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Cultura

L’on. Elio Di Rupo, la vecchia e nuova emigrazione abruzzese in Belgio

Gli "Abrussels", la vecchia e nuova migrazione abruzzese in Belgio. La figura dell'onorevole Elio Di Rupo nell'articolo di Sergio Venditti.

Nella lunga storia dell’emigrazione abruzzese in Belgio, non si può non ricordare la tragedia di Marcinelle, l’8 agosto 1956, in cui morirono ben 262 minatori, di cui 136 italiani e di questi 60 abruzzesi.

Una triste ricorrenza, ma che va rivissuta ogni anno, per non dimenticare i nostri caduti sul lavoro e come monito per le nuove generazioni. Per questo la figura politica, che resta sempre centrale nel Belgio è quella dell’on. Elio Di Rupo, rimasto orfano del padre minatore, originario di San Valentino, in provincia di Pescara.

Un’infanzia difficile, ma con una laurea in chimica, che lo lancia nella sua Vallonia, con un lungo “cursus onorem” di incarichi amministrativi, fino a sindaco di Mons e svariati ruoli ministeriali, fino alla carica di Premier, tra il 2011 e 2014.

Questo in una fase drammatica del suo Paese, con le divisioni storiche tra le ricche Fiandre al nord (di lingua fiamminga) e la Vallonia al sud, più povera, (di lingua francese).

Al centro la Regione della capitale Bruxelles, sede anche delle Istituzioni Europee. In quella fase di pericoloso stallo politico, che rischiava di dividere il Belgio, il Premier Di Rupo riuscì a costituire un governo di unità nazionale, che riaprì il dialogo tra tutti i partiti, rilanciando la sua stessa economia.

Un ruolo istituzionale al vertice, che si accompagnava però con il mantenimento del ruolo di guida del Partito Socialista, fin dal 1999.

Una grande esperienza politico-istituzionale, che si è alternata ai vari livelli locali, nazionali e di euro parlamentare, sempre con acume e intransigenza, fino a diventare il primo Primo Ministro non di origine belga ed apertamente dichiaratosi omosessuale, in tutta l’Unione Europea. Un italo-belga, che rappresenta i circa 300mila nostri connazionali, solo il 2,5 per cento della popolazione.

La federazione degli abruzzesi è sempre attivissima nel Paese, specie la sua prima generazione dei nostri migranti, arrivata con il famoso accordo sul carbone del 1946, che doveva restare temporanea, ma che poi è divenuta stabile, con l’integrazione progressiva dei propri figli nella “diseguale” società belga.

Negli ultimi decenni è però stata caratterizzata anche da una nuova emigrazione dei giovani laureati e specializzati, alla ricerca di spazi nelle Istituzioni Europee, ma non solo.

Cosi gli stessi abruzzesi sono arrivati a Bruxelles alla ricerca di un futuro migliore, come Claudio Vernarelli, manager nel settore moda, Presidente dell’Associazione degli “Abrussels “.

In una recente intervista al giornale “l’Avenir” egli ha parlato della nostra emigrazione più recente dei giovani “cervelli”, rispetto a quella storica delle braccia, dei loro padri. Essa è fatta di manager, tecnici e funzionari, con più lauree e master, plurilingue, inseriti non solo negli uffici della Commissione Europea, ma anche in imprese ed aziende multinazionali. Da qui l’ascesa di alti dirigenti della Commissione Europea, come il giurista Roberto Ranalli, ma anche la Dott.ssa Livia Spera, eletta S.G. del grande Sindacato Europeo dei Trasporti (E.T.F.) con oltre 5 milioni di lavoratori, entrambi originari della Marsica.

Per questo il Belgio resta un laboratorio unico per valutare l’evoluzione delle stesse politiche migratorie, in una società multietnica, che oltre alle tensioni storiche, geografiche e linguistiche, ha ora il concreto rischio di radicalizzazione islamica di sue componenti, retaggio del suo passato coloniale: al centro della capitale Bruxelles, cuore stesso dell’Europa Comunitaria. La sfida primaria è questa ed è ancora aperta, alla ricerca di un delicato e complesso equilibrio tra tutti questi fattori divaricanti e il necessario dialogo e l’integrazione avanzata per iniziare a costruire, da qui, la nuova Europa dei popoli oltre quella delle regioni e degli Stati.

Un rapporto storico tra lo stesso Belgio e l’Abruzzo fin dai primi anni ‘50 con i grandi scavi archeologici promossi ad Alba Fucens dall’ Academia Belgica ed ora anche dal gemellaggio tra i due comuni di Anversa, con lo scambio dei propri studenti sostenuti qui dal Parco Letterario “G. D’Annunzio”. Uno scambio culturale e turistico, che la stessa Regione Abruzzo, con il suo C.R.A.M. dovrebbero meglio sostenere, come esempio di progetti di eccellenza.

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