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Cervo investito e ucciso sull’A25

Incidente sull'A25, cervo investito e ucciso tra Popoli e Sulmona. 

Incidente sull’A25, cervo investito e ucciso tra Popoli e Sulmona.

Ancora un cervo investito, il quarto nel giro di pochi mesi, sull’autostrada A25, tra Popoli e Sulmona. L’ennesimo animale selvatico che perde la vita mentre cerca di spostarsi in quello che dovrebbe essere il suo habitat e che l’uomo ha invaso senza garantire la tutela di chi c’era prima di lui.

Orso bruno marsicano investito e ucciso sull’A25

Solo un mese fa, anche un giovane orso, di 3-4 anni, era stato investito e ucciso sulla stessa autostrada tra Avezzano e Celano. E in primavera erano stati avvistati l’ormai famosa orsa Amarena e i suoi cuccioli passeggiare sulla carreggiata della stessa rete stradale, senza fortunatamente essere vittime di alcun tipo di incidente.

L’orsa Amarena e i suoi cuccioli a spasso per l’autostrada

“Ho scritto una lettera alla società Strada dei Parchi, gestore delle autostrade A24 e A25, sottolineando le criticità evidenziate da tutti questi attraversamenti”, fa sapere Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Se gli eventi hanno questa frequenza è ovvio che le reti che dovrebbero proteggere la sede stradale e impedire l’attraversamento dei selvatici non sono adeguate e sufficienti al loro scopo. In alcuni casi sono danneggiate o manomesse e non vengono ripristinate, evidentemente, con la dovuta tempestività.”

Dallo scorso luglio, la società ha annunciato un intervento in collaborazione con il PNALM (Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise) per l’installazione di 87km di recinzioni specificamente progettate per impedire ai selvatici di accedere alla rete stradale. Ad oggi, però, dopo ben 4 mesi l’intervento ha riguardato soltanto 4km di strada. Di questo passo, saranno necessari oltre 7 anni per completare il lavoro e nel frattempo gli animali continueranno ad attraversare l’autostrada, rischiando la vita e rappresentando un pericolo per gli automobilisti”, continua Rosati.

A24 e A25, una nuova barriera di sicurezza a tutela della fauna

“Ho quindi sollecitato la società a procedere con maggiore velocità, nell’implementazione di queste nuove misure di protezione e nella riparazione di quelle reti che ad oggi risultano danneggiate o insufficienti a garantire la sicurezza della fauna selvatica e degli utenti della rete stradale. A volte, molto spesso, sembriamo dimenticarci che quelle montagne non sono nostre, ma degli animali che le abitano da secoli ed è dovere dell’uomo, che le attraversa da ospite, fare in modo di nuocere il meno possibile”, conclude Rosati.