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La Commissione Pari Opportunità oltre le difficoltà, missione parità di genere

Luci accese sulla Commissione per le Pari Opportunità, non tutti la conoscono e ne conoscono l'attività. Alla scoperta dell'organismo che lotta per la parità di genere: ma serve sostegno

Pari Opportunità, cioè stesse possibilità, uguali diritti per tutti. Nessuno escluso.

Le luci sulla Commissione per le Pari Opportunità non possono non accendersi soprattutto all’indomani della Giornata nazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Una battaglia per la quale “c’è ancora bisogno di fare tantissima strada”, ci spiega la Presidente Maria Franca D’Agostino.

Dallo stupro di guerra all’Afghanistan, le donne e il viaggio infinito verso la parità di genere

Bisogna ripartire dalle scuole, dalla sensibilizzazione e dalla formazione dei ragazzi: perché ci portiamo dietro una cultura patriarcale, in cui a comandare era il capofamiglia. Basta vedere anche i vecchi codici: chi uccideva sua moglie andava incontro ad una pena minima, si trattava di Delitto d’Onore, considerato reato contro la morale e non contro la persona. Ecco perché, pur essendo oggi nel 2021 ed essendoci lasciati alle spalle vecchie legislazioni, c’è ancora molto lavoro da fare. È una missione culturale: educhiamo le generazioni del domani”. 

E la Commissione per le Pari Opportunità potrebbe essere protagonista in primo piano del cambiamento societario, ma le risorse economiche su cui può contare sono limitate.

La Commissione ha un ruolo consultivo ed è preposta ad esprimere pareri e valutazioni sulla misura equa dei provvedimenti e delle politiche regionali di competenza. In sostanza, lavora soprattutto ‘dietro le quinte’. Poche iniziative pubbliche – quali convegni o eventi – potendo contare su risorse limitate, ma d’altro canto porta avanti un’attività continuativa incentrata principalmente sull’aspetto legislativo. “Ad esempio, si sta lavorando ad una nuova legge sui centri antiviolenza, ci stiamo adoperando per fornire pareri sulle leggi che vengono proposte al Consiglio regionale, chiediamo gli atti per un esame attento dei provvedimenti da assumere, interveniamo con pareri nei casi in cui si riscontri una mancanza di figure femminili nelle giunte. Quindi, nonostante l’impossibilità di lavorare all’organizzazione di progetti concreti, siamo riuscite comunque ad indirizzarci a 360 gradi sulle questioni giuridiche, mettendo la nostra esperienza e le nostre capacità a disposizione del Consiglio regionale”. 

Commissione Pari Opportunità, uno strumento di dignità

L’attenzione politica di cui godono questi organismi sembra, allora, in parte carente. La lacuna, però, è di lunga data e si riscontra a livello nazionale. Non è casuale, infatti, che non tutte le Regioni italiane abbiano una loro Commissione per le Pari Opportunità. “Ieri – continua Maria Franca D’Agostino – in un intervento al Ministero, mi sono concentrata nell’illustrazione delle competenze delle Commissioni per le pari Opportunità. Lazio, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria non hanno una loro Commissione e in Valle D’Aosta l’organo non è stato ricostituito. Spesso il problema è legato proprio all’impegno che una donna deve assumersi per farne parte, a volte proibitivo e incompatibile con gli impegni lavorativi delle sue componenti”.

Affinché, quindi, la Commissione per le Pari Opportunità possa svolgere appieno un’attività sempre più efficace servirebbero più attenzione e maggiori risorse, che proprio la politica avrà la sfida di individuare.