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Museo della Perdonanza, confronto con la Soprintendenza per eliminare le barriere architettoniche

Museo della Perdonanza, sul tavolo lo studio di fattibilità: dialogo con la Soprintendenza per l'adeguamento del palazzo storico di via Sassa.

L’AQUILA – Prosegue l’iter per la realizzazione del Museo della Perdonanza. Sul tavolo lo studio di fattibilità con il dialogo con la Soprintendenza per il superamento delle barriere architettoniche nel palazzo storico di via Sassa.

Sorgerà in un palazzo storico, quindi vincolato, di via Sassa il Museo della Perdonanza celestiniana, patrimonio immateriale dell’Unesco dal 2019. Nelle sei sale disponibili, il museo potrà ospitare alcuni dei costumi storici, altri simboli dell’evento e, attraverso video e immagini, saranno illustrati ai visitatori i momenti più solenni della Perdonanza, quali l’apertura e la chiusura della Porta Santa della basilica di Santa Maria di Collemaggio, il Corteo storico, nonché momenti relativi ai concerti, agli spettacoli in generale, agli eventi culturali e così via.

Una sala sarà dedicata agli incontri, in particolare con le scolaresche. “Il museo – hanno sottolineato il sindaco Pierluigi Biondi e l’assessore Fabrizia Aquilio – aumenterà la vocazione culturale e turistica della città, essendo di carattere permanente e permettendo dunque in qualsiasi periodo dell’anno di poter avere un approccio con l’essenza del perdono voluto dal Papa Santo Celestino V nel 1294, con quella Bolla che ha istituito il primo Giubileo della storia. Non va trascurato l’aspetto della valorizzazione del patrimonio comunale, che, anche grazie a questa operazione, segna un’altra tappa importante, essendo uno dei cardini del programma di mandato”.

L’Aquila, nasce il Museo della Perdonanza: sorgerà in via Sassa

Al momento si sta sviluppando il progetto di fattibilità, affidato dal Comune dell’Aquila all’architetto Giuseppe Cimmino, che spiega al Capoluogo.it: “Attraverso il dialogo con la Soprintendenza stiamo affrontando la premessa dell’accessibilità, con il superamento delle barriere architettoniche attraverso l’adeguamento di uno spazio vincolato“, com’è il palazzo storico di via Sassa. Stretto riserbo sui contenuti, anche se difficilmente la Bolla – che necessita di particolare microclima e protezione adeguata – potrà lasciare stabilmente il caveau della Banca d’Italia per far parte del Museo, che dovrà mantenere un certo equilibrio tra “pezzi” fisici e contenuti multimediali, in un percorso culturale di uno dei più grandi avvenimenti religiosi che hanno visto L’Aquila al centro della “rivoluzione spirituale” di Celestino V. Il tutto, con le implicazioni storico, artistiche, sociologiche, spirituali e culturali in genere che hanno fatto della Perdonanza Patrimonio immateriale dell’Umanità.

“Il progetto del Museo – spiega a IlCapoluogo.it Massimo Alesii, responsabile del Settore Unesco del Comitato Perdonanza – è coerente con l’iscrizione nella lista Unesco per un motivo specifico: lo spirito della stessa iscrizione, infatti, è legato al concetto di trasferimento generazionale. In questo senso, il Museo rappresenta una grande occasione di utilizzo didattico, oltre che turistico, un punto di riferimento per tanti studenti e per i figli degli aquilani. Dal nostro punto di vista, quindi, rientra perfettamente nello schema Unesco”.

Grazie al Museo della Perdonanza, quindi, finalmente il tradizionale momento di festa “esce” dai soli due giorni del Corteo e delle celebrazioni più note per inserirsi in un contesto più ampio che renda giustizia di tutte le peculiarità dell’evento: “Il riconoscimento Unesco contiene anche tutto il percorso da Sulmona a L’Aquila della Fiaccola, che sottintende la rievocazione del tragitto di Celestino; in questo senso finalmente ci sarà un luogo che conterrà tutto questo percorso che storicamente ha un senso preciso ed è importante che la comunità lo comprenda, un senso che il Movimento Celestiniano seppe riconoscere ancor prima della Perdonanza contemporanea. Si tratta di un elemento fondamentale per il riconoscimento, proprio perché sottolinea il concetto fondamentale della partecipazione della comunità. È tempo per L’Aquila di una scelta definitiva sul valore enorme del messaggio della Perdonanza, con le peculiarità storiche e culturali connesse. L’Unesco ci dice che riconosce a L’Aquila un patrimonio etico che supera i nostri confini, sottolineando la pratica di pacificazione di comunità promossa da Celestino V come esempio a cui far riferimento a livello internazionale”.

“In futuro sarebbe auspicabile collocare il Museo nell’ex monastero di Santa Maria di Collemaggio, cosa che evidentemente ora non è possibile per le vicende legate al terremoto, ma è importante che si sia un luogo dove si possa fare informazione e didattica su una tradizione importante come La Perdonanza”.

Con il museo la Perdonanza cambia pelle