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Parco Sirente Velino, i primi 100 giorni: le strategie per valorizzare il territorio

Parco Sirente Velino: le strategie, le attività, i progetti messi in campo dall'ente nei primi 4 mesi della nuova governance per valorizzare il territorio.

Parco Sirente Velino, presentate questa mattina a Palazzo Silone le attività messe in campo dall’ente nei primi 4 mesi di attività dopo l’elezione della nuova governance del Parco..

Erano presenti il presidente del Parco Sirente Velino, Francesco D’Amore, il vice presidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente, il direttore dell’ente Parco, Igino Chiuchiarelli e Mario Cercarelli, il nuovo Presidente della Comunità del Parco regionale Sirente Velino.

La diretta del Capoluogo

“Abbiamo raccolto le richieste del territorio, seguendo il desiderio della comunità che gravita intorno al Parco Sirente velino e che voleva una governance identitaria – ha detto Imprudente -. Un momento vero per la crescita di questo territorio. Il comitato consultivo si è avviato, in attesa delle associazioni ambientalistiche per creare un elemento di supporto reale. In questi mesi si sono fatte nelle riunioni di cda delle scelte su cui il terroso per anni ha rivendicato la necessità di fare azioni”.

parco sirente velino

Prima fra tutti la redazione del nuovo piano del Parco Sirente Velino, “strategico per la realtà della comunità, seguendo la necessità di conservare questo patrimonio, valorizzando tutta l’area protetta per poter costruirci quello che può essere una capacità di attrarre avendo opportunità di crescere”.

Poi c’è la Carta europea per il turismo sostenibile, “che lo mette al centro di possibilità di attrarre turisti, opportunità di sciupo e di investimenti sempre nel rispetto e nella conservazione che non ha eguali”, ha continuato Imprudente.

Comunità del Parco Sirente Velino, Mario Cercarelli nuovo Presidente

La CETS, la Carta Europea del Turismo Sostenibile, è un metodo di governance partecipata per promuovere il turismo sostenibile e strutturare le attività delle aree protette in ambito turistico e per favorire, attraverso una maggiore integrazione e collaborazione con tutti i soggetti interessati, compresi gli operatori turistici locali, l’elaborazione di un’offerta di turismo compatibile con le esigenze di tutela della biodiversità nelle Aree protette.

parco sirente velino

La CETS viene assegnata da Europarc Federation. In Italia, la metodologia CETS è promossa da Federparchi che cerca di coinvolgere gli Enti gestori nell’acquisizione, nel monitoraggio e nel mantenimento di questo prestigioso riconoscimento.

“Si sta lavorando per finanziare il recupero dei rifugi, si sta trasformando la sede in una sorta di centro visita, con i soldi messi a disposizione dal governo regionale. Tante sono e saranno le attività che verranno messe in campo, tra cui la messa in sicurezza delle strade”, ha concluso Imprudente.

“Avevamo fame di tempo dopo 6 anni di commissariamento. Ora dobbiamo puntare a degli obiettivi, le aspettative erano e solo tante, sia dal territorio che dagli organi regionali. Abbiamo messo subito in azione il piano del parco, dei macoli e anti incendio le prime 3 priorità assolute”, ha dichiarato il presidente dell’Ente Parco Sirente Velino, Francesco D’amore.

“Oltre tutte queste iniziative abbiamo puntato anche sulla sentieristica che era la nostra vera infrastruttura, con le nostre risorse su quasi 500 km di sentieri, ne abbiamo affidati circa 300 al Cat per la manutenzione ordinaria, la stessa cosa è stata fatta con la Federazione ciclisti italiani, seguendo sempre la necessità di mettere in sicurezza il territorio”.

Parco Sirente Velino e Federazione Ciclistica Italiana, insieme per il territorio

Si sta lavorando inoltre sul regolamento di fruizione, “Per tutelare l’ambiente dati che d’estate siamo assaliti da turisti e non sono tutti educati e rispettosi in questo modo regoleremo il flusso e la frequentazione delle nostre montagne”.

 

“Il Parco non aveva identità: non basta fare un perimetro per sentirsi coinvolti in un Ente che impone regolamentazione e divieti come base per la tutela di habitat e specie. Su questo filone stiamo portando avanti le attività in un’ottica di apertura e condivisone con il territorio: l’unità che c’è all’interno dell’ente è davvero esemplare e ci ha permesso di arrivare a deliberare importanti iniziative riguardo piani territoriali”, ha spiegato Chiuchiarelli.