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A Fagnano Alto donne e bambini in fuga dalla guerra in Ucraina: come aiutarli

FAGNANO ALTO - Tutto pronto per accogliere donne e bambini in fuga dalla guerra in Ucraina. Le informazioni utili per mandare aiuti.

FAGNANO ALTO – Tutto pronto per accogliere donne e bambini in fuga dalla guerra in Ucraina. Le informazioni utili per mandare aiuti. Intanto questa mattina riunione informativa in Prefettura.

La bandiera italiana e la bandiera ucraina sventolano sul MAP di Fagnano Alto predisposto per l’accoglienza di donne e bambine in fuga dalla guerra. È il “segnale” che si stanno ultimando i preparativi per l’accoglienza. “Per eventuali donazioni – spiega il sindaco Francesco D’Amore – si utilizza il conto del comune di Fagnano Alto: Iban: IT06Q0538740770000000095674, e scrivere nella causale: “Donazione ospiti Ucraini Fagnano Alto”.
“Noi che tanto abbiamo sofferto per il terremoto e sappiamo cosa significa avere il sostegno di altre comunità – aveva spiegato il primo cittadino di Fagnano Alto  – non potevamo rimanere indifferenti a quanto sta accadendo. Quando è arrivata la richiesta di aiuto, ci siamo subito attivati”. Fagnano sarà uno dei primi Comuni ad accogliere donne e bambini in fuga dalla guerra, infatti, proprio per un “contatto diretto”, grazie a un medico del posto, di origine ucraina, che ha chiesto aiuto per i propri familiari in fuga. La risposta dell’amministrazione comunale è stata immediata e non poteva essere altro che un grande sì.
Per un’accoglienza di cuore, ma anche “di testa”, l’amministrazione comunale guidata da Francesco D’Amore si è attivata naturalmente per avviare tutte le procedure: “Il Ministero non ha ancora definito le linee guida, ma non potevamo aspettare. Così abbiamo avvisato Prefettura, carabinieri, Asl, banco alimentare, per poter comunque procedere. Una volta arrivati naturalmente scatteranno i protocolli sanitari, con le quarantene. Alcune persone si ricongiungeranno al familiare già presente, per gli altri abbiamo messo a disposizione un MAP inutilizzato che fortunatamente aveva ancora le utenze attive”.
Tutto pronto per le prime necessità, quindi, ma non basta: “Non sappiamo quanto durerà questo stato di emergenza, per cui dovremo parlare anche con le scuole”. Insomma, la comunità si prepara ad accogliere donne e bambini in fuga dalla guerra, “perché Fagnano non dimentica”. Intanto sono lo stesso sindaco ha precisato: “Cari concittadini ho avuto notizie più precise sull’età e il sesso dei bambini che sono arrivati nella nostra comunità: un bambino di 5 anni, una bambina di 5 anni, una bambina di un anno, una bambina di 7 mesi, un ragazzo di 16 anni. Tra qualche giorno arriveranno un bambino di 8 anni ed uno di 11 anni. Vi ho comunicato queste informazioni più dettagliate per facilitare la donazione di abiti per i ragazzi e per l’acquisto di pannolini, latte e altro. Il quadro più completo lo avremo domani. Grazie a tutti per la disponibilità e raccordatevi con me”.

Accoglienza cittadini in fuga dalla guerra, riunione in Prefettura.

Intanto, presieduta dal Prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, si è tenuta questa mattina in Prefettura una riunione informativa per l’esame della problematica connessa al previsto arrivo in provincia di cittadini ucraini in fuga dalle zone di guerra. All’incontro hanno partecipato il capo gabinetto della Regione Abruzzo, Massimo Verrecchia, dirigenti della Questura dell’Aquila, i Comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e i responsabili del Dipartimento Prevenzione e dell’Unità Operativa Complessa “Igiene, epidemiologia e sanità pubblica” della Asl 1 dell’Aquila, Avezzano e Sulmona. Nel corso della riunione sono stati illustrati tutti i modelli operativi da attuare per la gestione dell’accoglienza dei cittadini provenienti dall’Ucraina, in attesa della definizione normativa e delle relative circolari applicative ministeriali. Il Prefetto ha garantito la massima e totale disponibilità della Prefettura sul tema del coordinamento di tutte le operazioni e l’applicazione di quanto prevederà il decreto legge in via di pubblicazione, dando intanto contezza delle misure approvate dal Consiglio dei Ministri di ieri circa l’ampliamento dei posti di accoglienza nei C.A.S. e nella rete S.A.I. e rammentando che al momento ogni disponibilità espressa o accoglienza già attuata da parte dei sindaci della provincia rimane a gestione indipendente dei comuni di riferimento, non rientrando attualmente nella rete di accoglienza degli stessi C.A.S.. Dalla Regione è pervenuta la disponibilità, come già avvenuto con i profughi afgani, all’utilizzo temporaneo dell’Interporto di Avezzano, per il tempo necessario ad individuare soluzioni più strutturali e nell’auspicio che le condizioni meteo non peggiorino: la struttura garantirebbe altresì la possibilità di poter tenere concentrata ed unita una popolazione che ha già vissuto sofferenze e alla quale si eviterebbe in tal modo la dispersione della comunità sull’intero territorio provinciale. I dirigenti della Asl hanno evidenziato tutte le problematiche connesse sia al rispetto delle normative covid vigenti che al successivo inserimento dei cittadini nel sistema di assistenza di medicina generale, fornendo comunque la massima disponibilità al superamento di ogni eventuale problematica. I rappresentanti delle Forze dell’Ordine, infine, hanno garantito l’espletamento di tutte le operazioni di sicurezza per quanto attiene ai previsti controlli al momento dell’arrivo dei cittadini ucraini sul territorio provinciale.

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