambasciatore di Israele ha dato il senso della manifestazione che ha visto riunite varie generazioni di “salvati e salvatori”. Da un lato la discendenza di Mario De Nardis e Pancrazio De Laurentis e dall’altra quella delle famiglie ebree salvate tra L’Aquila, Navelli e Carapelle Calvisio durante le persecuzioni. “Solo 9 tra i 450 ebrei presenti a Navelli – ha tenuto a sottolineare la professoressa Santerini – non sono riusciti a salvarsi dai rastrellamenti. Questa è una terra speciale”.

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Il primo indirizzo di saluto è giunto dall’assessore Fabrizia Aquilio, che ha ringraziato i presenti e l’ambasciatore per la sua presenza, dopo quella del 2019, in occasione dei riconoscimenti per il supporto alla popolazione aquilana colpita dal terremoto. “De Nardis e De Lauretis – ha sottolineato l’assessore – hanno deciso di determinarsi verso il bene, anche a rischio della propria vita”.
A seguire l’intervento del sindaco Pierluigi Biondi, che ha dato lettura di una nota inviata alla cittadinanza aquilana dalla senatrice Liliana Segre, cittadina onoraria del capoluogo d’Abruzzo, che ha sottolineato l’importanza della cerimonia “per rendere omaggio a due illustri abruzzesi”, i cui valori di giustizia “devono essere di ispirazione tutti i giorni”. “Poche città come L’Aquila – ha poi sottolineato il primo cittadino – comprendono a fondo l’esigenza della memoria e l’esempio di persone giuste che si danno agli altri a rischio della propria vita. L’esercizio della memoria, però, non è da ‘musealizzare’, ma da vivere quotidianamente”. Inevitabile quindi un riferimento alla crisi in Ucraina: “In questo momento particolare siamo chiamati a declinare i valori della solidarietà, della fratellanza e dell’accoglienza”.
Il presidente della regione Marsilio ha poi parlato della “ferita insanabile” delle leggi razziali: “L’Italia porta una ferita indelebile sulla propria storia, una ferita profondissima, una vergogna che non potremo mai cancellare con nessuna cerimonia. La vergogna delle leggi di discriminazioni razziali che dobbiamo tenere ben presente in noi stessi per comprendere nell’oggi e nel domani, per capire cosa significa avere pregiudizio e cosa può rappresentare una lunga stagione di seminagione di odio”.

È stato poi il Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Davide Jona Falco, a portare i saluti della presidente Noemi Di Segni e a rivolgersi con un monito ai giovani: “Quello che è successo con le persecuzioni è accaduto in piena legalità, in quanto frutto di leggi dello Stato. Se capire è difficile, è doveroso comprendere che ognuno può fare una scelta”.
Nel suo intervento, l’ambasciatore russo ha invece parlato del “miracolo del coraggio”, di Mario De Nardis e Pancrazio De Lauretis. “Dico questo mentre è in corso una guerra incredibile che nessuno avrebbe mai immaginato. I nostri cuori sono spezzati”. Nelle parole dell’ambasciatore anche il richiamo a quella memoria, “in cui risiede il segno della nostra redenzione e ci ha permesso di essere qui”. Quindi l’esempio di Mario De Nardis e Pancrazio De Lauretis, che “ci aiuta a mantenere viva la fiducia nella bontà dell’uomo”.

Sono stati poi gli eredi delle famiglie salvate e di quelle dei salvatori a ricostruire le vicende storiche che hanno portato alla salvezza tanti ebrei, raccontando la storia di quel poliziotto che invece di imprigionarli li aveva aiutati a fuggire e quel sindaco che li aveva dotati di documenti falsi per sfuggire alle persecuzioni.
A conclusione della manifestazione, la consegna ufficiale dei riconoscimenti e una grande foto di gruppo, “salvati e salvatori” di diverse generazioni, insieme.

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