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2017 - 2022

Sisma Alto Aterno, cinque anni dopo: fra scosse, ricostruzione e pandemia

Alto Aterno, quinto anniversario del terremoto. La ricostruzione finalmente è partita ma è impossibile dimenticare quelle ore. Il racconto di Nando Giammarini. 

Alto Aterno, il quinto anniversario del terremoto del 18 gennaio cade, ancora una volta, in piena pandemia.

Domani il quinto anniversario del terremoto dell’Alto Aterno che lo scorso 18 gennaio del 2017 arrecò gravissimi danni a tanti comuni e centri storici dell’Alta Valle dell’Aterno, già duramente provati dai terremoti dell’Aquila del 2009, da quello della vicina Amatrice del 2016 e dalla forte scossa del 1 novembre seminando paura e terrore.

Il 18 gennaio 2017 avvenne la sequenza di quattro forti scosse di magnitudo superiore a 5  ed epicentri localizzati tra i comuni aquilani di Montereale, Capitignano e Cagnano Amiterno. La notte precedente c’era stata una grande nevicata che in alcune Frazioni, quelle più alte del Comune di Montereale ( Verrico, Castiglione S. Vittoria , Cabbia ed il comune di Campotosto) aveva raggiunto i due metri.

Qui un uomo di 60 anni fu travolto da una slavina che si era staccata colpendo le case e non ebbe possibilità di scampo , nonostante l’intervento immediato dei soccorritori.

Nel comprensorio dell’Alto Aterno- dove per un gioco del destino non ci fu fortunatamente nessuna vittima tranne il poveretto travolto dalla valanga – ad aver subìto maggiori danni alle case è stato certamente il Comune di Campotosto che ha visto il suo centro storico praticamente azzerato.

I suoi cittadini non si sono mai arresi ed ora dopo tante rimostranze contro una burocrazia, avvilente e distruttiva, che paralizza tutto sono state finalmente rimosse le macerie.

Al contempo il Commissario Legnini, cui va tutto il nostro apprezzamento e la stima , di concerto con i dirigenti degli gli uffici speciali di Teramo e Fossa sta accellerando i tempi la ricostruzione.

Analoga situazione di pericolo e sofferenza stavano sopportando tanti animali rimasti al gelo o nelle stalle fatiscenti senza cibo e con pericolo costante di crollo.

In quei giorni terribili, che dovrebbero essere cancellati dal calendario, non fu solo il terribile terremoto a sconvolgere l’Abruzzo interno, ma anche la valanga che spazzò via l’hotel di Rigopiano causando 29 vittime.

E’ impossibile dimenticare lo scenario da incubo che si presentò agli occhi degli abitanti del Centro Italia all’alba del 18 gennaio 2017 e, in particolare, alle genti dell’Alta Valle dell’Aterno, Cagnano Amiterno, Barete, Montereale, Capitignano e Campotosto.

Terremoto Campotosto 18 gennaio 2017

Sebbene la gente di montagna sia abituata a delle nevicate notturne, quella volta la coltre bianca era davvero tanta, attestandosi sui 2 mt. Il Sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi, da me immediatamente contattato alle sette del mattino, poiché mia madre anziana era al paese, quando il peggio doveva ancora arrivare , mi disse che era prontamente intervenuto chiedendo l’intervento dell’Esercito e che anche lui era bloccato in casa. Intanto già erano in azione gli spazzaneve comunali che non riuscivano a far fronte al difficoltoso contesto.

Una vera e propria calamità naturale. La situazione in Alto Aterno apparve subito drammatica.

L’emergenza neve e maltempo già grave di per se’, con paesi e Frazioni ancora in estrema difficoltà, fu sovrastata nella giornata del 18 gennaio da scosse di terremoto tutte superiori al 5 grado nella scala Richter con epicentro proprio nell’Alta Valle dell’Aterno.

A partire dalle 10.26: una miscela esplosiva. La gente era terrorizzata non tanto dal terremoto quanto dal fatto che le scosse si ripetevano in continuazione e non si riusciva ad uscire di casa poiché davanti  all’uscio c’era un muro di neve per cui non si apriva neanche la porta.

Io stesso sudai sette camicie per riuscire a praticare un foro nella neve e raggiungere mia madre che, in preda al panico, blaterava frasi senza senso. Fortunatamente intervenne un mio amico, che non ringrazierò mai abbastanza per il servizio reso , con un trattore cingolato e dopo ore di lavoro riuscì a aprire la strada.

La situazione comunque permaneva di estrema gravità tanto che il Sindaco Giorgi convocò una riunione in comune cui parteciparono tutti i Sindaci dell’Alta Valle dell’Ateneo, gli assessori ed i consiglieri dei 6 comuni, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci , il rappresentante del Prefetto e la senatrice Stefania Pezzopane. Unanime la richiesta di provvedimenti straordinari per poter fronteggiare la drammatica situazione e la convocazione, in Prefettura, di una riunione operativa con la partecipazione dell’allora Presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.

terremoto capitignano

All’unisono chiesero strumenti operativi straordinari per fronteggiare la difficile situazione. La gente era allo stremo anche perchè oltre alle case, alle scuole ed alle sedi comunali era stata fortemente danneggiata la Rsa di Montereale, motore economico del territorio, per cui si rese necessario il trasferimento dei pazienti, alcuni dei quali allettati. Ciò fu possibile grazie al tempestivo intervento della Protezione Civile delle tante associazioni di volontariato e delle forze dell’ordine che si prodigarono, con umanità e spirito di servizio, in uno sforzo sovrumano.

A distanza di 5 anni tutti ricordano le difficoltà che, purtroppo, ancora vive il territorio, unite alla caparbietà dei cittadini che continuano a mantenere vivo il tessuto sociale ed economico, nonostante i problemi relativi alla ricostruzione che per troppo tempo è rimasta al palo.

Ora con l’avvento del commissario Legnini la svolta: ha dato una grande spinta, favorendo uno snellimento delle pratiche molto forte in questi ultimi mesi.

L’ufficio per la ricostruzione ha rilasciato provvedimenti in tempi quasi record favorendo anche la situazione del primo cratere, quello del 2009 .

Alto Aterno: sisma, ricostruzione e pandemia

Tra sisma e ricostruzione si è inserita la maledetta pandemia che certamente non aiuta ne la ricostruzione ne la ripresa del tessuto socio-economico. L’estate scorsa con il numero dei contagi in netta diminuzione in Alto Aterno c’è stato un pienone del turismo di ritorno arrivato a godersi il meritato riposo. Ciò nonostante le grandi attrattive a livello culturale siano pressochè scomparse in ottemperanza al rispetto delle normative Anti Covid.

Ci auguriamo che tutti i nostri paesi ritrovino, quanto prima, il loro originale splendore e nelle Comunità torni quel clima di coesione e solidarietà in cui hanno sempre trovata soluzione i problemi di tutti.

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