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Mars Di Bartolomeo, il giornalista originario dell'aquilano ai vertici del Lussemburgo - Il Capoluogo
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Mars Di Bartolomeo, il giornalista originario dell’aquilano ai vertici del Lussemburgo

Mars Di Bartolomeo, il giornalista oriundo aquilano ai vertici del Lussemburgo. Dalla testata bilingue Tageblatt al consiglio comunale di Dudelange.

Mars Di Bartolomeo, il giornalista oriundo aquilano ai vertici del Lussemburgo. Dalla testata bilingue Tageblatt al consiglio comunale di Dudelange.

Il Granducato del Lussemburgo è una delle piccole nazioni europee, ma fondatrice prima del Benelux, poi della CECA e della CEE, con la presenza importante di diverse istituzioni ed agenzie dell’Unione Europea (la Corte di Giustizia, la Corte dei Conti ed ancor più la Banca Europea per gli Investimenti, la BEI). I suoi abitanti sono in maggioranza di fede cattolica, con la particolarità multiculturale della sua composita popolazione di origine straniera, proveniente dal Portogallo, dai paesi confinanti del Belgio, Francia e Germania, ma anche dal nostro Paese, specie dal dopoguerra ad oggi. Tra gli emigranti italiani quelli abruzzesi, come Ugo Di Bartolomeo, proveniente da San Demetrio Ne’ Vestini(AQ), il cui nipote Mars si è imposto come leader della comunità italiana, dalle istituzioni locali fino a quelle nazionali. Così il giovane Di Bartolomeo (classe 1952) si forma nella difficile società lussemburghese degli anni del dopoguerra, con passione e determinazione, superandone l’emarginazione delle sue minoranze, nella cittadina di Dudelange, entrando in Consiglio Comunale e divenendo dopo suo Borgomastro (erede del bellunese L.Roch). In questa realtà operaia (con il grande impianto siderurgico della multinazionale ArcelorMittal.) l’intraprendente Mars diventa redattore e poi vice direttore del giornale “TAGEBLATT” (bilingue tedesco e francese), fondato nel 1913 e legato ai sindacati di sinistra, vicini al Partito Socialista dei Lavoratori (LSAP), di governo nel Granducato, anche ora con il Premier Bettel (Pd). Questo forte radicamento territoriale, sindacale e politico, ha consentito a Di Bartolomeo, con abilità consumata, di scalare i vertici di governo (con la carica di Ministro della Salute e della Previdenza Sociale), per poi restare negli incarichi del suo Parlamento nazionale, fino a diventarne Presidente nel 2018. In tale veste ha incontrato gli stessi vertici omologhi italiani, polemizzando con le posizioni sovraniste ed euroscettiche. Un lungo “cursus honorum”, coerente e militante, con un forte legame mantenuto con la nostra comunità di emigranti, ora più integrati, fondando lo stesso “Centro di Documentazione sulla Migrazione Umana”. Un impegno apprezzato e premiato con diverse onorificenze, fin dal 1992, dalla Repubblica Italiana, come Ufficiale dell’Ordine al Merito e poi di Cavaliere di Gran Croce. In più il valore anche dei riconoscimenti di altre Nazioni come l’Olanda ed il Portogallo, non comuni per esponenti politici d’origine italiana. Quasi un richiamo sentimentale ai valori dell’internazionalismo del movimento operaio, sulla libertà, eguaglianza e solidarietà, infranti dalla Seconda Internazionale, sciolta dalle divisioni francesi e tedesche, che favorì lo scoppio della “Grande Guerra”. In conclusione una figura politica emblematica quella di Di Bartolomeo, che onora la sua stessa terra d’origine, che dovrebbe meglio rafforzare i legami (il sindaco di San Demetrio Ne’ Vestini, porta il suo stesso cognome e rappresenta un territorio ricco di preziose risorse naturalistiche, come le Grotte di Stiffe).

Va aperta una nuova stagione di relazioni i tra le comunità abruzzesi e la nostra Regione (con un ruolo più attivo dello stesso CRAM), per ridare slancio alla cooperazione culturale, economica e turistica, non solo formale e rituale. In buona sostanza proporre piani e progetti concreti, attingendo alle cospicue risorse europee e nazionali, a partire dai fondi per gli scambi universitari e professionali delle nuove generazioni, attraverso il Programma “ERASMUS PLUS”. Qui ci sono in “Centri Risorse Salto Gioventù “, con focus di supporto, sia geografici che di animazioni socio-educative, arricchiti dalla stessa cultura delle migrazioni, con i concetti di inclusione, presenti in diversi Programmi UE. Questi i progetti del futuro, vitali per le declinanti aree interne della nostra Regione, che bisogna acquisire anche attraverso “Testimonial “d’eccezione, in tutti i campi delle Istituzioni, ma anche dell’impresa e dello spettacolo, affinché si rafforzi il “brand’’ di made Abruzzo nel Mondo, ancora misconosciuto. Una rete più ampia e forte della sola immagine di “Regione Verde d’Europa “, ma che accanto ai suoi incantevoli borghi e Parchi nazionali e regionali, inserisca anche le sue risorse immateriali della cultura, come i preziosi Parchi Letterari, che vanno strutturandosi, all’interno della vitale rete nazionale, che andrebbero meglio sostenuti dalla stessa Regione Abruzzo e delle sue attive Fondazioni d’origine bancarie.