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Romanzo Quirinale, si comincia con le votazioni: manca candidato condiviso - Il Capoluogo
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Romanzo Quirinale, si comincia con le votazioni: manca candidato condiviso

Romanzo Quirinale: Berlusconi ricoverato. Si è messa in moto la macchina delle consultazioni formali e riservate per la scelta del candidato, ma la soluzione non appare a portata di mano.

Romanzo quirinale: si comincia con le votazioni per il presidente, ma non c’e’ ancora un candidato condiviso. La sorte del governo condiziona le scelte.

Le cronache parlavano di un Berlusconi irritato dopo il passo indietro tanto da evitare di partecipare alla riunione via zoom con gli altri esponenti del centrodestra. Tutto vero, ma l’assenza è stata forse determinata dal ricovero dell’ex premier all’ospedale San Raffaele per accertamenti. Notizia di cui si è saputo solo alcune ore dopo il vertice.

Comunque si è messa in moto la macchina delle consultazioni formali e riservate per la scelta del candidato. Ricerca che con il Cavaliere in campo era stata fortemente condizionata. Così si è ripartiti, ma la soluzione non appare a portata di mano. Così la prima votazione prevista per lunedì pomeriggio si risolverà in un nulla di fatto. Pd e 5Stelle potrebbero sostenere Riccardi, ex ministro e fondatore della comunità di Sant’Egidio. Se metteranno nell’urna il suo nome sarà solo per una testimonianza, non per farlo eleggere.

Nessun candidato di bandiera ha la possibilità di salire al Colle. Lo ha detto con chiarezza Renzi, che pur elogiando l’ex ministro, ha avvertito che non avrà alcuna possibilità. Il gioco politico appare ormai scoperto. Se arriva una proposta dalla sinistra è la destra che la boccia, e se è la destra a proporre è la sinistra a bocciare. Così i nomi veri, restano nascosti. Salvini dice di avere una rosa di personalità da proporre, ma quella lista uscirà fuori soltanto se ci sarà un tavolo con tutti i leader politici. Probabilmente i prossimi due giorni saranno dedicati a preparare questa consultazione generale.

A complicare le cose c’è la questione del governo. Gran parte dei deputati e senatori vorrebbero garanzie sul futuro della legislatura. Vorrebbero la garanzia che o questo governo o uno nuovo possano proseguire nell’anno che manca alla scadenza naturale. E’ il vero ostacolo per il voto a Draghi. Il timore è che via lui, nessun sostituto potrebbe tenere unita la coalizione. Lui è sempre un nome che potrebbe mettere d’accordo tutti, ma allora la trattativa dovrebbe riguardare il successore. E le cose si complicano senza contare che Fratelli d’Italia non avrebbe alcuna intenzione di aggregarsi all’attuale maggioranza diversificandosi così dagli alleati della coalizione. Si torna a parlare di Casini, un passato nel centrodestra, nel 2018 eletto con i voti del Pd, lunga esperienza parlamentare, è stato presidente della Camera. Un nome che potrebbe, in teoria, non avere controindicazioni politiche.

Ma chi farà il suo nome? E’ nella rosa di Salvini? Forse potrebbe tirarlo fuori al momento opportuno Renzi assumendosi il ruolo di pacificatore tra le coalizioni. Poi resterà da vedere si i 5Stelle, in riunione continua, avranno voglia di sostenere un ex democristiano cresciuto politicamente nella prima Repubblica.

La novità rispetto ai giorni passati è che si comincia a votare. Nelle prime tre votazioni, cioè lunedì, martedì e mercoledì, serviranno i due terzi degli aventi diritto per eleggere il presidente. Facile prevedere che nessuno proverà a forzare la mano. Da giovedì basteranno per eleggere il presidente 505 voti su 1009 aventi diritto, così la partita si farà diversa.

E’ pensabile che da mercoledì si potrebbero avere le prime indicazioni. Prima di giovedì in realtà si faranno prove per verificare la compattezza dei gruppi con candidati di bandiera. Si potrà già avere una idea di quanti saranno i franchi tiratori, cioè quelli che, grazie al voto segreto, non voteranno per il nome indicato dal proprio partito. D verificare le nuove procedure di voto determinate dal covid che porteranno ad allungare i tempi. Ci saranno i grandi elettori in quarantena che potranno votare nei box allestiti nel parcheggio di Montecitorio, ma dovranno arrivare con mezzi propri, cioè in auto.

Per il resto tutto come sempre in attesa della fumata bianca.

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